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Originalmente inviato da salvatore2010
In un recente articolo su “Repubblica” di Venerdì 16 aprile 2010, con titolo: “La fisica delle coincidenze”, il prof. Odifreddi riporta un commento al libro di John Bell “Dicibile e indicibile in meccanica quantistica”,
.. conclude così:
“Saggi in cui è Bell stesso a dare l’interpretazione autentica dei suoi lavori ….. che hanno fatto storia………, [B[perché hanno portato alla prima “refutazione sperimentale” di una visione metafisica del mondo[/b]……………,”
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SEGUE DA PRECEDENTE POST:
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Mi propongo di dimostrare che non è possibile avere una prova a favore di una delle due tesi, ovvero che la domanda: esiste o non esiste un’entità metafisica… è senza possibile risposta sul piano logico e scientifico.
Per cominciare sostengo che persino nella realtà fisica alcune proprietà sono inconoscibili.
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Ma veramente credo che, scientificamete, la parola “inconoscibile” sia bandita.
E’ vero d’altra parte che, la scienza non conosce tutto, anzi, la più parte dei parametri, delle proprietà, delle leggi, ecc… relative a questo universo (e/o altri) resta sconosciuta...ma sarà conosciuta.
Quanto alla domanda circa l’esistenza di una entità metafisica o trascendente… credo che la “scienza fisica” non se la ponga: è piu’ proficua la sospensione di giudizio.
Per la scienza Galileana tale ipotetica entità è al di fuori del suo possibile campo d’indagine…forse anche del suo universo o multiverso…quindi ininfluente. La scienza procede
come se non… e non potrebbe essere altrimenti…per quanto molto delle metafisica (o creduta tale) sia sempre piu’ erosa dalla fisica.
Appare, quindi, ancor più strano che Odifreddi, con John Bell, si sia posto il problema …e…l’abbia risolto.
Non sarà che sono matematici?...forse un pò filosofi?
Una tale domanda circa l’esistenza o meno della metafisica rientra comunque nel campo dell’indagine filosofica, ….materia di speculazione….per quanto…l’umanità si sia arrovellata su tale alternativa per millenni …senza alcun costrutto… se non di fede.
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Consideriamo un esempio, piuttosto elementare, ma adeguato.
Dopo un guasto meccanico, un tavolo della roulette viene aperto al pubblico e un giocatore punta sul rosso.
Esce il nero, e il giocatore ripunta il rosso.
La cosa si ripete, ed esce di seguito il nero per venti volte.
A questo punto il giocatore …… accusa il direttore di utilizzare una roulette … difettosa, che fa uscire solo i neri ed esige un indennizzo. Il direttore dice ……, una sequenza di venti colori uguali non è impossibile…,
Chi ha ragione? ….. ma non possiamo confutare la tesi del direttore, e quel che è peggio, non lo possiamo neppure dopo mille neri o un milione. Cioè mai per numeri finiti di puntate. Se qualcuno invoca la statistica e si appoggia sull’ improbabilità di una tale sequenza, è facilmente confutabile in quanto ogni sequenza, contenente neri e rossi a piacere, è egualmente probabile o improbabile.
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Teoricamente è vero: però ad un certo punto si potrebbe anche sospettare.
Infatti è vero che le probabilità di ogni evento non sono influenzate dagli accadimenti precedenti…ma un numero sempre più alto di ripetizioni sequenziali ha gradi di probabilità sempre minori, al limite tendenti a zero.
Infatti ci si può riferire alla legge dei grandi numeri.
Sommariamente potrei enunciarla così: la distribuzione di eventi nero-rosso con pari condizioni al contorno, tende al limite del 50% su ciascun colore col crescere degli eventi. Idem col semplice testa-croce.
Ne consegue che potrei sopportare una sequenza di venti rossi, ma una sequenza di 100 rossi sarebbe un molto probabile indizio di manomissione. Sarebbe assai piu’ probabile una distribuzione attorno a 50 per ogni colore
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Teniamo a mente questo banale esempio e rivolgiamoci alla genesi.
Ammettiamo che dal primo momento in cui è stato fisicamente possibile alcuni atomi si sono uniti ad altri per formare le prime protomolecole organiche e queste attraverso combinazioni e selezioni sono giunte agli organismi viventi quali li conosciamo oggi, incluso l’uomo. I singoli eventi di unione hanno avuto una probabilità più o meno grande, e forse la probabilità che tutto sia filato liscio è stata piccolissima, certo molto minore dell’uscita consecutiva di mille neri da una roulette onesta.
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Infatti come sia sorta la vita non lo sappiamo: qualunque estrazione puo’ essere stata quella buona..tuttavia è probabile che le estrazioni siano state tante: miliardi di miliardi in miliardi di anni… e certo non erano a confronto solo due ipotesi, ma ancora miliardi di ipotesi in miliardi di sequenze diversamente e casualmente conformate in presenza di migliaia di elementi o milioni...quindi gli eventi o estrazioni sono stati veramente tanti con probabilità crescenti e concentrantesi.
Una idea si puo’ avere valutando i miliardi di codici cui dà luogo il genoma umano con sequenze diverse di solo 4 nucleotidi..mi pare.
In oltre un miliardo di anni quanti tentativi (estrazioni) saranno stati fatti in sequenze di enzimi, virus, proteine, batterii, nucleotidi, ecc….fino a costituire una cellula spazialmente limitata da una membrana, con un DNA elementare, ma capace di riprodursi?
Direi moltissimi con probabilità elevatissime proprio per la favorevole occasione di avere a disposizione enormi quantità di tempo, (miliardi di anni), enormi varietà e quantità di elementi organici ed inorganici, energia infinita in condizioni ambientali e fenomeniche le piu’ disparate… con accadimenti ambientali e fenomenici i piu’ diversi, ecc…
Certo poteva sempre essere aleatorio che la scintilla scoccasse, ma quale fosse la probabilità dell’evento non sappiamo, non sappiamo se fosse alta o bassa…con tutta quella disponibilità di cui ci dicono (o ipotizzano) la biologia, la paleontologia, l’antropologia, ecc…..
Comunque è accaduto in qualche modo… …o che altro?
La metafisica ci ha messo lo zampino? Pur coscienti di cadere nel solito tranello...ammettiamo pure l’intervento superiore!
Ma quale potrebbe essere la probabilità di un tale evento?, E poi perché ci avrebbe messo tanto con tante complicazioni? Se per metafisica intendiamo il Dio creatore allora sarebbe piu’ logica la genesi bibblica: in sette giorni, compreso il week-end ha risolto il problema!
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Ed eccoci al punto.
I credenti sostengono che la piccolezza della probabilità sia un segno di un’azione trascendente, e anche se anch’io rimango stupito dalla meravigliosa e intelligente complessità del mondo reale (avrei detto istintivamente “del creato”), non mi sembra un’affermazione sostenuta dalla logica, e quindi insostenibile, ma solo intuibile dal nostro animo. Non conosco nel dettaglio il pensiero di Einstein, ma la sua famosa espressione “sottile è il Signore”, mi lascia pensare che non differisse troppo da questa posizione.
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In effetti Einstein era logico (nella sua metafora del Signore) tanto più che non era solo la vita che era sorta, ma prima, o in contemporanea, dovevano essersi formati i primi organismi (batteri) elaboranti ossigeno…una sorta di fotosintesi?….e tutto il resto che serviva alla vita.
Invero, piuttosto che di trascendente credo si possa parlare di consequenzialità… cause ed effetti…tanto per l’ambiente fisico che per il vivente… sviluppantesi in sinergia: è il concetto alla base del Darwinismo…fra gli innumerevoli tentativi piu’ o meno riusciti, la vita elimina quelli che non servono alla vita.…ma su quelli che restano costruisce ulteriormente in un processo continuo: il formarsi della vita in relazione con l’ambiente è andato per prove ed esperimenti consequenziali…con continua eliminazione delle variabili inutili, il processo non ricominciava mai da capo…c’èra sempre qualcosa che serviva…ed era crescente, esponenzialmente, la probabilità di sequenze sempre piu’ efficienti e adatte, dato che le inefficienze si autoeliminavano… fino ad erivare alla cellula… con riproduzione in miliardi di cellule …in un miliardo di anni….per i successivi pluricellulari
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Gli atei pensavo si appoggiassero solo sull’insostenibilità della tesi avversa, in quanto non potranno mai negare la possibilità che dietro una mossa casuale ci sia una volontà metafisica, dal momento che il meccanismo della casualità ci è del tutto sconosciuto.
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Gli atei sono pragmatici…e, per quanto fantasiosi, possono solo affidarsi a ciò che percepiscono o sperimentano, o, per lo meno, a ciò che si evidenzia…alla scienza insomma..
Si può pensare qualunque cosa, ma non è di nessun aiuto scientifico pensare che poiché non abbiamo, per ora, una soluzione praticabile per il meccanismo della casualità..... allora la soluzione è metafisica.
ma è un discorso all’inverso! infatti è la metafisica che deve essere dimostrata altrimenti non è nulla piu' che la storiella delle fate e dei draghi...o di Potter.
La ricerca scientifica raddrizzerà le cose se il mostro climatico le lascerà il tempo.
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Ora il prof. Odifreddi parla di “refutazioni sperimentali”. Mi piacerebbe conoscerle, e forse l’unica cosa da fare è acquistare il libro di John Bell e leggerlo…..L’articolo di Odifreddi, …. …. non porta traccia della prova accennata in testa all’articolo, anzi la sua conclusione:
“La presenza di correlazioni istantanee tra queste “roulette quantistiche” indica che ci sono più cose interconnesse in cielo e in terra di quante ne sogni la filosofia della scienza occidentale”
mi sembra lasci un po’ di spazio alla fantasia, e forse alla temibile metafisica.
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E’ vero…parafrasando Amleto, la frase sembra fascinosa e di effetto… ma Odifreddi non puo’ essere accusato di influenze metafisiche o teistiche, forse voleva solo dare lustro all’articolo per i lettori meno rigorosi o più influenzabili dalla filosofie orientali…magari anche lettori di Shakespeare.
...per quanto la m.q. potrebbe essere piu' temibile--------------------------------
