Citazione:
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Originalmente inviato da lightly
Fermo restando che la libertà esiste relativamente a qualcosa e nonostante il qualcosa.
Chiedo.
In questo insieme definito dalla sua relatività.
Quali sono i fattori relativi che lo definiscono?
Sono fattori individuali o sociali?
Secondo quali parametri si quantifica il grado di libertà di ciascuno, all'inteno di questo insieme?
L'insieme è il modello ? o l'insieme contiene più modelli, tra i quali scegliere, a quale aderire?
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Certo che la libertà è relativa ad entità, modelli e fattori che stanno sia fuori di noi che dentro di noi, cui aderiamo, ma che anche ci coinvolgono.
E’relativamente facile individuare i modelli ed i fattori afferenti la nostra libertà e la gradualità di utilizzo.
Ne abbiamo parlato nei precedenti post sia in relazione alle situazioni sociali e culturali che genetiche.: in sostanza c’è un “extranoi (estrinseco)” ed un “dentro di noi (intrinseco)” strettamente interconnessi e sinergici che alimentano e limitano… gradualizzano… la nostra libertà….
L’extranoi è costituito dall’l’ambiente fisico, sociale e culturale che ci condiziona fin da prima di nascere, ma che, nello stesso tempo, ci ha dato e ci fornisce sempre più il senso di libertà che decliniamo ”personalmente e socialmente a raffronto” con i vari modelli geopolitici e culturali verficati in tutto il pianeta.
Il "dentro noi", pur in stretta sinergia con l’esterno, è costituito dai limiti (ma anche supporti) genetici di cui in genere e comunemente non parliamo perché li riteniamo ininfluenti e immodificabili… caratteristici della nostra identità: io sono come sono!...siamo soliti dire....oppure: è la mia natura!...sono fatto così!
Espressioni denuncianti invece il nostro stato (spesso immaginario) di deficiente libertà intrinseca…
Il fatto è, infatti, che non è così: noi non siamo noi!
Così come continuamente si rinnovano le nostre cellule del corpo, così una evoluzione (o involuzione) culturale e comportamentale …o anche istintuale ed emotiva…e’ sempre in agguato: noi possiamo dirigere e autodirigerci, almeno in parte, se vogliamo…ma anche essere diretti e “scarrozzare senza meta” se non vogliamo…ma fermi e immutabili non siamo mai!
In quale misura sia possibile questo non sappiamo…per lo meno, io non so.
Credo però che l’istruzione e l’impegno culturale fin da piccoli, la critica e l'autocritica da adulti, gradualizzino in meglio questo nostro cambiare…evolvere con e verso la libertà.
Tanto piu' se disponiamo dei mezzi per farlo...mezzi economici che non sono tutto,ma di un certoaiuto lo sono!
In proposito propongo (poiché mi piace e mi da una qualche speranza) un estratto di quanto scrive Daniel Dennet nel suo libro "l’evoluzione della libertà", pag. 403.
LA LIBERTA’ UMANA E’ FRAGILE,
…PERSONALE E SOCIALE:
”La libertà di “pensiero e di azione che è necessaria per perseguire la verità è un antesignano di quell'ideale più costoso che è la libertà sociale, politica o civile, un meme che si diffonde facilmente in apparenza ed è molto più contagioso del fanatismo , grazie al cielo. Il segreto è svelato. Non ci sono possibilità che l’ignoranza imposta possa averla vinta sul lungo periodo.
Non si possono diseducare facilmente le persone. Quanto più le tecnologie della comunicazione rendono arduo ai leader politici schermare i loro popoli dalle informazioni provenienti dall’estero….tanto più le realtà economiche del XXI secolo mostrano chiaramente che l’educazione/istruzione è l’investimento più importante e proficuo che ogni genitore può fare per un figlio, o che le società civili possano fare per i propri giovani, per le propie economie, per la propria libertà e tanto più le chiuse si apriranno in tutto il mondo con effetti tumultuosi,……
…..La libertà personale e sociale è reale adesso in alcune parti felici del mondo….ma è ben lungi dall’essere ineluttabile e universale: più comprendiamo come si è sviluppata, e meglio riusciremo a preservarla per il futuro e proteggerla dai suoi molti nemici naturali.
…..LA LIBERTA’ DENTRO DI NOI,
..….Le balene vagano per gli oceani , gli uccelli si librano in volo nel cielo e , secondo una vecchia barzelletta, un gorilla di 250 chili può sedersi dove vuole, ma nessuna di queste creature è libera nel modo in cui può esserlo un essere umano.
La libertà umana non è una illusione,…è un fenomeno oggettivo, distinto da tutte le altre condizioni biologiche ed è presente nella nostra specie soltanto.(!)
Le differenze fra gli agenti umani autonomi e gli altri assemblaggi della natura, sono visibili non solo da una prospettiva antropocentrica , ma anche dalla maggior parte dei punti di vista oggettivi raggiungibili.
La libertà umana è reale – reale quanto il linguaggio, la musica, il denaro, ecc…- e come tale la si può studiare oggettivamente, utilizzando un approccio scientifico, impresa non affatto assurda.
Ma come il linguaggio, la musica, il denaro e altri prodotti della società, la sua persistenza è influenzata da quello che noi crediamo di essa. Perciò non è sorprendente che i nostri sforzi di studiarla imparzialmente vengano distorti dalla preoccupazione che potremmo goffamente uccidere l’esemplare sotto il microscopio.
La libertà umana è più giovane della nostra specie. Le sue caratteristiche più importanti hanno solo qualche migliaio di anni – un battito di ciglia nella storia della evoluzione - ma in quel breve periodo ha trasformato il nostro pianeta in modi che sono paragonabili , per salienza, alle grandi transizioni biologiche come la creazione di una atmosfera ricca di ossigeno o la creazione della vita pluricellulare.
La libertà sempre intesa come carattere umano intrinseco e genetico, deve evolvere ed evolve come ogni altra caratteristica della biosfera e continua a evolvere anche oggi.
Ecc…….
A questo punto, per quanto mi spiaccia interrompere, posso solo dire che il libro di DENNET evolve anch’esso in modo estremamente interessante su questi temi: progettazione evolutiva del cervello nelle sue parti e realizzazione dei suoi prodotti concettuali intrinseci …se ci sono….come sarebbe, ad esempio, la realizzazione del senso di libertà nel suo percorso, non certo miracoloso, ma pur sempre straordinario, dal dominio degli insensibili atomi a quello delle azioni liberamente scelte …o se non fosse invece semplice inferenza culturale e nient’altro?
