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Vecchio 19-06-2010, 22.44.01   #2 (permalink)
ulysse
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Riferimento: Legittimità della religione comune

Citazione:
Originalmente inviato da DellisMonk
Il problema di cui vorrei discutere con tutti voi è la legittimità della religione, o meglio dell' affermare "io sono di fede X", dove X può stare per cristiana, ebraica, ecc... ecc... ..

Ci metterei anche X = agnostico, laico, ateo, miscredente, ecc….

Citazione:
Ora, La religione è qualcosa che nasce dall' interiorità, dall' esame di sè stessi e dal subconscio. Una persona esamina la propria coscienza, il proprio essere, e da questo esame scaturisce una visione del mondo, un sistema di valori e di credenze, che spesso - ma non necessariamente - comprende Dio. Questo è l' unica origine della religione possibile, escludendo possibili manifestazioni o epifanie divine che non sono certamente documentate e quindi non considerabili.

Anch’io escluderei epifanie divine, ma non direi che la religione (o non religione) nasca dalla interiorità …anzi, la religione, come tutte le culture…nasce dalla esteriorità..dal vissuto culturale ed esperienziale cui ciascuno di noi è immerso fin da piccolo…magari fin dal pancione della mamma.
Chiediamoci cosa sia l’interiorità , l’io in sé, il subconscio: esiste un subconscio geneticamente ereditato?

Citazione:
Ora, poichè l' interiorità di ciascun uomo è diversa da tutti gli altri -non esistono doppioni, non foss' altro perchè ognuno di noi ha esperienze di vita diverse- necessariamente, allora la religione di un uomo NON può essere uguale a quella di un altro uomo.
Se mettessimo davanti due preti e dicessimo loro di definire esattamente ed esaustivamente la loro religione e li lasciassimo parlare per abbastanza tempo, sicuramente otterremmo due visioni -anche solo per un piccolissimo particolare- diverse. Non sono quindi della stessa religione, benchè si definiscano tali.

E’ ovvio che ogni ideologia religiosa (ma anche non religiosa) pur espressa nella sua storia e diffusione, magari in modo rigoroso (sacre scritture, leader carismatici, gerarchie interpretanti, ecc…) ammetta poi un range di appartenenza purchè non contradditorio con la posizione ufficiale.
A questo servono le gerarchie religiose: mantenere tutti sulla retta via …anche se poi la retta via tende a svicolare per persone diverse nello spazio e nel tempo.

… si può poi ritenere di appartenere a questa o quella religione o ideologia nel rispetto di un tale range.…più o meno ampio: non ci sono quindi infinite religioni…per quanto, sul piano legislativo laico, ogni religione sia legittima…al limite anche ogni religione “fai da te” che ciascuno può immaginarsi.

Sul piano del fondamentalismo religioso invece, divergere dai sacri testi oltre limiti anche ristretti, può essere considerato non legittimo…il chè potrebbe essere anche pericoloso per il trasgressore eretico…come pure accade oggi per certe religioni.

Citazione:
Ora, si può ipoteticamente, comunque, benchè l' idea stessa sia aberrante, fare violenza a sè stessi e alla propria coscienza e tentare di "sovrascrivere" un' altra religione alla nostra.

Sarebbe aberrante, ma storicamente è spesso avvenuto nei confronti degli ebrei da parte sia cristiana che musulmana.
Ma poi è sempre anche avvenuto nei confronti dei popoli colonizzati.
Nel passato (ed anche oggi in alcuni casi) gli stati, i relativi governi, proclamavano una religione ufficiale cui tutti dovevano in qualche modo attenersi…chi divergeva era (ed è) in qualche modo ostracizzato.
In fondo, solo con la rivoluzione francese, lo stato si è reso indipendente (almeno in via ufficiale) dalla religione (per lo meno in occidente).

Citazione:
Tuttavia, questa non sarebbe vera conversione: per definizione, difatti, una conversione …………….implica un' interiorizzazione della religione ospite, ….. passare dal subconscio della persona, dove viene esaminata, criticata e rielaborata, causandone pertanto una modifica. Non è più, quindi, la religione di partenza.

Non credo sia questione di subconscio: è in genere un atto volontario.
Il convertito dovrebbe dimostrare ai rappresentanti della religione di arrivo di averne interiorizzati i nuovi concetti entro un range valutato come ammissibile: anzi, accade in genere, che i convertiti siano più zelanti, nella applicazione del nuovo credo di quanto non lo siano gli adepti originari, proprio per la loro scelta volontaria.

Citazione:
Ma se i due unici metodi di creazione e accettazione di una religione-conversione e esame di sè- danno necessariamente origine a religioni tutte diverse, allora non esistono due religioni uguali in terra, e dichiararsi di una fede comune ad altri è una contraddizione con sè stessi.

In effetti non credo esistano sul nostro pianeta due persone che la pensano esattamente nello stesso modo rispetto a nessuna cosa, sia essa oggetto, persona, ideologia o fede religiosa: la “vision” è sempre diversa, per fortuna…..Forse, si potrebbe anche dire che la m.q. lo vuole!
Anche se, spesso, la diversità è poca ...troppo poca: conformismo imperante!

Nella diversità di pensiero, infatti, sta la ricchezza intellettuale, la forza innovativa di una società o di una comunità…magari anche degli appartenenti ad una stessa religione: le contraddizioni finiscono col fondersi od elidersi reciprocamente in una nuova e più efficace visione…se non siamo fondamentalisti.
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