Discussione: Democrazia
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Vecchio 28-03-2005, 15.24.26   #45 (permalink)
esperantiano
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a maxemil da esperantiano

Carissimo,

sono stato molto contento di leggere il tuo messaggio sulla democrazia. E' ora, infatti, di riconoscere certe cose che, per una sorta di terrore sociale, sembra quasi pericoloso mettere in discussione.

Nel 2000 organizzai un convegno su "L'operatore culturale: nuove prospettive di sviluppo e socializzazione". Intervenne, tra gli altri relatori, una non giovanissima senatrice, storicamente rappresentativa delle sinistra italiana.
Ella espresse un concetto semplice, realistico, tra l'altro sorprendentemente "fascista" (nota, ti prego, le virgolette), dicendo:
"Nelle condizioni attuali non esiste la democrazia: essa nascerà quando nasceranno i Cittadini".

Credo che non si possa essere più chiari, e più realisti di questa donna.

Personalmente non credo più nella possibilità di una "democrazia":

1) se il "popolo" è tenuto nell'ignoranza, anche con il diritto di voto non può esprimere niente (e questo lo si vede in italia: i partiti di destra e di sinistra immettono sui circuiti del potere politico personaggi pessimi, che nulla hanno in comune con un saggio governante, ma che riescono ad accaparrare "poltrone" e "camere" irretendo cittadini distratti, ignoranti, superficiali e condizionabili)

2) se il popolo fosse evoluto si stabilirebbero "binari" di competenze. In altre parole è assurdo che il presidente della commissione edilizia comunale possa essere un cardiologo, o che un'avvocato faccia l'assessore alla salute pubblica.

3) ho la sgradevole impressione che la democrazia sia non la dittatura del più forte (come avveniva fino al primo 900) ma peggio ancora: la dittatura di chi GRIDA più forte: insomma, una sorta di pseudociviltà governata a forza di urla scimmiesche...

esperantiano
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