"Chi?" e "che cosa?" sono le domande critiche in questo dilemma: il loop tra soggetto e oggetto rende conflittuale la conoscenza. Come può essere oggettiva una conoscenza dove ciò che si tenta di conoscere è il soggetto stesso ?
E viceversa come può essere soggettiva una conoscenza dove il conosciuto è il soggetto stesso considerato come oggetto ?
E' questo loop che manifesta l'esistenza di una particolare forma di conoscenza che chiamiamo coscienza ?
Ma se, argomentando in base ad una presunta illusione del concetto di Io - come accade in alcune filosofie e religioni orientali, ma anche nel misticismo occidentale - consideriamo simultaneamente funzioni cognitive di più soggetti/oggetti fittizi, allora potremmo arrivare alla conclusione che abbiamo un'unica realtà che viene in infinite occasioni astratta in oggetto o soggetto.
