Discussione: Globalizzazione
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Vecchio 11-04-2002, 12.34.23   #16 (permalink)
VanLag
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E se fossimo alle soglie di un salto evolutivo?

Leggo di strapotere dei mercati e di globalizzazione del pensiero e mi chiedo se non esista un’interpretazione più ampia per i fenomeni che ci investono.

Non dimentichiamo la tremenda accelerazione che le nostre culture e società stanno subendo dalla fine dell’800 ad oggi. Stiamo parlando della rivoluzione industriale, dove enormi masse hanno lasciato le campagne per migrare nelle città industriali. Stiamo parlando di treni, aerei, navi, telefoni, telegrafi, televisione, internet, fax, cellulari, automazione, robotica.

Io penso che ci manchi il “dna” storico atto a “leggere” questi sconvolgimenti, figuriamoci se possiamo metabolizzarli. Il disagio è inevitabile in fondo la nostra individualità si stà frantumando in mille rivoli. Senza Enel, Telecom, Azienda del Gas, l’Acquedotto comunale, la Banca, l’Ospedale, il Super mercato, (solo per citare le più elementari), saremmo finiti. L’uomo pre industriale era in grado di provvedere da solo al suo sostentamento, noi siamo ormai fortemente interdipendenti e compromessi con tutto e tutti.

Forse stiamo assistendo alla nascita di una nuova specie. Un salto quantistico nell’evoluzione che sta producendo un ”Homo Socialis”. L’uomo di una nuova era che sarà caratterizzata da un’individualismo meno diffuso e da un senso civico più ampio. Una società nella quale le multinazionali stesse saranno stritolate e spazzate via perché non ci sarà più posto per il privilegio e per l’interesse personale.

Comunque la mia intenzione non è quella di fare profezie ma, casomai, quella di allargare il dibattito oltre la perenne diatriba di bene e di male, di buono e di cattivo, per capire assieme i segni premonitori che si stagliano all’orizzonte ed attraverso questi sintonizzarmi coi tempi.

................ Oh no?
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