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Vecchio 20-01-2012, 21.52.08   #50 (permalink)
paul11
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Riferimento: Coscienza=conoscenza autoreferenziale

Troppo buono caro Mariodic, in verità sono un ignorante curioso come un bambino con i problemi esistenziali dell’adulto e ho necessità ,come tutti gli umani, di cercare una risposta sul senso dell’esistenza che la sola scienza fisica non può rispondere e nemmeno la sola ontologia.
Ho letto e studiato e da quel poco che ho capito noi siamo l’una e l’altra e la dicotomia delle due branche filosofiche amplifica la problematica del significato dell’essere che esiste.
Auspico in altre parole una dialogia fra scienze naturali ed ontologia e da ignorante quale sono, faccio un semplice schemino che spero non generi solo ilarità.(abbiate pazienza).
Sistema mondo
Organi sensoriali del corpo
Impulsi che entrano nel cervello (fisico)
L’archivio della memoria verifica il segnale e determina se è nuovo o già esperito
La conoscenza dinamicamente si confronta con il sistema della comprensione
Generazione del pensiero che può essere di vari tipi, ma li dividerei sommariamente sulla finalità in fisici(ad esempio comandi per muovere il corpo) o astratti cioè di ordine contemplativo e meditativo.
La mente è il luogo del pensiero, ma manca il come dal punto di vista fisico –chimico si collochino nel cervello e di come il sistema nervoso centrale , da un impulso esterno riesca a processarlo in pensiero. Come questa energia dal punto di vista fisico può cambiare gli stati fisico chimici mentali? Chi ha un pò di nozioni neurologiche sa che esistono porte nelle cellule che si aprono e chiudono (proprio come in un circuito elettrico), tant’è che i neurofarmaci agiscono inibendo o meno queste porte e quindi una determinata attività cerebrale e il relativo segnale “elettrico”. Ma rimane oscuro il concetto,nel cervello-mente,del pensiero che è un ordine superiore rispetto ad esempio ad un semplice segnale elettrico di dolore fisico o di attivazione o meno di endorfine .La coscienza è generata dalla consapevolezza del pensiero riflessivo, dell’introspezione del sè che pensa al se stesso.
L’uomo ha tre ordini di riferimento: il mondo esterno , i suoi simili e se stesso.
Ha necessità dei tre ordini per fare il “punto” ,metaforicamente direi che è un GPS.
Un uomo solo su un pianeta che non ha mai visto i suoi simili potrebbe riuscire a riflettersi?
Io penso che si abbia la necessità di una oggettivazione dall’esterno di un proprio simile per generare l’affermazione : “Io sono”. In altri termini se un mio simile con cui ho costruito un linguaggio di segni e significati con cui comunico, è lui stesso comunicando che mi pone di fatto nella dimensione del :”allora esito” perché se non esistessi nulla mi comunicherebbe.
Questo processo lo può fare solo la nostra mente.
Ma il vero problema a mio parere è che la centralità della mente ,come organo superiore comunicativo dei referenti del sistema mondo, è plagiabile. Non da la verità oggettiva e le patologie lo dimostrano. La follia , la schizofrenia, fino alle autoconvinzioni ,per arrivare alla ipnosi, dimostrano che il nostro sistema mente può mentire a se stesso .
La coscienza è nella mente ed è il processo del super-io psicologico, cioè dove entra la morale e l’etica che discrimina ciò che è giusto da ciò che è sbagliato.
Personalmente la ritengo la funzione comunicativa con l’essere ontologico, dal punto di vista spirituale la ritengo l’interfaccia fra spirito e corpo/materia.
Ecco perché sostengo che l’essere è immutabile ed è sostanza e il mondo prende invece forme;perché sintetizzando ulteriormente dagli organi sensoriali fino ad arrivare alla coscienza nella mente e il ritorno del segnale di decisione dalla coscienza mente al corpo , mettono in gioco i due mondi :spirito e materia. Ed ecco il libero arbitrio che risiede nelle decisioni, dopo la presa di coscienza.
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