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Riferimento: Ripensare il principio di causalita' ?
Vorrei aggiungere un contributo a questa interessante discussione.
Per praticità lo ripartirò in punti.
1) Occorre ricordare che il nesso di causalità è solo un caso particolare della più generale categoria della relazione tra eventi.
Due o più oggetti-eventi possono anche correlarsi in un nesso disgiuntivo, come ad esempio la penna e il mio cellulare che poggiano entrambi sulla scrivania, ma non stanno tra loro in alcuna relazione causale.
Oppure il fiore e il frutto, laddove quest'ultimo inerisce al primo, ma non può dirsi che sia da quello causato.
2) Ne consegue che il determinarsi di oggetti-eventi da altri oggetti-eventi mette capo, in primo luogo, ad un'attività specifica della ragione ordinatrice e della coscienza la quale consiste, prima di ogni possibile relazione, nell' individuare oggetti-eventi nel complesso di una totalità altrimenti magmatica.
3) Risulta ovvio, pertanto, che è impossibile prescindere da coordinazioni spazio-temporali nell'atto stesso di porre una relazione tra enti, poichè gli enti stessi per essere individuati come tali debbono collocarsi entro coordinazioni del tutto: e tali coordinazioni noi le chiamiamo spazio e tempo o, meglio, punteggiature del continuum spazio-temporale.
4) Ciò non toglie, ovviamente, che tale continuum possa essere imperfetto oppure mal definito e che determinati fenomeni non si collochino facilmente, o non si possano affatto collocare nello spaziotempo di Minkowsky.
5) Alludo, ovviamente, alla fenomenologia che si raccoglie negli osservabili della meccanica quantistica, ma non soltanto. La maggior parte delle attività di coscienza soffre delle stesse problematiche di individuazione.
6) L'atto del riconoscere un'intera sinfonia, che dura un'ora in media in una esecuzione standard, dall'ascolto di un breve passaggio di pochi secondi, è un fenomeno che ha una collocazione incerta e indefinita dentro l'unica dimensione temporale.
Il ricordo spontaneo, alla Proust, che mi riporta un'atmosfera complessa ed un umore autentico di un momento lontano della mia esistenza, contrasta in modo paradossale col fatto che, a quel tempo, non ero certamente consapevole di tale atmosfera e di tale umore: esattamente come, adesso, io non sono conscio del colore emotivo che possiede per me l'insieme di tinte che compone questo istante...
Vi saluto e attendo ulteriori spunti.
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Holzweg
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