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Originalmente inviato da aleandroct
quello che volevo dire è che la scienza per spiegare il mondo che ci circonda usa il "metodo scientifico" che ha come sua pecca il fatto che deve essere spiegato sperimentalmente ripetendo l'esperimento alle medesime condizioni raggiungendo gli stessi risultati. quindi l'universo non lo può spiegare a livello di "senza dubbio" perchè non lo può dimostrare.
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Forse non ho capito bene, ma a scanso di equivoci, mi par di dover precisare che il compito della scienza non è quello di dimostrare l’esistenza dell'universo, ma quello di studiarlo: l'universo esisteva ben prima della scienza e degli uomini...e sulla sua esistenza non credo ci siani dubbi...ora.
Quanto alla esplicazione dei fenomeni dell'universo ...fino alla loro essenza… non è che l'universo si lascia indagare tanto per farci piacere: dobbiamo cercare, studiare, sperimentare, calcolare...fino alle infime particelle costituenti la materia, che pure non è che abbiano un comportamento così affidabile…m.q. ad es..
C’e' poi da dire che il "metodo scientifico" è il fiore all'occhiello del sapere scientifico: senza “metodo” non ci sarebbe "scienza"…solo saperi più o meno affidabili sparsi qua e là.
E’ vero infatti che il “metodo standard” richiede, fra l’altro, la ripetibilità dell’esperimento, persino in laboratori diversi, ma questo non costituisce affatto una pecca, bensì una garanzia di veridicità e validità degli enunciati, delle teorie che li sostengono e delle leggi scaturenti. Il dubbio,la fallibilità ricadono quindi in massima misura sugli altri saperi e assai meno sulla scienza…per quanto nessun sapere sia scevro da dubbi e fallimenti: niente è per sempre!
Si parla infatti di fallibilità degli enunciati scientifici, ma questo solo per ricordare e avvertire che la scienza non emette pretesi dogmi, che essa è anzi autocorreggente ed autoevolvente e, per questo, è assai più attendibile di ogni altro sapere che, non avendo accessibilità al metodo, non ne ha i riscontri, i controlli incrociati, la vastità dei riferimenti, le teorie di supporto e le leggi pregresse, ecc…: degli altri saperi ti devi solo fidare!
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la vita in quanto tale viene riconosciuta esclusivamente con modelli esistenti su questo pianeta e la definizione di "vita" cambia costantemente con l'avvento di nuove tecnologie per esempio nessuno prima pensava che il nostro corpo fosse composto da atomi. io penso che la vita sia la materia stessa ad un certo livello (tipo microscopico). sono sicuro che tra 100 anni magari riconosceranno la vita dove adesso pensano che neanche ci sia.
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Ma già da tempo sappiamo che l’atomo è il mattone dell’universo…ed è un progresso. Oggi poi, le sub-particelle fanno la loro parte nella costituzione dell’atomo, ma siamo sempre a livello di materia…che si organizza per dar luogo ad un processo che chiamiamo biologico e quindi al vivente.
Il concetto di cosa sia “vita” è sempre in evoluzione, e non è che non si considerino “viventi extraterrestri” basati su chimiche diverse…. Ma anche non è nemmeno che si proceda all’indietro..verso i fluidi vitali o l’alchimia.
Del resto nessuno sa cosa si scoprirà fra cento anni e nemmeno è individuabile un trend che porti in una certa direzione in relazione a materia, energia, vivente.
Per ora si sta ancora a cercare come sia avvenuto il passaggio dalla materia inerte alle prime fasi di proto-cellule, batteri, enzimi, parameci, funghi, ecc…magari con ricostruzioni e assemblaggi vari da parte della bioingegneria.
Poi si vedrà: le scommesse sono sempre aperte!
