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Originalmente inviato da Sirviu
Guarda, non ho mai letto niente di Bergson direttamente, ma semplicemente mi ha intrigato il suo concetto di slancio vitale.
"Bergson pensa l'universo non come la realizzazione di un piano, contenuto nella materia o nell'intelletto divino, ma come l'effetto di uno slancio che si differenzia progressivamente secondo il confronto con la materia: è la teoria dello slancio vitale. L'unità di questo slancio non deve quindi essere cercata alla fine bensì all'inizio, prima che questo slancio si differenzi secondo l'effetto della materia che esso solleva."
Quello che mi impressiona è sovrapporre questa sua idea con l'ipotesi del Big Bang, elaborata certamente in un momento successivo.
Non condivido invece la sua contrapposizione tra lo slancio e la materia.
Secondo me lo slancio non è da contrapporre alla materia, ma anzi lo vedo "embedded" se mi passate l'inglesismo.
Quello che cambia nel nostro modo di rapportarci alla materia è la possibilità che abbiamo nell'interagire con essa, nell'impossibilità di uscirne.
Qui forse la scienza potrà un giorno dirci qualcosa di più e cioè come la materia - compresa quella di cui siamo composti - si può rapportare alla nostra nozione di tempo.
Perché la materia organizzata in un certo modo può entrare in sintonia con il nostro mondo, mentre invece in un altra modalità appare inerte ?
Quello che mi stupisce ogni volta - ma può darsi che sia stupido io - è vedere come il lavoro di un liutaio può rendere "animata" una materia che altrimenti ci risulterebbe amorfa.
Allo stesso modo una moltitudine di atomi compongono un sistema "vivo" finché lo scorrere del tempo e la sua disgregazione più o meno veloce lo rendono "morto".
Ma se morto volesse semplicemente dire "non inserito in chiave ritmico-armonica in un contesto temporale di comunicazione" ? 
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Quel poco che ho letto di Bergson, in cui si parlava di: dualismo, intelligenza e intuizione, tempo spazializzato e durata reale, l'evoluzione creatrice, la memoria, la metafisica, la libertà ecc. Devo affermare che non mi ha convinto; come, d'altronde, moltissimi del passato, siano essi, filosofi, come, per esempio, Nietzsche e Schopenhauer, o come gli psicologi Freud e Jung ecc. I paragoni vogliono solo affermare che, Bergson non è il solo ad aver affermato teorie che poi si sono rivelate del tutto premature e infondate, anche per la sola teorizzazione o, magari, superate dalla ricerca consequenziale. Perciò, se il tuo quesito che afferma: "Ma se morto volesse semplicemente dire "non inserito in chiave ritmico - armonica in un contesto temporale di comunicazione" ?", è scaturito dalla sua teoria, non può trovarmi d'accordo, proprio perché ritengo le sue spiegazioni, sui titoli che ho indicato, delle semplici speculazioni che non poggiavano nemmeno su una qualsiasi logica, sopratutto quanto affermato sulla memoria, intelligenza, intuizioni ecc, e il relativo miscuglio che se n’è fatto.
