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Originalmente inviato da Koli
Esempio: trovandomi in ristrettezze economiche chiedo, dopo tanti rifiuti, un discreto prestito a un amico. Dio fa in modo che il mio amico venga mosso da compassione e che mi dia i soldi (senza il suo intervento il mio amico non me li avrebbe dati). Se Dio facesse questo io sarei ovviamente contentissimo perché i soldi mi sarebbero serviti urgentemente. Ma non è questo il problema.
Il problema è che Dio ha interferito determinando il comportamento del mio amico, ha fatto sì che lui facesse una cosa (darmi i soldi) che non avrebbe di per sé fatto.
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Originalmente inviato da Giorgiosan
Determinare significa in temini scientifici e filosofici la connessione necessaria di tutti i fenomeni secondo il principio di di causalità.
L'azione di Dio (charis cioè dono gratuito) assomiglia alla influenza amabile e per nulla coercitiva dell'affetto che ottiene ciò che si prefigge in modo analogo a quanto riesce a fare una madre con il figlio o un amico con un amico.
Siccome, come è ovvio, non si possono teorizzare le relazioni amicali e di amore fra persone perchè entrano in gioco elementi non del tutto razionalizzabili non è congruo vincolare questi rapporti interpersonali al principio di causa ed effetto.
In conclusione: Non ha determinato il comportamento dell'amico ma lo ha affascinato, non lo ha convinto ma persuauso.
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Originalmente inviato da Koli
Per prima cosa questo va contro l'atteggiamento della sterminata moltitudine di credenti che ringraziano Dio per un evento a loro favorevole; evidentemente per loro Dio agisce determinando un evento.
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Non so come tu faccia a fare una statistica di questo genere.
Immagino quindi che tu lo ricavi da un piccolo campione che hai esaminato.
Da parte mia posso dire che anche una generica conoscenza del catechismo rende edotti i cristiani che l'azione di Dio è indicata col nome di
grazia proprio perchè la gratuità e l'elemento caratteristico di tale azione.
Perchè è gratuito suscita sentimenti di riconoscenza che si esprimono anche col ringraziamento.
In qualche modo Dio ovviamente è ritenuto l'autore o la causa di quel bene ricevuto.
Che Dio sia l'autore o la causa di quel bene non significa che abbia violato la libertà creaturale di qualcuno: nell'esempio che hai fatto la volontà dell'amico la cui volontà, appunto, non è stata forzata.
Se usi la parola determinante fai una scelta inappropriata, sarebbe meglio usare
efficace: come riesca poi Dio ad essere efficace possiamo tentare di esprimerlo con delle analogie che riguardano le relazioni interpersonali degli esseri umani, come l'amore, l'amicizia, la riconoscenza, la fiducia.
Se un collega di lavoro ti chiede il favore di sostituirlo, per esempio, eventualmente lo sostituisci, non per coercizione, ma per solidarietà, o per amicizia ecc. ecc. .
Quella richiesta del collega non ha
determinato il tuo comportamento compiacente, sei tu che ti sei autodeterminato a concedergli quel favore.
La tua libertà di scelta non è stata violata.
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Originalmente inviato da Koli
Seconda cosa, se è vero quello che dici, vorrei sapere se per te ci sono casi in cui Egli agisce in maniera determinante o se questo non si verifica mai. Da quello che dici qui sembra che escludi sempre una coercizione. E' cosi? Se cosi fosse (e tenendo presente che di solito i credenti non credo che la pensino cosi) vorrei che si cessasse di celebrarlo per ogni cosa di positivo che avviene in questo mondo, visto che banalmente lui non ha determinato niente.
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Non si verifica mai che violi la libertà degli esseri umani.
I credenti lo sanno molto bene altrimenti dovrebbero riferire il male a Dio ed è assurdo ritenere che i credenti lo facciano.
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Originalmente inviato da Koli
Nel caso di Dio lo si può fare benissimo. Siete voi che ammettete la sua onnipotenza, quindi non vedo perché non possiamo considerarlo come causa di un'azione che produce un effetto sperato.
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Ciò che attribuiamo a Dio, la bontà, l'onnipotenza, l'onniscienza sono distinguibili e separabili solo nell'analisi, ma né Dio né qualunque persona si può "frantumare" nei suoi attributi.
In realtà, se posso fare una specie di sintesi, onnipotenza e onniscienza sono strumenti del suo amore perchè è il comportamento morale, la prassi che qualifica la persona...l'amore che è movente e finalità del suo agire.
E' esperienza universale quale efficacia possa avere l'amore, l'amicizia, l'affetto degli esseri umani nei confronti di altri esseri umani...anche questa analogia può fare intuire l'efficacia dell'amore divino.