Discussione: hardware-software
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Vecchio 31-08-2010, 10.57.48   #7 (permalink)
marco cossu
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Riferimento: hardware-software

Citazione:
Originalmente inviato da Il_Dubbio
Da http://www.riflessioni.it/mente/mente-io.htm
di Luciano Peccarisi

Ammettiamo che tutti gli stati mentali siano il risultato di calcoli.
Ci aspetteremmo di aver risolto tutti i nostri problemi.
Anche "ammettendo" che gli stati mentali derivino da calcoli, voglio mostrare come questa ammissione non è sufficiente per risolvere i nostri problemi.


Faccio ricorso a questo argomento aperto da me in area filosofia come base:
Definizione e concetto primitivo

In quel argomento il concetto fondamentale è questo: se gli stati mentali sono dei calcoli, perchè non è possibile definire la comprensione di uno stato mentale con un altro calcolo?

Cerco di dirlo meglio: noi usiamo termini, concetti e quant'altro per calcolare. Tutti questi concetti sono a loro volta ( o per lo meno questa è la tesi proposta da Luciano Paccarisi, se non ho capito male), il risultato di un calcolo. Dovrebbe esserci però una strada per ricavare il risultato del calcolo (lo stato mentale) con un altro calcolo all'inverso.

Ora all'autore, Luciano Peccarisi, rivolgo questa domanda: per esempio il concetto (stato mentale) di “punto” di “retta” da quale calcolo computazionale deriva?

Le definizioni di punto e retta non bastano per “comprendere” di cosa stiamo parlando, abbiamo bisogno di uno stato mentale specifico, che chiamiamo “intuitivo”. Il punto e la retta quindi si baserebbero su un calcolo computazionale situato nell'hardware cerebrale, mentre la sua comprensione in un posto ignoto all'interno dello stato mentale (software).
Ora il domandone finale: anche la “comprensione” di punto e di retta è un calcolo?

Quello che voglio dire a signor Luciano Peccarisi (che sarebbe la questione fondamentale che pongo anche a tutti i futuri partecipanti) è che non serve ipotizzare che i concetti, tutti, siano dei calcoli dell'hardware cerebrale se poi non esiste alcun calcolo per comprendere “come” questi calcoli vengano compresi e assimilati dalla mente.

n.b.
Grazie al Signor Luciano Peccarisi per tutti i suoi articoli. Li leggo sempre con piacere anche se non li condivido nei contenuti.

Non mi pare che il cervello ragioni in forma binaria, anzi posso affermare che già solo l'idea basica di bene e di male sottolinei un movimento ternario, altrimenti si escluderebbe l'osservatore.
marco cossu is offline   Rispondi citando