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Messaggio originale inviato da Giuliano
Scusa ma sei sicura che le altre scuole buddiste bisogna cercare un Budda trascendente al di fuori del comune mortale , a me suona piuttosto strano, anzi non mi pare proprio
comunque allora forse e' per questo che la Soka Gakkai Italiana non fa parte dell' Unione Buddista Italiana,
come risulta dall'Ordine del Giorno del Consiglio direttivo dell' UBI del
24/1/98, nel quale si specifica che "Nessuna richiesta di adesione all'UBI è
mai stata avanzata dalla Soka Gakkai e in ogni caso lo Statuto dell'UBI, in
quanto riconosce pari validità e dignità a tutte le tradizioni buddiste, non
consente l'adesione di organizzazioni che si dichiarano uniche ed esclusive
rappresentati del Dharma autentico contestando la validità delle altre
tradizioni". Questa precisazione è stata confermata da un Comunicato della
Soka Gakkai Italiana.
permettimi ma suona un po' "fondamentalista" questa cosa visto poi che tutte le altre scuole aderiscono all' UBI
direi che il separare il grano dalle sterpaglie come dici giustamente tu mi sembra che proprio dovreste farlo,cercate di non commettere errori di altre confessioni come p.es. quella cattolica che ora e' costretta a vergognarsi letteralmente di cose successe nella sua storia che fra l'altro gli costo' una bella Riforma che gli tolse meta' dei fedeli
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Ciao Giuliano
Hai già creato tra noi una separazione, collocandomi all'interno di una struttura che non mi appartiene minimamente.
Ho cercato solo di portare piccoli cenni storici della materia.
Sono stata membro anni fa per un buon periodo ma al fine di ricerca ben diversa. Per il resto, guardando dalla parte "politica" dell'organizzazione e la loro collocazione non posso che darti ragione in tutto.
Senza l'uso della trascendenza (trascendere il proprio ego), la dottrina offre, con giusta pratica studio e azione, l'aprirsi più o meno immediato della propria buddità. L'uso potente del mantra, l'ho potuto subito constatare anche su me, temprava le personalità deboli e rafforzava gli ego, diffondendo una falsa percezione di stabilità, buonismo e "felicità" a buon mercato. L'incontro con il "reale" era tutt'altra cosa e, girato l'angolo, si poteva subito notare in quasi tutti i membri. Non voglio escludere totalmente che alcuni abbiano veramente trovato la chiave giusta, cambiando l'approccio con se stessi e con la vita stessa.
E' stata una bella esperienza come altre tanto per indicarmi che la strada da percorrere per me era un'altra.
Lo studio del sutra credo non sia da escludere, quale elemento anch'esso indispensabile per una crescita interiore. Questo intendevo dire; ogni essere ricercante dovrebbe essere in grado di far emergere "la giusta causa" da ogni sentiero percorso.
un saluto.