Poichè ho provato interesse nel leggere questi post, lascio a segno del passaggio oramai tardivo alcuni sassolini.
La sfortuna e tragedia dell'uomo è certo quella di sapere, in qualche modo, come andrà a finire, ma credo che in cambio goda di altri vantaggi...per es. avere coscienza di alcuni momenti di felicità o soddisfazione delle proprie opere ...se ci sono, piccole o grandi che siano...comunque avere la capacità esplicita di vantarsene... almeno con se stesso e per se stesso, dato pochi oramai s'illudono, come s'illudeva il teologo, che lassù qualcuno ci ami.
La zanzara nemmeno s'illudde, e non perchè sappia, ma proprio perchè non sà e nemmeno può provare la soddisfazione, che i piu' meschini di noi proverebbero, infestando il mio giardino con mio massimo disagio e rabbia.
A parte questo, l'evoluzione ci insegna che, senza aspettare il giorno del giudizio, già ciascuno ha avuto il suo secondo meriti e demeriti genetici e culturali che ciascuna specie ha saputo o potuto conquistare.
A livello i specie il vanto di una superiorità o inferiorità è solo un insignificante... per quanto sia logico che ciascuna specie persegua i propri interessi evolutivi anche a livello di individui sempre piu' dotati..e se non ce la fà cambia specie.
L'altra curiosità che sempre mi affascina è che anche ai livelli culturali piu' elevati non possiamo fare a meno confrontarci con Dio...anche oltre la specificità delle religioni fino a supporre che esso sia alloggiato dentro di noi...mandando così a pallino la nostra esclusiva fisicità biologica.
Ma credo sia solo una metafora...o una deficienza linguistica: tale è l'impronta sovrapposta di millenni di teismo che non sappiamo esprimerci in altro modo!
