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Filosofia pre-razionale
So che parlare di filosofia pre-razionale risulta essere quasi un ossimoro. Anzi, direi proprio che lo è.
Tuttavia, affrontando temi come quelli della morte, dove la razionalità risulta scontrarsi con l'inconcepibile, mi domando se un ritorno ad una fase quasi animale del nostro cervello non possa essere un bene. Penso che cercare di affrontare la nostra vita in maniera pre-razionale possa essere una via per sopportare l'inconcepibile.
Non so argomentarlo perchè non è razionale, direi che è più una sensazione. E' la sensazione che vivendo ad un livello animale nulla debba essere più spiegato e che la verità si risolva nella vivere le sensazioni della vita. Come credo avvenga in un animale ad un bassissimo livello di razionalità.
Ritengo che vivendo da razionali certe cosa risultino inspiegabili e inconcepibili proprio perchè la razionalità che applichiamo al mondo, questa enorme lente con cui filtriamo le nostre sensazioni, non sia l'elemento adatto a raggiungere la verità, che sta sotto di essa, come un fiume che scorre sotterraneo.
La verità sta nella successione degli eventi e la spiegazione razionale di essi è una nostra pretesa che non trovo giustificata. Dunque credo che la verità si trovi sotto questo enorme filtro e che scorra continuamente. Non è per noi concepibile, quantomeno non a livello, appunto, razionale. Fuori da questo livello risulta essere l'unica cosa che ha senso rilevare. Lo scorrere.
Mi rendo conto che la razionalità in toto non è abbandonabile, se non divenendo folli. Tuttavia un compromesso potrebbe essere possibile, anche se non so ancora immaginare come.
Mi piacerebbe sentire i vostri pareri.
Oltre a questo scrivo però anche per un altro motivo. Vorrei sapere se qualcuno conosce qualche filosofo o filosofia che ha trattato questi aspetti. L'uomo come animalità, il valore della pre-razionalità nell'uomo e così via.
Grazie
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