Citazione:
Messaggio originale inviato da Ygramul
Un anno fa tornavo a casa dal lavoro, come al solito nonostante l'ora dovevo ancora pranzare. Non c'era nessuno, e mi presi qualcosa dalla cucina per mangiare davanti alla tv, in salotto. Accesi al 1° canale della RAI e mi accinsi a guardare quello che mi sembrava essere un film. Lentamente realizzai che doveva essere successo qualcosa nel vedere una diretta (era la CNN? Ora non ricordo) tradotta in tempo reale in italiano. Alle spalle dell'annunciatrice c'era l'immagie di un grattacielo che bruciava, quando all'improvviso passò un aereo che si schiantò nel grattacielo accanto. Rimasi incollata alla TV per ore, col boccone in bocca, incredula e attonita di fronte a qualcosa che non riuscivo, non volevo capire.
Quante tragedie al mondo mi hanno lasciata indifferente solo perchè non le ho viste in diretta?
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Questa tua "rievocazione" mi induce ad esprimere ad alta voce una riflessione mia, ma non solo mia, di allora e di sempre:
Il terrorismo non è un fenomeno angosciante e angoscioso incausato di cui la sola vittima è l'Occidente (o meglio, soprattutto alcuni paesi dell'Occidente).
Finchè si continuerà a propagandare il "terrorismo" come un fenomeno di parte e a tacere sul "terrorismo dell'altra parte" meno palese e propagandato, la risoluzione sarà sempre più lontana.
Più della metà dell'umanità, forse, vede nell'Occidente il soggetto origine - causale... e credo sia un punto di vista di tutto rispetto da prendere in seria considerazione (nei commenti di ieri l'ho sentito esplicitare solo da Prodi; equilibratissimo Ciampi, sconvolgente Pera, indefinibili tutti gli altri).
Riflettiamo su quante centinaia di migliaia di morti quotidiane (nel mondo) che non ci appaiono nella tragicità dell'11 settembre, sono assimilabili a una "forma di terrorismo non palese" causato direttamente o indirettamente da certe politiche o dalle decisioni egemoniche dell'Occidente.
Ciao