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Vecchio 17-09-2005, 14.21.12   #7 (permalink)
Woodward
Frequentatore abituale
 
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Messaggi: 33
Grande Tommaso...

Sottoscrivo tutto ciò che ha detto Tommaso e non sarei capace di ribadirlo meglio di così.
Penso che in quest'occasione vengano chiamati in causa la vera importanza della storia e i valori fondanti della nostra cultura.
Per lo stesso motivo per cui studiamo la storia, cioè la voglia di conoscere il nostro passato, nel bene e nel male, dovremmo ricordare, a noi stessi e a chi seguirà, qual'è stato il cammino che ci ha portato ad essere laici eppure dogmaticamente rispettosi dell'uomo in sè, diversi eppure dogmaticamente uguali nei diritti.
Non sono stati soltanto i greci e gli illuministi a fare l'Europa.

Anche la chiesa, che come ogni istituzione ha passato dei momenti di difficoltà (Socrate non è stato ucciso dal papa), ha indiscutibilmente contribuito a formare i concetti di uguaglianza, giustizia e libertà. D'accordo, un'altra libertà, quella ultraterrena, ma in ogni caso il primo abbozzo di ciò che altre aree del mondo non hanno ancora conosciuto.
Tutti hanno percorso questo cammino. Anche tra i greci l'accusa di ateismo era ritenuta gravissima!

Come si può dimenticare che la chiesa è stata un rifugio durante le invasioni barbariche? Che il popolo stesso chiedeva aiuto al papa? Che il periodo di Avignone durante il quale il papato visse esule, fu uno dei periodi più neri del medioevo con una Roma quasi spopolata?
Se è vero che ci sono stati la caccia alle streghe e le persecuzioni, è altrettanto vero che nei momenti bui la chiesa ha dato speranza. Ricordate l'assedio di Vienna del 1683? Una Vienna atea e un'esercito ateo dove avrebbero trovato la forza per fare ciò che la cattolica Vienna ha fatto contro i Turchi?
E l'Europa di Giovanni Paolo II, che aiutò gli Stati Uniti ad abbattere il comunismoi? E Pio XII che rincuora i fedeli in mezzo alle macerie?

Rischiamo di essere clementi con i limiti dei greci e con le stragi di Robespierre, mentre rinfacciamo alla chiesa sbagli che sono stati fatti da tutti. E lo ripeto: lo dico da agnostico.

Inoltre rischiamo di rendere incompleto un documento che, volenti o nolenti, sarà un punto di riferimento per i secoli futuri (ammesso che l'Europa possa durare così tanto).
Lasciamo agli storici del 2100 una traccia in cui diciamo "Noi proveniamo da qui. Tenetelo a mente quando scrivete i libri di storia su cui studieranno i vostri figli".
Se non riusciamo a essere d'accordo su un passato comune, con quali basi potremo costruire il fututo nostro e quello di chi verrà dopo?
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"Tanto più ci innalziamo, tanto più sembriamo piccoli a quelli che non sanno volare". Nietzsche
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