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Vecchio 07-07-2010, 19.05.39   #1 (permalink)
nexus6
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Così fan "QUASI TUTTE" (le risposte che fornisce la scienza)

L'argomento di questo thread è: pensieri a ruota libera dettati dal caldo sul tipo di risposte che fornisce la scienza, in particolare la fisica (credo).
Rispondo qui ad un post di Il_Dubbio che di là era off-topic. Chi volesse leggerlo tutto eccolo.

Citazione:
Originalmente inviato da Il_Dubbio
Citazione:
Originalmente inviato da nexus6
A mio parere, tentativi di descrizione del genere non possono avere significato in quanto contrastano con i più basilari principi della nostra logica: cosa vuol dire che una figura geometrica è contemporaneamente un quadrato ed un triangolo? O che un gatto è allo stesso tempo vivo e morto? Evidentemente sono affermazioni senza alcun senso, cioè non possono offrire descrizioni comprensibili di ciò che avviene.
Io ho espresso il tuo stesso "sconcerto".

L'uguale sconcerto nel leggere la risposta che Odifreddi da su questo sito alle domande sul "senso della vita" (risposte che poi non ha voluto dare):
http://www.riflessioni.it/senso-dell...-odifreddi.htm

Lui dice: Una cosa precisa la posso però dire, a proposito di questa frase che sta sul vostro sito: "Una risposta non esiste solo quando non è possibile formulare la domanda". L'insegnamento più importante della logica e della scienza moderna, codificato nel teorema di Godel e nel principio di indeterminazione di Heisenberg, è esattamente l'opposto! E cioè, che anche le domande sensate possono non avere risposta. Anzi, che QUASI TUTTE le domande sensate (in un senso ben preciso e quantificabile in termini matematici, e non solo in vaghi termini metaforici) non ce l'hanno...
[...]
Un matematico (come Odifreddi) o un fisico, direbbe che le risposte sono all'interno del paradigma scientifico, che va solo studiato, approfondito, compreso e accettato. Quindi io che ho panni non da matematico e da fisico, devo accettare il "paradigma scientifico-matematico" che mi obbliga a studiare, approfondire, conoscere e accettare ciò che dice Odifreddi, cioè che nemmeno le domande sensate (che noi tutti ci facciamo, e penso anche lui) hanno risposta. In altre parole il matematico-fisico ha studiato e approfondito cosa? Che non c'è risposta?
Odifreddi ha scritto poco e per di più in maniera oracolare, dunque non è che mi venga da commentare più di tanto. Non comprendo come “logicamente” (visto il personaggio) si passi da Heisenberg al fatto che “QUASI TUTTE” le domande sensate non abbiano risposta... né so come la logica abbia “decostruito” le domande metafisiche, mah... sono poco avvezzo a confidare in parole oracolari.
Ma... il "QUASI TUTTE", attenzione, in un senso ben preciso e quantificabile in termini matematici, e non solo in vaghi termini metaforici! Apperò, allora possiamo star tranquilli...
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Originalmente inviato da l settecento
Se ci viene alle mani qualche volume, per esempio di teologia o di metafisica scolastica, domandiamoci: contiene qualche ragionamento astratto sulla quantità o sui numeri? No. Contiene qualche ragionamento sperimentale su questioni di fatto e di esistenza? No. E allora gettiamolo nel fuoco perchè non contiene che sofisticherie ed inganni.
Quale novità, eh? (-> Hume ) Noi montiamo sulle spalle di questi giganti, ma quanto siamo piccoli a confronto.

Sinceramente tendo, per esperienza, a non tener troppo in conto i giudizi dei matematici sulla scienza, in particolare sulla fisica. Non sono abituati a farla (la scienza), non la comprendono, tutto qui. Il giudizio di Odifreddi sulla fisica è pari, per me, a quello dell'uomo della strada, cioè di uno spettatore, per quanto erudito (su altro) possa essere.
Quali sono, ad esempio, le domande sensate che “non hanno risposta”? E, badiamo bene, in un "preciso senso matematico"? Odifreddi pensa ad un'equazione della fisica come ad un teorema matematico, questo è uno dei tipici errori che vengono pure appresi nelle scuole (proprio ad opera di matematici che insegnano fisica).

Citazione:
Originalmente inviato da Il_Dubbio
Il problema è che il livello a cui si è giunti (ci metto Odifreddi, ma ci posso mettere anche Albert ) di conoscenza, ci impone o di ribellarci alla matematica e alla fisica, quindi cercare strade alternative, oppure di accettare che la verità-vera o realistica è che non c'è alcuna verità.
Se si rimane delusi da una certa cosa/persona probabilmente ci siamo costruiti di quest'ultima un'immagine sbagliata che naturalmente, prima o poi, doveva pur cadere. “Il paradigma scientifico” delle risposte le fornisce, ma bisogna capire a quali domande! (e di che tipo sono le risposte). Al perché qui dentro fa un caldo boia? Sì, a cose del genere può dare qualche risposta. Permette anche di costruire dei climatizzatori e di questo dobbiamo pur ringraziarla, visto che funzionano! Al senso della vita, all'esistenza di Dio? Possiamo definire in modo coerente qualche grandezza misurabile circa il significato della vita o l'entità "Dio"? No? Ed allora la scienza semplicemente non si può occupare di queste cose, anche se il buon Odifreddi pensa di sì e pretende di propinarci matematiche dimostrazioni dell'inesistenza del Supremo... ma non era, per lui, una questione oziosa? Mah...

La scienza tenta proprio, tramite le sue descrizioni quantitative e l'esercizio perenne del dubbio, di fornire delle risposte comprensibili a domande che riguardano il mondo della natura, fallibili ed ipotetiche con buona pace dei matematici. A me piace usare l'idea della mappa, di cui avevo parlato un po' di tempo fa nel forum, se non ricordo male: i modelli della scienza come una mappa per orientarci in un territorio, la “realtà”, quello che ci circonda. Ma “la mappa non è il territorio”.

Alla matematica non vedo come ci si possa “ribellare”, visto non è altro che un parto del nostro modo di ragionare, un castello costruito dalla nostra mente: non sono tra i platonici che credono che la matematica noi misteriosamente la “scopriamo”. Anche “cercare strade alternative” alla fisica non comprendo bene cosa voglia dire: se ne può discutere, ma chi tenta di dire il perché delle fluttuazioni termiche della radiazione cosmica di fondo? O perché schiantando un gruppo di protoni si crea una selva di roba? O perché una piuma ed una sfera di piombo ci mettono lo stesso tempo ad arrivare a terra, in una camera a vuoto? La scienza ha scoperto, ed in qualche senso “creato”, territori dei quali, dunque, solo lei riesce a costruire mappe. Chi, d'altronde, potrebbe maneggiare simboli/concetti come quark o ammassi di galassie se non a costo di fare, come dice Odifreddi, “semplice” letteratura?

Citazione:
Originalmente inviato da Il_Dubbio
Allora io chiedo a te che presumo sia un uomo di scienza o che comunque ha "approfondito-studiato-compreso" il paradigma scientifico-matematico, come ti poni innanzi a chi come te dice di aver "approfondito-studiato-compreso" lo stesso paradigma giungendo però a conclusioni differenti?
Direi che è il bello di questa attività, anzi è uno dei punti più forti che la fa andare avanti. La scienza, nei periodi rivoluzionari e non, è un crogiolo di “conclusioni differenti”, da cui ogni tanto esce l'idea geniale di turno che le sbaraglia tutte. Ed è un peccato che tutto ciò non sia visibile al pubblico, il quale dunque si preoccupa quando vede due “scienziati” discutere animatamente... e si chiede: “cavolo, ma come è possibile?”. Per il pubblico è proprio come vedere due sacerdoti discutere sull'effettiva verginità della Vergine.
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