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Riferimento: Achille e la Tartaruga e altri paradossi
Secondo me il problema risiede nella pragmaticità delle entità fisiche. è vero, in matematica io posso scrivere un +n che rappresenta tutti gli altri numeri, come l'idea di cane rappresenta tutti gli animali con certe caratteristiche comuni (ciò non vuol dire che pensando "cane" ho effettivamente visto tutti i cani).
Così nel pratico, se un matematico volesse smontare il paradosso, dovrebbe mostrare di poter scrivere gli infiniti numeri 1/2+1/4+1/8 e via dicendo in un tempo finito, cosa che non può fare, e invece può scrivere un +n a cui invece la presenzialità della natura non può sottostare. Sarebbe come dire che vengono posti nella natura molti punti spaziali e poi uno per tutti gli altri, la n, ma allora non sono davvero infiniti... e infatti la teoria della gravità quantistica a Loop tenta di accordare la meccanica quantistica alla teoria della relatività ammettendo proprio la quantizzazione dello spazio e del tempo alla scala di Planck. In tal senso lo spazio sarebbe suddiviso in un modo simile a quello di uno schermo con i suoi pixel; risolto il paraddo di Zenone: niente spazio infinitamente divisibile.
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