Citazione:
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Originalmente inviato da nevealsole
Dopo aver osservato, e vissuto nel corso di una meditazione, la mia paura della solitudine, mi son chiesta se abbia influenzato la mia vita, e le mie scelte, anche a scapito della costruzione di un amore.(...)
E se fosse l’amore a renderci liberi? In quell’attimo ho sentito il mio cuore aperto a questa nuova possibilità, di seguire l’amore ovunque sarà.
Per intanto, nell’attesa di sapere dove sarà, vivo felice nella mia città…
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Dopo una vita di "paure" - impropriamente da me chiamate di volta in volta "scrupolo", "dovere di coscienza", "prudenza", "discrezione", "riservatezza" -
di recente sono arrivato a una conclusione: se rimuovi da dentro di te ogni paura, resta dentro una luce e un'energia che non avresti mai pensato di possedere. L'importante diventa allora scegliere - consapevolmente - il proprio obiettivo di vita: dovrebbe avere una corrispondenza con il nostro mondo interiore...
Il dubbio che mi resta è: devo ricercare la "Notte Stellata" di Gogh nella mia vita reale, o invece devo accettare la "normalità" che ho avuto in sorte, relegando a rari momenti di solitudine l'incontro delle onde blu nel firmamento notturno?
L'istinto chiama la condivisione dell'esperienza interiore, tanto più quando questa è meravigliosa. Forse è per questo che la solitudine dell'anima diventa allora insopportabile, può diventare un urlo nella notte, luce di caratteri in un foglio. Follia di cominciare a scrivere una storia che - di qualsiasi cosa tratti - in fondo racconta sempre e solo di stelle tra le onde di blu...
Di sicuro non è solo fuga, ma vita vera : tentare di scrivere liberando le emozioni e leggere grandi opere...