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Vecchio 20-06-2010, 22.17.07   #4 (permalink)
Vitalij
vituzzo
 
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Messaggi: 2
Riferimento: Legittimità della religione comune

Ciao DellisMonk e Ulysse,
sono d'accordo con DellisMonk sul fatto che nessuno possa riconoscersi totalmente in una religione preconfezionata. Il suo regionamento mi ricorda la famosa citazione di Eraclito:
« Tutto scorre, non ci si può immergere due volte nello stesso fiume »

Nel voler assegnare ad ognuno di noi una religione ci vedo un po' la sindrome della carta d'identità: il voler classificare, inquadrare, regolamentare, le possibilità dell'essere, del pensare, dell'agire. Una cosa simile è il fatto che gli adolescenti si classificano tra di loro per il genere musicale preferito ed il modo di vestire.

Non possiamo nemmeno scegliere religioni poco rappresentate nel territorio in cui ci troviamo: non possiamo mica affermare di essere taoista senza dover dare lunghissime spiegazioni. Eppure il taoismo è una delle religioni preconfezionate!

Pensa anche ai vari filosofi della religione: non ce ne sono due che la pensino allo stesso modo, per fortuna!!

Però le religioni riconosciute sono un ottimo punto di partenza per chiunque voglia costruirsi la propria religione, anche assemblando pezzi di queste religioni: «Sull'argomento X hanno ragione gli islamici, su quello Y i valdesi....»

Non sono d'accordo con ulysse, perché è vero che ereditiamo l'insieme di concetti e simboli che formano un po' il linguaggio attraverso il quale descriviamo il mondo, ma è anche vero che i contenuti che esprimiamo attraverso tale linguaggio possono variare parecchio, supposto che il linguaggio non sia troppo limitativo... Per questo è difficile spiegare lo spiritualismo boliviano ad uno yankee! Ma se si sforza comunque lo yankee può capirlo.

Ciao,
Vitalij
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