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Ospite abituale
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Ciao Schiavo - Cap. IV (b) - Il mentecattocomunismo come impulso arabico da superare
Questi dirigenti dell'Europa e dell'Occidente, affini interiormente al tessuto animico dei "salomonici", con tali accordi non fecero altro che declinare in massimo grado il cinismo dei dominatori: da un lato eccitando l'emotività del principio di nazionalità, e mutando nella forma nazionalistica del sionismo - affine alle loro convenienze dirigenziali - l'antica suggestione dell'ebraismo, e dall'altro contemporaneamente contraddicendo quel che promettevano alla rivolta araba.
In tre o quattro anni, e precisamente dal 1916 al 1919, si manifestò il più grande mescolamento planetario: la collaborazione fra tre diverse razze di "popolo bue":
1) quella subordinata alle leggi materialistico-aristoteliche;
2) quella soggetta alle "sacre" regole del Tempio;
3) quella dell'Impero Romano, sotto varia forma: dalla Società delle Nazioni, all'ONU, dalla pletora cattolica di istituzioni umanitarie, economiche, politiche mondiali, fino all'aperta proclamazione di un Nuovo Ordine Mondiale.
Per chi lo vuol vedere, questo grande apparato non è altro che il corpo, l'anima e lo spirito dell'Anticristo, delineato nelle seguenti tre "ombre":
1) GRECITA' = Spirito del cristianesimo = ombra della grecità = arabismo = ARISTOTELISMO MATERIALISTICO;
2) EBRAISMO = Anima del cristianesimo = ombra dell'ebraismo = il tempio = SETTARISMO MASSONICO - LOGGE;
3) ROMANITA' = Corpo del cristianesimo = ombra della romanità = impero romano = CATTOLICESIMO ROMANO.
Il buonismo, vale a dire quel precipitato di sentimenti umanitari cattolici, protestanti, richiamanti oggi il cristianesimo anche sottoforma di socialismo, comunismo, cooperativismo, no profit, ecc., non è altro che uno dei modi in cui si manifesta l'Anticristo.
Esso, nella misura in cui pretende normare universalmente il bene incardinando tutti i popoli ad un "corpus" giuridico unitario è spirito imperiale romano, ed espressione della più grande menzogna sociale della storia dell'umanità a danno di tutti i cittadini.
"Che poi nel tempo, progressivamente, la reale sovranità, e quindi il braccio armato, passi ad una classe dirigente specifica, non è che la manifestazione del fatto che essa è quella che meglio incorpora - nelle forme attuali - la manifestazione delle tre Ombre"(6).
Che essa prenda il nome di Unione Europea, Nuovo Ordine Mondiale, o Taleban, non conta.
Ciò che conta è la luce, non l'ombra.
Nel prossimo capitolo sarà ulteriormente sviluppato l'arabismo e l'equivoco aristotelico, che lo genera.
NOTE
(1) A. Cave Brown, "Bodyguard of Lies", New York 1977.
(2) Pascal, "Pensieri, opuscoli, lettere" Tr. It. di A. Bausola e R. Tapella, Ed. Rusconi, Milano 1978, p. 407. E questo "è uno dei pensieri più profondi e significativi per intendere l'atteggiamento anti-razionalistico di Pascal: in esso è enunciata, anzitutto, la persua-sione che autentica filosofia sia solo quella capace di oltrepassare i confini del pensiero logico-razionalistico e di farsi beffe di esso (nella misura in cui l'au-tentica filosofia è consapevole che quanto vi è di essenziale per l'uomo oltre-passa i limiti della comprensione razionale ed è, pertanto, destinato a non es-sere compreso dalla ragione)" (E. Severino, "Antologia filosofica", Ed. B.U.R., Milano, 1994, n. 4, p. 210).
(3) cfr. R. Steiner, "Come ritrovare il Cristo?", Ed. Antroposofica, Milano 1988.
(4) A. Cave Brown, "'C', The Secret Life of Sir Stewart Graham Menzies Spymaster to Winston Churchill", New York 1987, pagg. 31-41: vi si afferma fra l'altro: "L'obiettivo era di creare dai figli di importanti personalità, che avrebbero altrimenti potuto diventare dei filistei, l'equivalente britannico dei guardiani platonici dello Stato, un'ideale forma d'uomo, che Platone sceglie "per difendere lo Stato in guerra quando sono giovani, e dai quali, quando sono più anziani, vorrebbe selezionare i più capaci per la funzione di magistrati, capi, e legislatori"".
(5) D. Cannadine, "Decline and Fall of the British Aristocracy" (1990), trad. it. "Declino e caduta dell'aristocrazia britannica", Milano 1991. È un'opera molto esplicativa sulla situazione culturale, politica ed economica della nobiltà britannica, e contiene più di un indizio della sua situazione spirituale, anche riguardo a figure decisive quali Lloyd George e Churchill.
(6) Natanaele, "L'arabismo contro gli Arabi" in "Graal, Rivista di scienza dello Spirito", Ed. Tilopa, N. 75-76, 2001, pag. 132. E ancora: "E questo forse anche in grazia della sua composizione mista, del suo non avere una lunga tradizione storica. Tradizione che, insieme alla volontà di perseguire linee d'azione autonome, osta all'accettazione delle estreme conseguenze dell'aristotelismo arabistico e dell'ombra del Tempio da parte - ad esempio - di alcune componenti delle Chiese; che rende ardua la sottomissione ad una giuridisdizione universale da parte dei più diretti esponenti della corrente animica del Tempio, a meno che di tale giurisdizione non siano essi stessi i padroni; che desta più di qualche fremito, e nei confronti del Tempio e nei confronti del nuovo "cattolicesimo", in coloro che non sono immemori del senso originario della modernità, quale impulso alla libertà dell'individuo, dei popoli e della vita economica. Fremiti soltanto, tuttavia, perché il vincolo arabico-aristotelico ricorre in molti di essi, e ne depotenzia il pensare e l'agire. Non stupisce perciò che gli S.U. siano progressivamente subentrati alle potenze coloniali europee, ed in particolare a quella britannica. Forse non è casuale nemmeno il fatto che la spinta iniziale a demolire l'Impero britannico trovi energica incarnazione operativa in un cattolico americano, democratico, il generale Donovan, capo dell'OSS. Dietro la spinta moralistica, democratica e anticolonizzatrice si instrada, mancando un autentico e condiviso impulso morale, l'AFFARISMO come strategia di dominio. Moralismo ed affarismo marciano di pari passo anche nei rapporti con i popoli arabi, a cominciare dalla fondazione dell'Aramco per finire all'appoggio accordato alle classi dirigenti più retrive per contrastare la penetrazione comunista, ma con essa anche i pochi vettori di modernizzazione che il Vicino Oriente ha conosciuto. […] Liquefattosi - non a caso, come non a caso ne era stato permesso l'avvento - il comunismo, combattuta la modernizzazione con la doppia spada dell'anticomunismo e dell'antinazionalismo e dei diritti umani, pagati tutti quelli che si potevano pagare, è conseguente che nel mondo arabo sia rimasta vitale soltanto la spinta religiosa. Ma a quale livello? Poiché non vi è progresso verso la modernità, cioè verso l'anima cosciente, non può che esservi regresso, verso stati istintivo-senzienti, con il degrado della stessa religiosità islamica ad un atavismo fanatico. Perché ciò che in essa vi era di pertinente all'anima razionale, e forse capace di evolvere verso l'anima cosciente, ritorna dall'esterno in una forma catafratta di astrattezza, rigida normazione, dominazione e guerra, e dunque sprofonda quei popoli verso il passato. A meno che essi non accettino la "vulgata" occidentale della modernità, classi dirigenti imposte o sorrette e pagate, presenze straniere. Anime di popolo in cerca di una propria coscienza, non trovandola insorgono: non trovando un'"auctoritas", bensì un "Imperium" - e per di più un "Imperium" in parte nascente dal loro antico percorso spirituale. L'elemento autoctono si ribella, opaco e caotico, in Iran. E poi in Afghanistan. E un po' ovunque vi siano dei diseredati (nello spirito, nella politica e nell'economia), il semplicistico messaggio dell'Islam fondamentalista si diffonde e crea solidarietà: anche questa, circostanza che non stupisce, perché, orbato dell'aristotelismo, l'Islam, come religione, ha una identità fragile, di monoteismo derivato, donde sorge la sua capacità di connettere popoli di civiltà diverse, come già fu nello splendore in passato, e come lo è nella buia bassura del presente. L'arabismo contro gli Arabi, dunque, anche se probabilmente come obiettivo intermedio per un disegno geostrategico di aggiramento dell'"Heartland" per il tramite del Maghreb, del Vicino Oriente, dell'Iran e del Turan, sperando di stabilizzare nello spazio arabo in frantumi una più forte catena di Stati-presidio a sorvegliare i riottosi. Ma soprattutto in vista del compimento di un disegno spirituale globale, in modo che le tre Ombre, congiunte in Una, possano allargare il loro dominio fino agli estremi confini del mondo. Estensivamente, fino a quelle terre finora solo marginalmente toccate, come la Cina. Intensivamente, per i popoli che, "educati" dal socialismo, vengono ora "rieducati" all'Occidente, come quelli slavi. In modo definitivo, per quelli che in Europa ancora esitano: i molti, troppo legati ad una singola Ombra, i pochi, non convinti da nessuna".
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I politici sono i camerieri dei banchieri
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