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#2 (permalink) |
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al di là della Porta
Data registrazione: 15-02-2004
Messaggi: 2,143
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Prendi un sorriso
regalalo a chi non l'ha mai avuto Prendi un raggio di sole fallo volare là dove regna la notte Scopri una sorgente fa bagnare chi vive nel fango Prendi una lacrima posala sul volto di chi non ha mai pianto Prendi il coraggio mettilo nell'animo di chi non sa lottare Scopri la vita raccontala a chi non sa capirla Prendi la speranza e vivi nella sua luce Prendi la bontà e donala a chi non sa donare Scopri l'amore e fallo conoscere al mondo Mahatma Gandhi |
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#3 (permalink) |
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iscrizione annullata
Data registrazione: 09-05-2002
Messaggi: 2,973
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Lamento di madre mussulmana
di Mario Luzi Allah, sono ai tuoi ordini i giovani guerrieri, nel nome tuo combattono e si uccidono, bruciano come torce accese alla tua gloria. Escono dal recinto, cercano la mischia, li raccogliamo a pezzi in un telone, i nostri figli, i nostri bambini. Siamo forti di certezze noi madri mussulmane, ma il cuore è straziato, la nostra carne sanguina. Lamento di madre ebrea di Mario Luzi Sei tu, Altissimo, tu solo che li chiami e li comandi i figli d'Israele quando lasciano le case e le officine per i raids, le spedizioni, i rastrellamenti. Ti seguono i ragazzi, si affidano alla tua giustizia. Allora perchè non li proteggi i nostri figli? La nostra gioventù cade sui campi, maciullata negli agguati. Abbi pietà per la nostra carne. |
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#4 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 18-10-2003
Messaggi: 1,164
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VERRA' UN GIORNO
Verrà un giorno più puro degli altri: scoppierà la pace sulla terra come un sole di cristallo. Una luce nuova avvolgerà le cose. Gli uomini canteranno per le strade ormai liberi dalla morte menzognera. Il frumento crescerà sui resti delle armi distrutte e nessuno verserà il sangue del fratello. Il mondo apparterrà alle fonti e alle spighe che imporranno il loro impero di abbondanza e freschezza senza frontiere. Jorge Carrera Andrade |
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#5 (permalink) |
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al di là della Porta
Data registrazione: 15-02-2004
Messaggi: 2,143
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ai popoli senza pace
Quando la pace avanza mio cuore
un esercito potente e bellicoso le si para avanti nello strenue tentativo di interromperle il cammino. Vedo tra i suoi generali l'Innocenza deturpata e seviziata da un Abisso senza fine. E scrutando attentamente scorgo tra i suoi soldati più crudeli e violenti, la Fiducia demolita e l'Amore violentato. La pace di cui vi parlo è in divisa, è graduata, segue gli ordini di gente mai amata, non perdona e non concede sconti devasta vite umane e abbatte i ponti. Sono stufo di questa messa in scena, scendo in campo con le mie parole, estratte nel cuore del mio dolore, scendo in campo con il Perdono per chi pensava di farmi un Dono. Ho provato la vostra pace stupidi suicidi, che uccidendo gli altri massacrate voi stessi, la mia Pace ha un altro nome, brilla negli occhi di bimbi in credito con la Vita, splende nei fiori del Silenzio, suona le note del Dolore e ride e festeggia di fronte all'Incanto di chi al rancore risponde con l'Amore. Ultima modifica di nicola185 : 28-05-2005 alle ore 17.31.00. |
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#8 (permalink) |
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al di là della Porta
Data registrazione: 15-02-2004
Messaggi: 2,143
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Il senso della guerra
Mio fratello era aviatore
Un giorno ricevette la cartolina. Fece i bagagli, e andò via, Lungo la rotta del sud. Mio fratello è un conquistatore. Il popolo nostro ha bisogno Di spazio. E prendersi terre su terre, Da noi, è un vecchio sogno. E lo spazio che si è conquistato È sui monti del Guadarrama. E’ lungo un metro e ottanta E di profondità uno e cinquanta… Bertold Brecht Ultima modifica di nicola185 : 29-05-2005 alle ore 10.58.20. |
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#10 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 18-10-2003
Messaggi: 1,164
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Non è una poesia, ma una riflessione sulla pace di don Tonino Bello (La pace come cammino):
A dire il vero non siamo molto abituati a legare il termine PACE a concetti dinamici. Raramente sentiamo dire: “Quell’uomo si affatica in pace” “lotta in pace” “strappa la vita coi denti in pace”… Più consuete, nel nostro linguaggio, sono invece le espressioni: “Sta seduto in pace”, “sta leggendo in pace”, “medita in pace” e, ovviamente, “riposa in pace”. La pace, insomma, ci richiama più la vestaglia da camera che lo zaino del viandante. Più il comfort del salotto che i pericoli della strada. Più il caminetto che l’officina brulicante di problemi. Più il silenzio del deserto che il traffico della metropoli. Più la penombra raccolta di una chiesa che una riunione di sindacato. Più il mistero della notte che i rumori del meriggio. Occorre forse una rivoluzione di mentalità per capire che la pace non è un dato, ma una conquista. Non un bene di consumo, ma il prodotto di un impegno. Non un nastro di partenza, ma uno striscione di arrivo. La pace richiede lotta, sofferenza, tenacia. Esige alti costi di incomprensione e di sacrificio. Rifiuta la tentazione del godimento. Non tollera atteggiamenti sedentari. Non annulla la conflittualità. Non ha molto da spartire con la banale “vita pacifica”. Sì, la pace prima che traguardo, è cammino. E, per giunta, cammino in salita. Vuol dire allora che ha le sue tabelle di marcia e i suoi ritmi, i suoi percorsi preferenziali ed i suoi tempi tecnici, i suoi rallentamenti e le sue accelerazioni. Forse anche le sue soste. Se è così, occorrono attese pazienti. E sarà beato, perché operatore di pace, non chi pretende di trovarsi all’arrivo senza essere mai partito, ma chi parte. Col miraggio di una sosta sempre gioiosamente intravista, anche se mai –su questa terra s’intende- pienamente raggiunta. |
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