Citazione:
|
Originalmente inviato da solechemuore
No, in realtà non è così. Non sto vivendo una delusione d’amore. Assolutamente. Io sono sempre stata delusa dalla vita. Sempre. Sin da bambina, come quando a sette anni scrivevo i miei primi racconti tragici che evidenziavano il non senso delle cose. Mi sono sempre posta domande che gli altri non si ponevano. Forse non dovrei parlare di senso della vita, quanto di senso delle cose. C’è una cosa che io considero e che gli altri si ostinano ad ignorare. Ho come l’impressione di parlare una lingua differente.......
|
Amica mia, già l'ho detto: le cose in sè non hanno senso inutile cercarlo... e chi lo cerca, non lo trova e cerca guai: questo vale per tutti.
Invece il senso della vita è saper vivere, ma non intedo un vivere leggero, inconscio e menefreghista, intendo un saper vivere cosciente e responsabile: non essere succubi, ma essere protagonisti...anche in una propria vita particolare...anche in un'altra lingua...che importa! Ognuno è unico!
Sostanzialmente siamo noi che costruiamo il nostro futuro e insieme la nostra personalità, sia col nostro preseguire in continuo la nostra formazione interiore (studiare, leggere, musica, spetttacoli, interessi vari) sia esteriore: (frequentazioni, amici, corsi di qualche cosa, pittura, disegno, ballo, comunicazione, informatica, giochi, ecc...)...serve per imparare, ma lo scopo primo è soprattutto per frequentare, per non restare soli..per imopegnarsi.
Se il lavoro attuale è deprimente e non presenta possibilità occorre fare corsi per apprendere altri lavori, altre attività, ecc..
A te sembra che la vita ti sfugga inesorabilmente e inutilmente e probabilmente è vero e sarà sempre vero se non ci poni riparo e il riparo sta nel tuo modo di pensare che devi ricostruire...inutile e dannoso rifugiarsi nel "sono stata sempre così": sfuggi i pensieri tetri , cerca di non coltivarli cerca inveve di coltivare pensieri piu confortanti...primaverili, non autunnali e vesti colorato sgargiante, mangia cioccolata, nutella tutte le mattine...o forse un cagnolino da portare in giro: le ho dette tute?....resta ancora la stravganza dei giovani...piu' che altro è posa...inutile perdersi a criticare....anche loro sonpo privi di riferimenti ed esempi costruttivi che dovremmo dare noi o dovrebe dare concretamente la società .
Comunque è questione di allenmento psichico e intelettuale piu' che altro...la strada è lunga e dura, ma ce la puoi fare...ce la possiamo fare!
Non cercare sui giornali i necrologi, cerca piuttosto le nascite. Ma certo non sò darti suggerimenti efficaci che colpiscano nel segno per ora...anche perchè non ti conosco, ma molti sono così come ti descrivi...amorfi e sfiduciati in tempi privi di ideologie..soprattutto privi di possibilità...ma anche qui non è da rifugiarsi nella tristezza dei tempi vuoti ...occorre che qualcuno cominci e fare ogni giorno qualcosa di autorealizzante, di confortante che dia fiducia e autostima: vincere una partita magari: a carte, a golf, scacchi, tennis, ecc...occorre osare e provarsi...magari jogging ogni mattina
Sforzati per l'inizio di aiutarti a pensare che il bello, il brutto, il buono o il attivo non stanno nelle cose stesse, ma nella nostra mente...convinciti di ciò!
Infatti non è il lavoro che è brutto, sei tu che non l'affronti con allegria e se proprio non ci riesci ..cambia lavoro (per quanto i tempi non siano propizi....purtroppo!)
Di fronte a qualcosa che rattrista cerca subito di pensare a qualcosa che ralleggra: magari fatti un elenco...vari elenchi: cose allegre da pensare, cose buone da mangiare e confortevoli da fare,da sforzarsi a fare, gente da conoscere, da frequentare... luoghi da visitare...non cimiteri però, post-it incoraggianti attaccati per casa...racconti non tragici, ma a lieto fine: non serve quello che ci scrivi... serve il farlo.
Il predicozzo è finito...per ora! dimmi cosa ne pensi, se qualcosa puoi fare! ma si puo' fare anche altro...anzi sei proprio tu che devi invenare qualcosa di diverso.
