Aggancio questo mio intervento a quello di Drago Rosso, sulla creatività come poesia e percorso olistico
http://www.riflessioni.it/esperienze...o-olistico.htm per parlare di una esperienza teatrale, che ho compreso essere un inatteso quanto funzionale strumento di conoscenza di sé attraverso l’altro.
Ho utilizzato per molto tempo la scrittura per capirmi di più, recentemente ho sperimentato una nuovo accesso alla “verità”.
Così come la scrittura mi ha insegnato a capire me attraverso me, il teatro mi aiutato a capire me attraverso l’altro, e l’altro attraverso me.
Non avrei mai immaginato che questo strumento teatro fosse in grado di smuovere così tanto, così dentro.
E magicamente ho potuto sperimentare come in un sogno tutte quelle mille ‘me’ che la mia reale me mai avrebbe acconsentito ad essere in questa dimensione che chiamiamo ‘vita reale’.
Ho giocato con i ruoli senza dover rinnegare me stessa, ma capendo in quanti modi una stessa situazione può essere vissuta, sentita e risolta.
Recitare equivale a sperimentarsi, dandosi la possibilità di sentire in un ‘altro’ modo.
E tutto questo è semplicemente strabiliante.
Il percorso di creazione/affiatamento del gruppo, passa attraverso la scoperta dei nostri limiti e l'aiuto reciproco nel superarli.
Si lavora su temi importanti, quelli che segnano il discrimine tra vivere e sopravvivere: la fiducia, l’ascolto, l’accettazione senza giudizio.
E’ un incanto ‘spogliarsi’, scoprire che è difficilissimo guardarsi negli occhi, che è difficilissimo stare in un abbraccio senza farsi venire la tachicardia, che è difficilissimo raccontarsi veramente, che è difficilissimo chiudere gli occhi e lasciarsi guidare.
Passiamo il 90% della nostra esistenza cercando di mantenere il controllo, eppure dovremmo sperimentarci anche nel perderlo, per poi riprenderlo.
Arrivare a capire che le emozioni nascono e muoiono in un soffio, e che va bene così.
Imparare ogni giorno di più che basta esserci per essere adeguati.
Lasciare andare ogni giudizio.
Mi sono svegliata una notte, turbata per aver rivissuto un’emozione sepolta, che non ricordavo più esserci stata.
Ho capito che stava funzionando, e la mia vita rinascendo più viva che mai.
E qualcosa è cambiato.
Lavorare sulle proprie emozioni, permettersi di viverle, è qualcosa di inimmaginabile, anche se fa tremare dalla paura perché escon fuori le paure che abbiamo tutti: paura di perdere, paura di non riuscire a mantenere il controllo, paura di non essere desiderati, paura di essere giudicati per ciò che siamo, paura di non essere all’altezza.
Paura di non saper cogliere l’attimo e perdere la propria occasione.
Non resta che respirare profondamente, chiudere gli occhi, riaprirli ed entrare in scena.
“Ehi hai sentito, ridevano. Li stavamo facendo ridere noi!!!”
Semplicemente grandioso.
Una delle sensazioni più belle provate nella vita, e per farlo accadere è bastato viversela!