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E anche la tua osservazione coglie un aspetto molto interessante del problema che si sta prendendo in considerazione: se, per miracolo tecnologico, una macchina del tempo ci desse modo di tornare in età medievale e portarci, chissà in che modo, appresso qualche uomo dell'epoca, quale sarebbe la sua reazione a guardare il nostro mondo?
Poni un problema serio, perché consenti di rilevare come il fattore-mentalità giochi un ruolo pesantissimo in ogni epoca storica. Oggi viviamo con una weltaunschuung (visione del mondo) tremendamente diversa da quella che poteva avere un Bernardo di Chiaravalle o un Cesario di Heisterbach. Come sorprenderci o scandalizzarci di alcune loro usanze che a noi, più che usanze, sembrano stravaganze? L'attualizzazione, cioé l'appiattimento della profondità storica entro i paradigmi interpretativi della contemporaneità, è un cammino irto di pericoli: da una parte si corre il rischio di non fare ricerca ma, piuttosto, di dare una lezione di bon ton a chi non può più ascoltarci (e sai che capolavoro!!!), dall'altra si può dare al lettore un'idea sbagliata della storiografia. Essa non accusa, non denuncia i fatti di mille anni fa: semplicemente li ricostruisce dandone una lettura il più possibile aderente al vero storico. Il compito di stabilire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato spetta ai filosofi morali, non agli storici. Altra, semplicissima osservazione: ma se anche un atto da parte di un uomo (mettiamo di un monarca) fosse reputato immorale saremmo noi autorizzati ad innalzare quell'atto a simbolo di un'epoca senza aver prima osservato la stessa in (possibilmente) tutte le sue sfacettature?
Altro elemento da considerare in merito alla mentalità risiede nel fatto che essa non conosce solo variazioni di natura diacronica (temporale), ma anche diastratica (sociale). Già, perché se noi prendessimo un contadino medievale e lo portassimo nel mondo odierno avrebbe un certo tipo di reazioni, se invece realizzassimo lo scoop e riuscissimo a portarci appresso l'Imperatore (metti Federico II) certamente avrebbe un altro certo tipo di reazioni.
E circa le variazioni diatopiche (inerenti lo spazio) cosa vogliamo dire? Insomma: siamo ancora convinti che giudizi come "nullità del medioevo" o "secoli bui" abbiano un qualche valore?
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