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Riferimento: Utopie
Ruyer definisce gli utopisti dei "sociologi della domenica".
Ricordando l’utopia di Platone, di Campanella, per esempio, e in tempi più recenti l’utopia di Hitler e quella del comunismo, l’utopia di Pol Pot, le utopie dei pacifisti e tante altre, propenderei per il giudizio negativo di Ruyer (non sulla forma con cui l’ha espresso).
Utopia è per definizione qualsiasi idea o progetto che si prefigga scopi irraggiungibili, "non luogo" cioè luogo che non c'è ma anche che non può esserci.
E. Bloch, un filosofo marxista, ha parlato di funzione positiva dell’utopia in quanto essa agirebbe come forza propulsiva della storia.
E qui posso essere d’accordo che un dinamismo simile a quello della carota e dell’asino può funzionare: la carota posta davanti all’asino che non riesce mai raggiungerla è lo stimolo per farlo camminare.
Devo dire però che c’è qualcosa in questa analogia che non mi piace, ed è l’inganno.
Inoltre dopo qualche chilometro o giù di lì l’asino si rende conto dell’impossibilità di mangiare quella carota e l’espediente non funziona più.
Il guaio è che non tutti convengono nel giudicare quale progetto sia utopico.
Preferisco il realismo all’utopismo.
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ut unum sint
Ultima modifica di Giorgiosan : 23-08-2010 alle ore 16.54.17.
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