|
Tutto kiaro!
Dr Costoso costante,
tu mi costringi a violare questo saggissimo aforismo:
non è saggio sforzarsi di ottenere una comprensione che sarà dimenticata!
perchè intuisco che nel tuo la la la la la la tururu rairira si celano verità condivisibili.
Cerco di comprendere la tua 1°a (ed ultima?!) “cosa” consigliabile da non comprendere... ma da sperimentare...
Immagino che non sia da “comprendere” semplicemente perché se questo “comprendere” fosse una attività del pensiero, che appunto comprende, allora non è la comprensione auspicata che dovrebbe dissolvere i problemi...
curare la memoria (mantenerla leggera e galleggiante come niente sopra infiniti abissi di svariate porcherie*)
leggera e galleggiante come niente... appropriata figurazione...! troppo forte!
Perchè potrebbe ammalarsi?:
la memoria è continuità ordinata e pulita che aleggia sopra oceani di caotica sporcizia.
Questa caotica sporcizia è forse rappresentata dal mio brontolio e quello dei miei fratelli (pensieri) che costruiscono infinite fantasie utilizzando i puri dati in memoria inquinandoli?
Continuamente resiste allo sporco con cui è sempre a diretto contatto. Se il mare è calmo essa non verrà lungamente corrotta dai piccoli schizzi di sporche onde che la bagnano, assorbendoli e catalizzando, convertendo lo zozzume in sbrilluccicose e pontificanti riflessioni.
E se il mare è infuriato allora sarà investita da una sporcizia che la corroderà lungamente.
Ma da cosa dipende l'umore del mare?: ..dallo stato del luogo del puzzle ove si trova.
Una specie di puzzle ricorsivo di cui ogni pezzo è a sua volta un puzzle +o- composto e ordinato.
Il benessere si identifica con la congiunzione di nebulosi pezzi quanto più, sfumatamente, simili.
Il malessere si identifica con l'allontanamento nell'angolo del dolorante punto di vista di quelli che esso distingue solo per distanza.
Malessere e benesere sono complementari, solo impermanentemente isolabili, infine sempre bilanciati.
regole del gioco:
questo gioco è complesso. Vince chi lo complica ulteriormente.
Non è possibile barare, chi crede di riuscirci non fa che semplificare il gioco instupidendo.
La sua complessità è illimitata.
Simbolicamente l'infinita complessità sta in pari rapporto con la continuità.
Affrontiamo il gioco!
Dal punto di vista del “mare” è vero che se esso riesce a fare il “suo gioco “, e mantenerlo, non potrà che essere il dichiarato... vincitore...
Dal punto di vista della memoria , credo che “togliere” il gioco al mare e renderlo “stupido” non sia una cosa impossibile, deplorevole e che possa celare delle pericolose ricadute ...
anzi...
penso che è l’azione, l’esperienza, la più intelligente ...
quella che tutti i giganti dello spirito tentano di farci “comprendere”... (ooopppsss)
voglio dire “non comprendere”, ma
ci incitano a conseguire... sperimentare... provare...
un gioco che ci incoraggiano a riappropriarcene...
ma mediante quale “strumento”?
io penso che il più adatto sia proprio la “consapevolezza”
quel “vedere” tutto quel “mare” “veleggiandolo” “costantemente” “al pelo”
delle creste... delle onde...
conquistando di non farci “bagnare” dagli infiniti “spruzzi tentatori”...
|