Visualizza messaggio singolo
Vecchio 27-09-2010, 11.24.50   #110 (permalink)
found
Nuovo ospite
 
Data registrazione: 23-09-2010
Messaggi: 3
Riferimento: Se Dio è uno, perchè tante religioni?

Citazione:
Originalmente inviato da ulysse
In effetti quindi, le differenze, non sono solo formali, possono essere,anzi,concretamente enormi: per averne idea è sufficiente che ci confrontiamo coi cosiddetti cugini ebrei o musulmani che pure si riferiscono sempre al Dio di Abramo e di Isacco e che pure prendono a riferimento la Bibbia.

Nel discutere su Dio, e perciò sulle religioni, e' necessario focalizzare prima di tutto l'attenzione su cosa ciascuno intende con il termine “Dio”. Ebrei, mussulmani e cristiani possiamo certamente intenderli come “cugini” in ordine al loro concetto di Dio, mentre invece gli appartenenti ad ogni ramo “conoscitivo” della visione panteista di Dio sono comunque “gemelli” tra di loro e fratelli soltanto di coloro i quali asseriscono il panenteismo piuttosto che il panteismo. Le visioni concettuali proprie di entrambi i ceppi sono del tutto estranee ad ogni altra esistente ed immaginabile, lontane dalle “Bibbiane”, dal buddismo, dal taoismo, dall'animismo, dall'induismo, da ogni genere new age, et cetera. Approfondendo questo si evince facilmente che, mentre in realtà non esiste alcun “ateo assoluto”, allo stesso tempo ciascuno di noi è un “ateo relativo” rispetto ad almeno un altro di noi. In realtà l'ateo non e' altro che “qualcuno che non ha il tale Dio di un altro”.

L'uomo non sa cosa certamente sia Dio, e perciò nel medesimo termine “Dio” lega infiniti diversi concetti. Il termine “Dio” è probabilmente il più insignificante riscontrabile in ogni vocabolario al mondo. Discutere di “Dio” è cosa da ingenui, litigare per esso è da deficienti ed il fatto di dare luogo a guerre per esso è cosa che trova sempre coinvolti criminali in malafede associati ad imbecilli in buona fede.

Citazione:
Ma non vedo religioni basate su considerazioni logico/scientifiche, oppure non vedo scienza che ponga l’uomo come parte di un “TUTTO”.
Ma forse alludi ad una sorta di religione panteista…

Il “non vedere” è cosa abbastanza normale. Ci sono cose nascoste parecchio bene e che costano davvero molta fatica per essere tirate fuori anche solo sufficientemente in vista.

Forse non hai pensato al fatto che quando per la prima volta nella nostra mente arriviamo a credere di riconoscere Dio, noi accogliamo in noi stessi un concetto preciso i cui relativi dettagli ci sfuggono ed accettiamo che sempre ci sfuggiranno nella loro interezza, eppure l'enormità di quel concetto in qualche modo ci “illumina” e finisce con il condizionare molto la nostra filosofia e le nostre future azioni. La nostra coscienza viene “completata” ed la nostra singolarità acquisisce un aura mistica che si va a collocare coscientemente in quella terra di nessuno che sta tra il terreno ed il divino e finiamo con il credere nell'essenza immortale di noi stessi, e chiamiamo quell'essenza “anima”... ma...

...“Religione” è presunzione del divino e “Spiritualità” è esercizio del divino. Cosa conta di più, l'una o l'altra cosa?

Quando noi professiamo una religione scegliamo una bandiera guadagnandoci, così, amici e nemici, verità ed inganni, ma sempre, inevitabilmente, quello a cui rinunciamo risulta più di quello che teniamo, e diventiamo più illusi e poveri.

Quando noi viviamo coscientemente la nostra spiritualità allora non scegliamo bandiere ed apriamo le braccia fondamentalmente a tutto, non sperimenteremo illusione e povertà ed attraverso l'amicizia ed il rispetto che doneremo perderemo molti nemici e molto contrasto e troveremo molta più armonia nella nostra esistenza. Hai mai sentito di guerre provocate dalla spiritualità?

Il Panteismo, in ogni sua variante, è spiritualità e non religiosità, perché Dio è in ogni caso il solo vero ateo possibile ed ogni panteista, per quella pur minima coscientemente divina Parte di Dio che è, può provare solo spiritualità, mai religiosità nel significato comune del termine: Per ogni panteista “Dio” è semplicemente il proprio Resto (ciò che non è sé stesso) e dunque esiste un Dio diverso per ogni panteista diverso.

Questo, estensivamente, credo che spieghi come mai esistano tante religioni per un medesimo vero Dio anche per coloro che panteisti non sono: Dio nel tempo è evoluzione e cambiamento che nell'eternità compongono tutto allo stato compiuto. Dio non “vuole” duplicati identici perchè questo non serve a fare in modo che tutto sia stato prima o poi.

L'identicità è una perdita di tempo e di risorse completamente infruttuosa ed infatti non esiste ne' in cielo e ne' in terra. Infatti, due cose pretese per “identiche” sono comunque in posti o tempi diversi e dunque sono fenomeni diversi che hanno un senso nella reciproca diversità di luogo e/o tempo.

Perciò l'umanità non avrà, mai, la stessa religione e/o lo stesso concetto di Dio: L'unica cosa che tutti possono comunemente riconoscere ed accettare è... il concetto pieno espresso del termine “TUTTO”. Quello stesso “Tutto” che all'esterno di sé non ha altro cui rapportarsi e che perciò è “Dio” per niente e per nessuno.

Il nostro vero Dio è il nostro Resto, e di Resti ce n'è tanti diversi quante diverse sono le Parti del Tutto. Ogni “credente” implica e determina il proprio Dio secondo una relazione biunivoca ed è dunque a questi non subordinato se non per propria “scelta” ideologica, mai è concretamente subordinato, poiché non può esserci l'uno senza l'altro. Il credente è padre del proprio Dio proprio mentre Dio e' padre del suo credente.

Ecco il perché di tante idee su cosa sia e su quale sia ...Dio.

(A mio avviso, beninteso)
found is offline   Rispondi citando