Discussione: la strada
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Vecchio 13-07-2010, 09.31.31   #22 (permalink)
Isolaevanescente
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Riferimento: la strada

Citazione:
Originalmente inviato da Pierre
Ciao Isolaevanescente,

Leggo adesso l'intera discussione che hai aperto. E' molto interessante; anch'io ho sentito, ad un dato momento della mia vita, che dovesse esserci un cammino da percorrere, per il miglioramento dell'interiorità. E allora provo a dare il mio umile contributo alla discussione.

Nel tuo primo intervento ho avvertito nelle tue parole un'insicurezza.
Era comprensibile visto i fatti tristi che ti sono occorsi, ma nei tuoi ultimi interventi ti si sente già diversa, piacevolmente migliorata.

Jador ti ha dato un ottimo consiglio: "Osservazione, comprensione e distacco sono la strada della trasformazione". Hai risposto che lo stai già facendo, che lavori dentro di te da mesi. Ecco, "dentro di te".
Secondo me ai versi della canzone di Battiato "Cerco un centro di gravità permamente che non mi faccia mai cambiare idea sulle cose sulla gente" corrisponde una sola verità: il centro di gravità permamente per ciascuno di noi è nella nostra interiorità. Tu, Isolaevanescente, dimostri di averlo compreso. E quel "centro di gravità permamente" interiore è, a mio modesto avviso, anche l'appoggio contro le insicurezze di sè.

Penso che l'isola evanescente, come suggestivamente la chiami tu, la meta, sia il raggiungimento di un EQUILIBRIO interiore; cioè una ridotta perturbabilità dei pensieri, dei sentimenti e delle convinzioni ragionate, da parte delle emozioni. Per intenderci, ritengo che l'evoluzione ideale, teorica, di tale equilibrio sia la Saggezza.

Per raggiungere l'equilibrio interiore, all'osservazione, alla comprensione e al distacco, aggiungerei la Conoscenza.
La Cultura, secondo la concezione umanistica o classica, è formazione individuale, vale a dire l’attività che consente di "coltivare" l’Animo umano.

Leggo che distingui tra l'individualità interiore e quella che si trasmette agli altri: l'"io" e il "sè". Ho incontrato anch'io, nelle mie letture, questi concetti sebbene con le denominazioni invertite. Credo sia un'ottima base per far ordine nelle riflessioni sulla propria personalità.
Lightly ti è ottima interlocutrice in tali riflessioni e ritengo il vostro dialogo molto interessante per l'analisi espressa e produttivo per tutti: chi scrive e chi legge.

Ottimo mi sembra anche il tuo intento di voler tornare alla tua vera individualità, pura, cioè epurata dai condizionamenti ricevuti.
E' un processo che mi pare d'aver a mia volta avviato.
Come fare, ti chiedi.
Non ho formule precostituite, ma, pur con la difficoltà di superare la grande soggettività che vi è nella percezione di questioni così interiori, desidero dirti che credo esser importante il riconoscere quali siano i condizionamenti ricevuti, per poi più facilmente neutralizzarli; per ogni condizionamento si tratta un po' d'applicare il concetto "se lo conosci, lo eviti".

Come riconoscerli? Penso sia un processo lento, nel quale compaiono delle evidenze durante l'evoluzione della propria personalità. Sicuramente è più facile riconoscere un modo di agire o di pensare cui ti senti contraria e che, pur non provenendo da te, avevi adottato in passato. Quello è un condizionamento da eliminare, senza temere il mancato conformismo che gli altri intorno a te potranno avvertire nel tuo comportamento.
Invece i condizionamenti cui non sei contraria li hai accolti e sono entrati a far parte del tuo io. Non sono tuoi ti vengono dall'esterno, ma se ti convincono ancora, fanno parte di te.

Ciao Isolaevanescente

P.S.
Sei stata sfortunata a iniziare la vita con tante difficoltà, ma sei venuta al mondo con una notevole capacità di riflessione e di analisi. La sofferenza ti ha accentuato la sensibilità e di tutto ciò fai buon uso per migliorare la tua interiorità. Sono pochissime le persone dotate di codeste virtù, credimi.

Caro Pierre,
non scrivo nel forum da tanto tempo, perchè ho avuto da fare, chiusura anno ascolastico, sono tornata a casa, trasferimenti, traslochi e, ecc..... sono sfinita!

La verità è che, quest'ultimo anno che ho vissuto, a distanza, in un costruttivo isolamento, è stato probabilmente voluto apposta per me dall'Esistenza, perchè in un certo senso mi ha dato la prospettiva, la distanza giusta per avere una visione panoramica, dall'alto, di Me e della mia vita.
Ho capito che c'erano cose da risolvere, nodi da sciogliere, schemi comportamentali che continuavo mio malgrado a ripetere, con persone divere e in tempi diversi, quindi la responsabilità è più mia che degli altri.
Adesso cosa è cambiato?
Sono cambiate tante cose. Innanzitutto ho smesso di sentirmi sempre sbagliata, e di confrontarmi con gli altri; ho riversato (finalmente) tutta la mia attenzione all'interno di me stessa, osservando luci e ombre, e credimi se dico che ho visto dentro di me anche cose che non mi sono piaciute. Ma le ho comprese, so da cosa sono scaturite, e le ho accettate. Adesso mi avvio a trasformarle, a trascenderle in un certo senso.
Mi sono liberata di un carico ingombrante di rabbia, aggressività, invidia e avidità, sono svaniti sa soli veramente, non appena ho compreso che il problema non era all'esterno, ma al mio interno. In realtà, la chiave di tutto è stata ascoltarmi e osservarmi, invece di reprirmi e controllrmi. Sai, può sembrare facile adesso detto così, ma quando ho scritto la prima e-mail a questo forum, ero davvero immersa in una condizione animalesca che non mi faceva vivere bene. Anche se la gente che mi conosce mi ha sempre sinceramente stimata, definendomi una persona da imitare, io, in fondo in fondo, fiera di me, non sono mai stata. E continuavo a vedermi come una pozza stangnate di acqua, un tempo limpida e pura, ma che poi era stata "inquinata", dalla rabbia nei confronti della vita, dalla fragilità dell'abbandono e della deprivazione, dall'aggressività che mostravo soprattutto a me stessa nel voler essere a tutti i costi diversa dagli altri (perchè non avevo più famiglia) ma cmq come gli altri, anche meglio.
Adesso l'immagine che ho di me stessa è quella di un fiume che scorre e questo mi da energia, speranza e una sorta di delicata fiducia nei piani che ha in serbo la Vita per me. Ma non sono letargicamente fatalista, credo nel valore delle scelte personali e credo anche che le scelte che facciamo definiscono chi siamo, ancora di più delle nostre capacità innate.
Sono una persona determinata, ostinata a volte, e spesso devo ammettere che questo lato del mio carattere mi ha aiutata, mi ha dato forza, ma ad un certo punto, quest'anno, mi sono arresa all'evidenza che io non stavo più vivendo, ma stavo lottando con la vita.
Solo l'assenza di lotta è libertà. Adesso lo so, certo,.... ma che fatica averlo compreso e non preso in prestito dalle verità scritte da altri.
Quanta fatica nel costruire le proprie verità. ogni errore che ho fatto nella mia vita, è stata solo un'altra lezione da imparare. Adesso vedo tante cose in modo costruttivo, persino benefico, ai fini della costruzione di questo essere umano, che adesso inizio a sentire a volte, rè acchiuso dentro me, sta iniziando a venir fuori.
Ci si prende cura del corpo, poi della mente, si studia, si diventa colti, si imparano tante cose, ma ad un certo punto lo spirito reclama la sua parte di attenzione e non puoi ignorarlo; anche la spiritualità va approfondita, messa in discussione, esplorata, consolidata e nutrita.

Mi è piaciuto molto il tuo messaggio, il centro di gravità permanete, anche io l'ho sempre inteso con il tuo stesso significato, e per altro Battiato è un cantante che io adoro (non solo perchè mio conterraneo...).
Lightly è una persona che mi ha dato tanto, a volte mi ha "costretto" a rivedere dei concetti, delle convinzioni che avevo, e a riordnarle nella mia mente, prima di risponderle.

Infine, al tuo P.S., rispondo dicendoti che fino ad oggi non ho ancora capito su che basi la vita sceglie le cose che ci accadono e perchè alcune persone debbano soffrire così tanto e altre avere una vita comoda e agiata, non lo so, non lo saprò mai e sinceramente non mi interessa più. Una cosa è certa, io nella vita ho sofferto tanto, e per tanto intendo, tanto! Ma da tutto questo dolore, sono venute fuori cose buone in me, qualità della mia persona che onestamente apprezzo e che non sono certa si sarebbero sviluppate se la mia fosse stata "normale". Se mi chiedi se ne sia valsa la pena, ti dico ovviamente di no, è chiaro che avrei preferito essere una persona meno sensibile, meno profonda, magari mediocre, ma avere i miei genitori presenti il giorno della mia laurea, la sera qui con me seduti sul divano, e ogni giorno il loro amore incondizionato, tipico solo dei genitori. Ma è andata così, oggi sono questa, e prendo il buono che si può prendere da una situazione del genere.
Umilmente mi sono resa conto che non poteva essere colpa sempre degli altri, se le cose non andavano bene, mi sono messa in gioco, ho accettato le mie responsabilità, e ho cercato non di colpevolizzarmi, rischiando di ottenere l'effetto contrario, quello di una bambina ferita e gelidamente controllata che punta i piedi e fa i capricci, ma cercando al contrario di accettarmi, di capire i bisogni e gli atteggiamento nefasti di quella bambina, da cosa nascevano e come si poteva fare per superarli. E in effetti, devo ammettere che quella parte di me, infantile e capricciosa, perchè fragile e terrorizzata, ha smmesso finalmente di fare i capricci. Molti risultati, molta comprensione, molti traguardi, in questi mesi.
E' chiaro che la strada è ancora lunga, la strada è la vita stessa, ma adesso almeno vedo un cammino, una segnaletica con cui orientarmi, non vado più alla cieca.
ciao Pierre

Grazie a tutti Voi del forum.

Isolaevanescente


P.S. Pierre, hai parlato di letture nel tuo messaggio, se avessi voglia di consigliarmi dei libri che ti sono piaciuti in particolare, mi farebbe piacere...
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