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Nuovo ospite
Data registrazione: 04-05-2010
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Riferimento: Dio e Casualità
Caro Ulysse ed eventuali altri lettori,
scusate se non sono riuscito chiaramente ad esporre la mia tesi sull'impossibilità di conoscere proprietà "inconoscibili", e farò in questa lettera un ulteriore tentativo, con la speranza di maggior successo.
Ma prima desidero riproporre la frase che ha generato queste riflessioni, per non perdere di vista lo scopo di esse.
La frase, come detto nella prima lettera, è stata scritta da Piergiorgio Odifreddi, in un articolo su Repubblica.
“Saggi in cui è Bell stesso a dare l’interpretazione autentica dei suoi lavori. E lavori che hanno fatto storia non solo nella fisica, ma anche e soprattutto nella filosofia della scienza, perché hanno portato alla prima refutazione sperimentale di una visione metafisica del mondo, proposta nel 1936 da Albert Einstein e da lui difesa strenuamente fino alla morte.”
Restando in attesa di conoscere i dettagli di questa "refutazione sperimentale", ripeto il mio concetto che l'eventuale intervento metafisico, ovvero per me che non sono un filosofo, l'intervento di Dio, non potrà mai esssere negato nè affermato per via logica (attraverso deduzioni, come in passato) o attraverso osservazioni sperimentali (come mi sembra tenti di fare Bell).
Ma ecco un altro esempio di come potrebbero, mutatis mutandis, andare le cose tra il fisico e il metafisico:
Nell'ultima lettera che hai inviato al Forum, hai inavvertitamente inserito alcuni errori di battitura.
La lettera viene letta dallo Webmaster prima di essere inserita nella catena delle risposte, e gli errori corretti.
Ora supponiamo che tu non possa verificare quello che hai scritto, perchè lo hai composto direttamente nella finestra che ti fornisce il programma, e non ne hai copia.
Allora, come fai a dimostrare che il testo era senza errori e l'Webmaster si è limitato ad accodare la tua risposta, o invece è intervenuto modificandola ove necessario?
Certo, lo puoi chiedere allo Webmaster, ma come te la cavi con Dio?
Adesso potresti chiedermi come Dio, entità non fisica, possa aver interagito con la realtà fisica.
Beh, questo proprio lo ignoro, ma posso immaginare qualcosa...ma è pura fantasia, non vi sono prove sperimentali...
Per esempio, potrebbe esistere un mondo a più dimensioni del nostro, o uno in cui le nostre rattrappite altre dimensioni siano ben distese, e in questo mondo potrebbe vivere tale entità, e interagire con il nostro quando lo desidera.
Per afferrare meglio il concetto, supponiamo che esistano esseri sviluppati in solo due dimensioni, i "Piattoni".
Questi esseri si possono muovere solo su di un piano euclideo, hanno leggi fisiche limitate a due dimensioni più il tempo, e anche se esse sono più semplici delle nostre e meno complesse, vivono felicemente e pensano che il mondo sia tutto lì.
Ma il piano è inserito in uno spazio a tre dimensioni, in cui vive un piccolo dio, un deuccio, che vede il piano e può interagire con esso intersecandolo quando vuole. Poichè lo spazio estende le leggi fisiche dal piano, tale interazione è possibile, ma per la rapidità dell'intervento, è assolutamente inavvertita dai piattoni, che lo vedono come effetto del "caso".
Questa è una possibilità, ma non si deve escludere anche quella che prevede che il nostro universo e noi in questo momento non siamo altro che una creazione perfettamente predeterminata, certamente non aderente ai dati delle tradizioni religiose ma compatibile tutte le ipotesi cosmologiche scientificamente proposte, nel caso che si includa Dio con questo potere, o per gli atei una delle infinite combinazioni casuali che peraltro si susseguirebbero a intervalli di tempo in numero infinito.
Dopo tutto, mi domando perchè Creazionismo e Evoluzionismo non debbano essere compatibili. Perchè escludere che il Creatore abbia scelto l'Evoluzione come mezzo per arrivare ai suoi fini (che forse non si limiteranno alla razza umana)?
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