Discussione: Nichilismo
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Vecchio 14-09-2010, 12.13.52   #30 (permalink)
chlobbygarl
Lance Kilkenny
 
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Riferimento: Nichilismo

Citazione:
Originalmente inviato da ulysse
Dunque se un uomo è dotato di episteme “sufficiente” è disperato sempre… anche ontologicamente: ma allora è meglio non avercelo affatto l’episteme… e siamo tranquilli!
bè, è una verità sedimentale che chi meno sa meno si arrovella..!

Citazione:
In effetti io non mi sento disperato… ma forse è perchè, pur alieno dal pensare o credere ad una possibilità certa oltre l’umano (“nulla” o “non nulla” che sia) non mi definisco né nichilista assoluto e neppure ateo: mi riservo solo il vantaggio del dubbio: potrei essere esposto alla disperazione se dico che non lo so?...oppure, è la fede nel non sapere che mi preserva? Se è così ben venga questa fede.
La fede nel non sapere non è fede però, è sana umiltà intellettuale che si colloca al culmine di un eminente processo razionale.Il fatto che tu non ti senta disperato significa che non sei depresso e che psicologicamente sei stabile, non che la tua condizione esistenziale di uomo non sia precaria e "disperata", per quanto meravigliosa o miracolosa!La filosofia è una risposta alla 'disperazione', la scienza lo è, ovviamente la religione lo è.



Citazione:
La mente, quindi, sarebbe sconfitta dalla “impensabilità” del nulla assoluto: ma cosa mai sarebbe l’impensabile? un significante senza significato!
In realtà non credo che un qualche pensamento ci sia precluso a priori: è solo che, per quanto "più vasta del cielo” la mente non puo' coprire la vastità dei pensieri e delle idee possibili…anche per deficiente conoscenza e scarsa intuizione.
Banalmente, possiamo persino pensare come vero il contrario di ciò che percepiamo come, ad. es., la terra "immobile" che, invece, gira come una trottola.
Quanto al così detto “nulla assoluto”, anche se possiamo immaginarlo (scatola assolutamente vuota e impermeabile a radiazioni e campi di forza...a neutrini, ecc.) difficilmente è realizzato fisicamente: lo spazio, anche quello più estremo, è pervaso da una infinità di cose o entità fisiche: atomi sparsi, neutrini, campi di forza…antimateria persino, e materia oscura… ecc…
Persino il Trascendente possiamo concepirlo…per alcuni abitato per altri no.
noi possiamo concettualizzare l'idea del nulla assoluto ma non possiamo visualizzarlo, immaginarlo, 'pensarlo'.Noi pensiamo a partire da riferimenti dimensionali per quanto ciò possa sembrare strano, anche il trascendente è per noi mentalmente qualcosa che evolve, sviluppa o astrae la condizione dell'immanente.Come vedi per raffigurare il nulla tu ricorri ad una scatola sotto vuoto quantico, mentre per nulla assoluto io intendo assenza di spazio, di tempo e/o di dimensioni, quali che siano, massa, energia, calore, TUTTO in sostanza.

Oppure ancora un nulla per il quale tale ragionamento logico sia assolutamente ininfluente, un nulla 'altro', chissà quale.

Se io fossi nichilista fino a spingere la mente a raffigurare un tale nulla, distruggerei il senso stesso sul quale ho costruito quel nichilismo, tutta la mia conoscenza svanirebbe insieme alle dimensioni che la sorreggono, tempo, spazio, energia, niente avrebbe più senso tantomeno il mio nichilismo.Quel nulla è precluso alla ragione ben più dell'idea di un dio creatore.Il "dio è morto" di nietzsche non apre le porte al nichilismo secondo me, scalare quell'idea di nulla è un ostacolo ancora maggiore.



Citazione:
Il nichilismo non è in questo…e non è in questo il nichilismo costruttivo che ho prospettato in un precedente post come forza positiva attraverso i secoli.
va bene, ma questo è nichilismo tra virgolette, ovvero accettazione raziocinante di quanto è lecito aspettarsi e nulla di più, comune a mille altre filosofie.

Citazione:
Per me, che amo definirmi agnostico indagante, nessun vissuto emotivo e nessun abbandono si pone… una qualche probabilità esiste sempre…per quanto, razionalmente, non ne scorga indizi e tracce oggettivamente concrete.
come può per te, pur agnostico indagante (anch'io mi giudico tale ma....), non porsi nessun vissuto emotivo ?Come può non coglierti la sensazione francamente avvilente di essere frutto del caso cosmico?Non è la tua la stessa emblematica abiura che vai denunciando, quella in realtà di tutti coloro che pur non credendo le religioni si rifugiano ciecamente e capofitto nel modello razionale di sistematizzazione dell'universo?Come possono costoro non provare dolore all'idea di morte eterna?Come possono non essere ontologicamente disperati?Dov'è la follia più grande tra chi spera nella vita eterna e chi invece pretende di non 'disperarsi' di fronte alla morte eterna?



Citazione:
...magari anche di piu' assai che mille anni....
È un pò la questione se sia nato prima l’uovo o la gallina: è stata l’esigenza del sopranaturale, la sua stessa creduta esistenza, ad influire sulla evoluzione fino provocarla, oppure l’idea di sopranaturale è un prodotto dell’evoluzione e con essa si è trasmessa sviluppata e affinata…magari fino a lasciare solo il concetto…privo di contenuto.

Bella domanda impossibile!L'idea di soprannaturale è un prodotto mentale, quindi appena i neuroni iniziano a creare sinapsi tale idea scintilla nella mente dell'uomo.Questo non ci dice che il soprannaturale esista, ma che la sua idea abbia convissuto con l'uomo e abbia probabilmente coadiuvato la sua evoluzione mentale fin dai primordi.Cosa sarebbe stata la mente umana senza tale idea (non intendo 'migliore' o peggiore')?

Citazione:

Non capisco questa relazione di causa-effetto: nichilismo in conseguenza dell’essere il primo a rivendicare il nulla…mi pare strano!
dicevo che il paradosso del nichilista è che egli può pensare al nulla come all'unico valore destinatario dell'esistenza (con i limiti a mio avviso invalicabili sopra esposti) solo perchè qualcuno prima di lui è stato di avviso opposto.

Citazione:
Comunque, quello del nichilismo ateo, come quello del teismo, è stato un lungo percorso...magari anche positivo motore del pensiero umano.
Anche il nichilismo, infatti, ha cercato e cerca su piani logici, scientifici e filosofici, le origini e le ragioni del suo non credere.
Son d'accordo, di questo parla anche la mia firma...



Citazione:
La stessa Scienza, poi, non avvalla alcuna dimostrazione in proposito in un senso o nell’altro…se escludiamo le ultime uscite di Hawking circa l’origine dell’Universo.
Ne consegue che anche il nichilismo ateo, imprigionato dall’idea indimostrata del nulla trascendente appare costituire “FEDE”…per quanto alcuni dubbi si possono avanzare: in fondo l’onere della dimostrazione ricade di solito su chi opta per l’asserzione: se affermi che la mia non è che irragionevole fede …dimostralo!
O anche questo vale per tutti?…sia per una parte che per l’altra?
Noi non conosciamo alcun assoluto, possiamo solo crederlo, che si chiami ente, dio o nulla.Il nulla è l'assoluto più assoluto di tutti, è incongetturabile ed è dunque il più difficile anche da credere.Proprio perchè l'irrazionalità conosce scale di valori.
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Il principio di proliferazione non soltanto raccomanda l'invenzione di nuove alternative, ma impedisce anche l'eliminazione di teorie anteriori che già sono state confutate.La ragione è che tali teorie danno un contributo al contenuto delle loro rivali vittoriose.(Paul K.Feyerabend, "Reply to criticism")
Questo da solo rende necessarie e da essa inscindibili la filosofia e la storia della scienza.
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