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Vecchio 06-01-2012, 18.43.11   #9 (permalink)
ulysse
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Riferimento: Il futuro ruolo della Filosofia

Citazione:
Originalmente inviato da paul11
La filosofia è morta , così come utopia.
Ha compiuto il ruolo storico di madre delle scienze dalla logica all'ontologia.
Oggi le scienze sono specialismo autoreferenziale, a volte interdisciplinare .
La filosofia ha cessato di essere la sacralità del linguaggio e di cercare di vedere oltre il velo. Ma la modernità ha proiettato la tecnologia alla superiorità alla quale l'uomo ha affidato la sua speranza di verità accantonando il pensiero. Ed ecco il declino della modernità.
In attesa che il pensiero risorga e utopia rinasca dal'araba fenice, ma con nuova fondamenta e archetipi.
La filosofia è morta!...Cosi dice Hawking nel suo libro "Il grande disegno" ma è una affermazione che mi stupisce un poco.
La filosofia non è morta, per quanto lo dicano, oggi, anche certi filosofi.
La filosofia non può morire perchè non ha i limiti della scienza che deve agganciarsi al concreto, mentre, con la filosofia, il pensiero può andare oltre le barriere esperienziali avvalendosi semplicemente della logica, del paradosso, del silogismo, ecc...
La filosofia può spaziare ovunque, nei campi del sapere o non sapere, ed esisterà finchè i filosofi ne trarranno prestigio e vantaggio.
Per quanto, nell'esplicarla, una certa attenzione e buon senso è d’obbligo: la logica è una tecnica che si applica a tutto e tutto può essere dimostrato logicamente…oltre il buon senso..fino alla più folle utopia.

La scienza non corre questo pericolo: ha il limite dell’esperimento!...se prima o poi non ti raffronti con l'esperienza, con l'evidenza o inevidenza dell'universo, sei finito..per quanto una ricerca puo' durare decenni...secoli...perseguendo una determinata linea teorica.

Le stesse teorie scientifiche potrebbero definirsi solo filosofiche, quando ancora non siano confermate dall'empirismo sperimentale o matematizzate.

Ne consegue che la speranza di verità e di salvezza che l’uomo affida sempre più alla scienza e relative ricadute tecnologiche, non costituiscono alcun accantonamento del “pensiero” nella sua più ampia accezione.
Mi pare, questa del pensiero che decade con la tecnologia/scienza, una deduzione gratuita e non si capisce bene da cosa derivi.
La cosiddetta modernità non collima affatto con la decadenza del “pensiero”..ma quale pensiero!?.... non vedo decadenza!...anzi c’è incentivazione al cambiamento ed effervescenza intellettuale: nonostante possibili avvallamenti, il trend di contenuto intellettivo è tuttavia crescente!

Non altretttanto si puo' dire dell'etica: l'etica ci pare in decadenza...ma chi può dire?
Se cambiano i saperi, le condizioni di vita, cambiano anche gli usi e costumi...l'etica in definitiva!

Tuttavia, da buon pragmatico...non filosofo...deducendo dalle letture di questo forum, direi che alcuni limiti la filosofia se li potrebbe imporre...per esempio:

1)- Molte supposte verità tramandate dai filosofi passati dovrebbero essere riviste alla luce delle recenti scoperte e visioni/teorie scientifiche...in specie quando si tratta di metafisica e trascendente i maestri filosofi dovrebbero chiarire agli studenti che si tratta solo della storia di credenze teologiche...in sostanza la filosofia si salva se diventa laica...e ancor più se lo sono i filosofi.

2)- La ricerca della cosiddetta "verità": ecco… in proposito non si dovrebbero illudere i giovani studenti facendo loro credere che la “verità” la si esplicita con la semplice indagine logica condotta all'estremo o col riandare agli antichi: noto che la verità che non la si trova, o a stento la si trova, con la scienza...figuriamoci se la troviamo con la logica e i paradossi.
Piuttosto la filosofia potrebbe lavorare, elucubrare, sugli idealismi, sulle utopie, sull'etica laica, sulla ipotetica "res cogitans" di Cartesio...ed, in ogni caso, lasciando alla teologia l'etica religiosa.

3)- Bisognerebbe chiarire ai giovani che oramai abbiamo varie branche della psicologia, della psichiatria e delle neuroscienze, ben sviluppate e affermate sperimentalmente e che le vecchie intuizione e visioni dei grandi filosofi in proposito, fin da quelli greci, non è che siano sbagliate in toto, ma andrebbero prese col lanternino e non citate ad ogni piè sospinto come ineludibile fonte di verità.

4)- Qualcosa del genere certo si potrebbe dire anche della cosmologia, della biologia, dell'evoluzionismo, ecc..per ogni disciplina scientifica… per quanto credo che la metodologia scientifica che tali scienze perseguono ne mantengano la congruenza coi nuovi trovati.

5)- I sostanza non mi pare che sia più, oggi, la filosofia che detta legge...nonostante si impegni nella ricerca dei fondamenti... e gli altri saperi non sono le semplici ancelle...è piuttosto il viceversa...particolarmente nei confronti della scienza fisica della natura e della biosfera...in particolare degli umani.
Ma mi pare che già Bacone dicesse qualcosa del genere: il filosofo che non si attenesse ai principi della scienza era un ciarlatano!…ma è anche vero che quello di Bacone era un mondo inquinato all’estremo di superstizione e stregoneria ove il connubio stregoneria, scienza filosofia, religione era inestricabile...e la sua era un reazione.

Oggi sempre più la filosofia puo' essere un sapere multidisciplinare e fra gli argomenti, detti filosofici per tradizione, pescano oramai la gran parte delle scienze, per cui anche il filosofo deve essere multidisciplinare con conoscenze scientifiche approfondite.

Oggi sembrano prender piede i filosofi della scienza…me ne vengono ora alla memoria un paio di famosissimi: Popper e Giorello...e certamente ve ne sono altri di qualità eccelsa....ecc…

Ma forse è questa la strada giusta per il futuro della filosofia...filosofia della scinza... o forse la filosofia stessa potrebbe continuare a trattare dei fondamenti dell’etica o della politica (come già oggi) quando già non siano intervenute le scienze sociali.

Alla fine, in ogni caso, mi pare che la differenza fra le discipline fisiche e filosofiche non stia tanto negli argomenti oggetto di indagine, quanto nel metodo e nei mezzi utilizzati.

Certo che a me la metodologia scientifica pare la più efficace, la meglio suscettibile di una qualche risultanza attendibile...infatti sospetto che i fondamenti e gli assoluti che la filosofia cerca..non esistano.

Accade però anche che molti argomenti non abbiano un appiglio concreto per la scienza, che facciano cioè, parte della “res cogitans” cartesiana…ma niente è mai assoluto e definitivo …per cui il salto di genere è sempre possibile e infatti sempre più la scienza erode i campi di speculazione e indagine un tempo terreno fertile della filosofia.

Quindi l’affermazione di Hawking non è poi così malevola e maleaugurante: i cosiddetti filosofi diventeranno sempre più scienziati!
Del resto la cosa è già avvenuta in passato....avviene dai tempi di Galileo…da quando anche gli scienziati erano chiamati filosofi.
Ciaociao
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