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Vecchio 25-04-2004, 23.28.06   #5 (permalink)
innominato
Ospite abituale
 
Data registrazione: 17-04-2004
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Durkheim sosteneva che le religioni trovassero spiegazione nell'esaltazione dell'individuo nel momento della cerimonia ,ovvero nel momento in cui questi usciva dalla quotidianità della sua esistenza e percepiva il senso di dipendenza da qualcosa di superiore alle molteplici realtà individuali.
Trovo molto interessante questa teoria, in quanto esprime tutto il bisogno che l'uomo ha di percepire qualcosa di superiore, da cui dipendere, qualcosa da adorare che "educhi" le condotte individuali ,che favorisca la nascita di una cosmologia, di una visione e di una spiegazione del mondo in cui si è trovato, volente o nolente, a vivere.
é poi indubbio che nella società odierna, dove l'uomo ha più che mai un estremo bisogno di sentirsi parte di un gruppo che condivida uno stesso ambito valoriale, le credenze religiose siano giunte a ricoprire un ruolo fondamentale nell'orientare e manipolare le "greggi", anche conducendole ad atti estremi quanto assurdi, ed abbiano a tale scopo sostituito (o coadiuvato?) quello che è stato, ed è, il ruolo della nazione in senso geografico: far sentire una collettività come un "gruppo", il cui elemento fondamentale è la condivisione dei medesimi ideali,dei medesimi valori.
Un processo che può condurre gli individui al puro delirio dei fondamentalismi.
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