COSA E’ VIVENTE?
Negli ultimi post abbiamo trattato argomenti importantissimi, ma in modo abbastanza indefinito e lacunoso.
Mi propongo ora di definire, almeno, cosa sia “vita” in modo un poco più scientifico.
Riporto da PAOLO BONCINELLI (Prima lezione di biologia, ed. Laterza 2001) alcune osservazioni che potrebbero servire allo scopo:
“La biologia è la scienza che studia quell’eccezionale esperimento naturale, quell’esplorazione del regno dei possibili, che noi chiamiamo “vita”.
………
Sembrerebbe ora elementare rispondere alla domanda di cosa sia “vita” e cosa, di contrapposto, sia “materia inerte”.
In realtà cosa renda un essere vivo e quali caratteri consentano di definirlo tale ha sempre rappresentato una delle sfide più affascinanti e complesse del pensiero filosofico e scientifico.
La biologia ha rinunciato da tempo a impegnarsi in tale sfida limitandosi ad enumerare l’insieme di proprietà e funzioni che concorrono a distingue il vivente da ciò che non lo è.
Al quesito la biologia si limita a rispondere che il “vivente” è essenzialmente una entità limitata nello spazio e nel tempo caratterizzata da quattro proprietà:
1) –Entità costituita da materia organizzata i cui criteri ordinativi sono definiti e controllati dal suo patrimonio genetico,
2) –Possiede la capacità di conservare l’organizzazione detta metabolizzando materia ed energia,
3) –Possiede la capacità di riprodursi
4) –Possiede la capacita di evolversi
Genericamente con “ metabolismo” si indica il flusso di materia ed energia che consente al “vivente” di conservarsi come struttura organizzata.
In questa definizione allargata può comprendersi non solo il metabolismo vero e proprio del singolo “vivente” , ma anche la sua respirazione, l’assunzione di cibo, ovvero la fotosintesi nelle piante,
Tutti questi processi concorrono complessivamente ad assicurare una della peculiarità principali degli esseri viventi e cioè il fatto che mentre la loro forma e aspetto esterno rimangono, per un certo tempo, relativamente costanti, la loro struttura molecolare cambia continuamente e, assieme, anche atomi, subparicelle, ecc…di cui le molecole sono costituite.”
Oservo che, in un certo senso, è anche vero che, almeno a livello atomico, siamo immortali: gli atomi sono sempre quelli scaturiti dal big-bang e poi dalle fornaci di miliardi di miliardi….. di stelle ...esauste.
Mi schifa un pò ma non posso astenermi dal dire, parafrasando, che fummo atomi e atomi ritorneremo.
Il titolo iniziale del thread sembra ipotizzare un senso universale della vita con un qualche significato di coscienza trascendente o spirituale: direi che tale ipotesi è fallita.
Da quantosi osserva e si evince dalla definizione (solo di ordine materiale però) sembra non esserci senso se non il vivere in sé in un continuo flusso di atomi dall’esterno dell’essere all’interno e viceversa …fino all’efflusso "finale"…se così vogliamo chiamarlo.
