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Oltre la soglia dell'Uno
Qualche settimana fa ho fatto una nuova esperienza di meditazione, in movimento ed in contatto con la natura.
Deriva da un antico rituale sciamanico. Al termine dell'esperienza ci è stato chiesto di raccontare cos'era accaduto.
Io sono stata ispirata dalla forma simbolica:
Uno scoiattolo, salito sopra un'aquila per andare verso l'infinito, fu precipitato in una giungla di serpi.
L'aquila gli aveva donato il potere di sentire, col naso e con le orecchie, come mai aveva sentito prima, e lo scoiattolo vagava così nella giungla sconosciuta affidandosi ai sensi.
Dentro di sè sentiva rabbia, perché l'aquila aveva deciso per lui, e un nodo alla gola sempre più forte. E solitudine, mista a paura.
Non riusciva a far quello che facevano gli altri scoiattoli, mantenendo tra le serpi la propria natura. Temeva il giudizio del mondo, e si sentiva quasi più serpe che scoiattolo.
Camminava nella giungla solo, pieno di vergogna, spaventato dal non poter contare su nessuno.
Le serpi -cui non apparteneva - lo vedevano, ma lui sentiva di non essere lì per loro.
Agli scoiattoli era invisibile, più impegnati nella ricerca della propria strada.
Né con le serpi, né con gli scoiattoli, si disse: destinato ad un cammino solitario.
Eppure le serpi non sembravano cattive, eppure sarebbe bastato chiamare uno scoiattolo.
L'unica via da percorrere gli sembrò quella verso una tana, e lì si rifugiò.
E, al riparo da tutti, pianse.
Aveva paura di essere visto dalle serpi, anche se sentiva che avrebbero compreso. Sperava di essere visto da uno scoiattolo.
Solo col suo vuoto aveva perso il coraggio per formulare la sua richiesta all'Universo, credendo di conoscere già la scontata risposta.
Ma la domanda che la mente voleva allontanare salì dal cuore, e con un nodo alla gola, chiese se avrebbe mai incontrato qualcuno pronto a prendersi cura di lui, a proteggerlo, ad amarlo e ad aiutarlo a far scomparire quel senso di vuoto.
Accompagnato da nessuna speranza prese la strada del ritorno.
Non aveva trovato la sua risposta.
Giunto davanti alla porta dell'aquila lesse per la prima volta una scritta, che aveva l'aria di essere lì da tempo.
Diceva "Su".
Guardò la scala davanti a sé, non capì, ma salì. Ed ora è qui.
Ultima modifica di nevealsole : 03-05-2011 alle ore 12.33.35.
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