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Riferimento: Esiste la vera libertà o siamo tutti schiavi? (di Marco Zulian)
Per lightly.
Scrivi:
"E' troppo riduttivo che il tutto si riduca ad un processo fisiologico di stimolo e risposta."
Ma se non è così, cos'è?
E ancora:
"Io concordo con chi afferma che Mente e Cervello non sono sinonimi e che in ogni cellula del nostro corpo c'è una "mente" che ha possibilità di scelta tra molteplici opzioni."
Certo che Mente e Cervello non sono sinonimi, il primo è un oggetto astratto, il secondo concreto (Software ed Hardware).
Che poi ogni cellula abbia una "Mente" che scelga tra diverse opzioni, questo varrà senz'altro se ne verrà osservato il comportamento, ma non c'è dubbio che le "scelte", in questo caso di tipo biochimico, saranno conseguenze di una situazione predeterminata, o, in rari casi , casuale, senza alcuna possibile manifestazione di "volontà"
Per finre, non credo alla possibilità di dimostrare tutto e il contrario di tutto. Una volta accettate alcune premesse, come la natura fisica del cervello e il suo essere soggetto alle leggi conosciute della fisica, quanto si dice deve essere coerente con esse.
E guarda che sono proprio io a sostenere la possibilità di realtà per noi "inconoscibili", come puoi leggere sotto "Dio e Casualità".
Ma questo non ci deve fermare prima di arrivare a quegli estremi.
Per Il Dubbio
Mi dispiace ma devo riflettere sul concetto di autoreferenzialità, che trovo pertinente, ma per me ancora un po' oscuro.
A me sembra che quanto conosciamo si possa schematizzare così.
Esistono tre (o almeno tre) mondi, o domini, o campi, o come vuoi chiamarli.
Il mondo fisico, quello della realtà delle cose, è racchiuso in un mondo metafisico (diciamo di rango superiore), le cui caratteristiche ci sono e forse ci saranno sempre ignote e inimmaginabili.
Il mondo fisico comprende anche i cervelli, la cui natura materiale ne determina il comportamento, con nessun'altra deviazione se non quella dovuta a eventuali indeterminazioni quantistiche.
Il cervello fisico ospita una componente immateriale, informazione pura, la Mente.
La Mente produce il mondo del pensiero, con le sue regole completamente libere (apparentemente), o al limite vincolate a convenienze sociali, politiche o di rigore scientifico.
Sentendosi libero, il pensiero crede di poter scegliere, ma temo che sia un'illusione, a causa del substrato fisico e le implacabili leggi della continuità e causalità.
Ovviamente questa è la mia conclusione, ma francamente più ci penso e più mi sembra inevitabile.
A questo proposito, citando chobbygarl:
"L'argomento della coscienza di sé come semplice funzione della potenza di calcolo analogico è poi uno zombi pseudo scientifico che ciclicamente ritorna in auge pur essendo stato sepolto da decenni, quasi come i cerchi nel grano."
vorrei far notare che nel numero di giugno di Scientific American che mi è appena arrivato, uno dei dodici eventi che dobbiamo ragionevolmente considerare e temere, a scadenza ravvicinata, è la possibilità di costruire "self-aware machines", e la nostra difficoltà di accorgerci quando questo avverrà, se non troppo tardi, quando tali macchine si rifiuteranno di obbedirci.
E non mi sembra che Scientific American appoggi gli "zombi pseudo scientifici"."
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