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Vecchio 20-05-2005, 14.11.41   #76 (permalink)
Gianfry
Ospite abituale
 
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[B]Libero arbitrio e coscienza di sé[/B]

E’ un bell’argomento questo! A mio avviso noi facciamo molta confusione. Anzitutto vorrei chiedere: a chi si riferisce il libero arbitrio? Certo, se lo riferiamo alla personalità (ego) non esiste, o meglio è solo parziale. E ciò a causa dei nostri attaccamenti che ci legano a persone, cose, animali, luoghi, dogmi, ideologie, credenze, ecc. Sono questi legami che limitano più o meno il nostro libero arbitrio, nel senso che ci spingono a fare quello che magari non vorremmo fare. Più sono forti gli attaccamenti e più siamo schiavi dei pensieri e delle emozioni inconsce che determinano le nostre scelte. E’ come se si scontrassero due forze: una è quella inconscia di cui sopra e l’altra è la forza della nostra coscienza o consapevolezza che (per le persone non evolute) è più debole della prima. Le due forze in fondo sono rappresentate l’una dalla nostra Anima (che è la vera Consapevolezza) e l’altra dalla nostra Personalità, o meglio dalle nostre personalità poiché ne abbiamo parecchie che costituiscono le cosiddette maschere. Ad ogni maschera è associata una certa personalità. Ora il Libero Arbitrio si riferisce principalmente all’Anima, creata da Dio a sua immagine e somiglianza, che possiede anche il Potere Creativo. L’anima ha cioè il potere di creare la propria realtà tramite il pensiero e di viverla emotivamente tramite la forma cui è legata la personalità. In fondo la vita che viviamo è stata scelta dalla nostra anima che sin dal concepimento ha registrato nel nostro DNA il “programma della nostra vita”, cioè il nostro karma (positivo e negativo), che racchiude in sé tutte le sfide (esperienze) che dobbiamo viverci per imparare la lezione che ogni esperienza ci vuole impartire. Il karma non è altro che una catena lunghissima di forme-pensiero, con relative cariche emotive, che ci è stato tramandato geneticamente dai nostri antenati ed è memorizzato nel nostro DNA. Il karma quindi rappresenta sia i pensieri e comportamenti negativi (karma negativo), sia i pensieri e comportamenti positivi (karma positivo) dei nostri antenati. E sono proprio questi pensieri (con relative cariche emotive) che ci attirano, per la legge di “Attrazione Universale” (in basa alla quale il simile attira simile), le varie esperienze che dobbiamo viverci. Il karma negativo dobbiamo comprenderlo (trascenderlo) e rilasciarlo tramite la nostra volontà. Inoltre dobbiamo integrare le polarità complementari per fonderle con il pensiero che le unisce. Per esempio le polarità del pessimismo e dell’ottimismo le integriamo nel pensiero del realismo che le unifica. Il karma positivo invece non dobbiamo rilasciarlo ma viverlo ed incorporarlo in noi. Nella misura in cui rilasciamo il karma negativo, incorporiamo in noi sempre più consapevolezza dalla nostra anima, cioè la nostra anima compenetra sempre più la nostra forma ed accresce la nostra coscienza liberandoci sempre più dagli attaccamenti (legami) che limitano la nostra libertà. Quanto più l’anima si fonde con la forma, tanto più siamo liberi e creativi. Ci liberiamo sempre più da una vita predefinita dal nostro karma ed abbiamo il potere di creare la nostra vita come noi la desideriamo. Questa è in fondo l’evoluzione o ascensione spirituale. La vita di chi non ascende è già tutta scritta nel suo DNA, ma se uno vuole può cambiare la propria realtà (vita) e quindi non deve subire il karma che ha ereditato dai propri antenati. Se per esempio un nostro antenato si è suicidato ed il suo gesto (forma-pensiero + carica emotiva) ci è stato tramandato geneticamente, in un certo momento della nostra vita saremo inconsciamente spinti al suicidio, ma se la nostra volontà cosciente di sopravvivenza prevale sull’impulso al suicidio, allora non dovremo subire il karma e saremo liberi di continuare a vivere.

http://www.ascensione.com
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irutnev
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