Citazione:
|
Originalmente inviato da Il_Dubbio
Nel mio precedente post ho dimenticato di aggiungere una "parolina"; in effetti così si poteva capire un'altra cosa.
correzione sottolineata:
Soren dice che vive bene con questa deduzione, proprio come direbbe un credente "filosofo" che deduce invece un "essere" (Dio) al posto del nulla.
Per il resto credo di averti dato spazio nel "sentire" quel nulla... di cui parli, quando dico: avvertiamo il nulla ancora prima di raggiungerlo, pur credendoci esseri. Cioè come se fossimo oggi quel nulla...senza aspettare che sia la morte a mostrarcela. La mia voleva essere (come mi è parsa anche quella di emmeci) una sferzata alla filosofia, al ragionamento, alle logiche umane che erigono muri perchè hanno paura di affrontare il vero problema. Forse come era nelle intenzioni di Shakespeare: essere o non essere questo è il problema? (con forma interrogativa)
Anche se, ed è bene io lo ridica, non ho dubbi che io sono io; questa nessuna filosofia può togliermela, anche nel nulla del mio essere questa rimane la mia verità.
|
ma è qua il punto: la mia credenza, il mio essere nichilista mi ha portato proprio a ciò che il nichilismo nega, ovvero a credere e ricercare un senso, e farlo attivamente: perché nel momento in cui si realizza che ogni credenza è illusione e tendenza della volontà, e che in ultima analisi *noi* non siamo altro che la nostra volontà ( es, io o super-io ) se la vita ha un senso ovvero una tendenza propria, che fonda la volontà ( ancora una volta, si parte da una semplice spirale genetica ), è vero che davanti alla realtà sia credere sia non credere sono insensate allo stesso modo, ma per la vita è meglio credere: ne esprime il sentimento, la tendenza: che poi sia illusione conta poco. per fare un esempio propedeutico, se mi chiedessero cosa m'interessa direi la bellezza, senza per questo dimenticare che la realtà è un'altra cosa.
quindi la credenza in questo senso non è credenza in qualcosa perché credo sia la realtà, ma ha una funzionalità logica, utilitaristica, atta a fondare una mia verità: e come ho già detto, reputo il soggetto consapevole di sè stesso un illusione dal principio: per questo non posso fare altro che appoggiarti se dici io sono io e nel nulla del mio essere resta la mia verità: ma se l'essere è illusione, allora nel momento in cui io sono consapevole di me stesso e della mia volontà mi trovo già dalla parte dell'illusione, della vita come sogno. e se come ho detto prima a me importa in primis della bellezza, allora puoi capire perché col mio nichilismo vivo bene.