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Vecchio 25-06-2010, 16.58.07   #18 (permalink)
Giorgiosan
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Se legittimità significa come significa conformità alla legge o al diritto allora la legittimità di una religione specifica si verificherà col criterio del diritto e della legge.
Dal punto di vista del diritto e della costituzione italiana " tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali".
Non solo ma nello stesso articolo III si afferma che" è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana".
Ora il pieno sviluppo della persona umana è comprensivo anche della dimensione religiosa quando questa costituisca per una parte di cittadini un elemento fondamentale.
In questo primo senso la legittimità della religione è fuori da ogni dubbio e la si può mettere in discussione solo negando validità allla Costituzione italiana.

In senso lato legittimità può significare rispondenza alla ragione o ai principi morali, ai principi morali professati e indicati da una determinata religione e non dai singoli comportamenti di appartenenti alla stessa.

Sulla ragionevolezza della fede cristiana i dubbi radicali sono espressi molto spesso da chi la conosce solo superficialmente e il cui pensiero è fondato su triti luoghi comuni.

Le dichiarazioni di ateismo sono prodotte esse stesse da una posizione di fede anch'essa avvalorata da ragionevolezza.

E' del tutto falso che la fede sia sempre un prodotto dell'educazione. In ogni caso è un dovere dei genitori trasmettere quegli insegnamenti che reputano validi. La casistica vede molte situazioni anche quella di genitori atei che trasmettono questa loro fede ai figli.

"La religione è una questione inquieta ma è anche la questione delle questioni", chi tenti di liquidare la questione con affermazioni approssimate e a dir poco ridicole rivela solo quel male oscuro delle ideologie che ha rattrappito tante menti.

L’animismo rappresenta la fase arcaica della religione che poi, come ogni dimensione umana, evolve verso forme più consapevoli ed elaborate dell’esperienza originaria, che è quella dello spirito

La sopravvivenza dello spirito( non solo umano) oltre la morte rappresenta il nucleo di esperienza e di teorizzazione delle religioni.

Una religione che non esprimesse la certezza della sopravvivenza dello spirito non avrebbe ragion d’essere perché la tensione dell’essere umano è costantemente rivolta solo ed esclusivamente al suo destino, al futuro.

In sintesi la contrapposizione fra credenti nella realtà dello spirito e di uno spirito che non è intaccato dalla morte biologica e credenti in una spirito funzione della materia biologica che decade con questa, si risolve con la conoscenza della struttura dello spirito.

Ovviamente le diverse e contrapposte antropologie hanno delle conseguenze inevitabili sul piano dell’esistenza storica di ogni individuo.
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ut unum sint

Ultima modifica di Giorgiosan : 26-06-2010 alle ore 10.24.25.
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