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#1 (permalink) |
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eternità incarnata
Data registrazione: 23-01-2005
Messaggi: 2,572
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l'arte migliore nasce dalla sofferenza?
Sono stato molto combattuto sul dove aprire questo 3d: arte o psicologia. Chiedo pertanto venia se ho sbagliato e all'amministratore di spostare eventualmente il tutto.
In questi giorni sono stato in vacanza a Dobbiaco (BZ) dove ho assistito ad un concerto di musica classica: la 10° sinfonia e il Canto della terra di Mahler, il mio compositore preferito. Proprio quest'ultima opera è la rappresentazione della sofferenza di un uomo che, dopo essere stato orfano in tenera età, perde in poco tempo moglie e figlia. Era il secondo di una decina di fratelli (10 o 11 non ricordo bene....) e sua sorella maggiore, cui era molto legato, muore dandogli il primo grande dolore, cui seguono gli altri di cui ho scritto. Erano quelli (fine 1800 e inizio 1900) gli anni in cui l'antisemitismo stava iniziando a prendere piede in modo consistente e Mahler era un ebreo, poi convertito al cristianesimo. Il canto della terra in origine avrebbe dovuto intitolarsi "Canto dell'umana miseria e della terra". A detta dei critici, l'architettura musicale è vicina alla perfezione. Il canto della terra è sostenuto dalla rassegnazione e dal presentimento della morte. Mahler, tuttavia, non è l'unico compositore classico a d averci dato delle autentiche perle musicali. Che dire di un tal Beethoven che, quando compose la nona sinfonia era già completamente sordo? Anzi, quando diresse la prima di questa fantastica opera musicale, si narra che riuscì a portarla a termine e subito dopo si accasciò sul leggio, affranto dal dolore. Una ragazza del coro scese e lo prese amorevolmente sotto braccio. Lo fece voltare verso il pubblico in visibilio che, non appena vide il maestro, aumentò ancor di più gli applausi. Il grande non poteva certo udirli ma comprese che aveva vinto. Aveva sconfitto la sua disabilità. Poi naturalmente vi sono tanti altri esempi che lascio volentieri a voi citare. Però, per tornare a bomba, c'è un legame tra arte e sofferenza? Cosa ne dite?
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Fabrizio La risata è il fenomeno più sacro che esista sulla terra, perchè esso è la vetta più alta della consapevolezza. La vita intera è una grande barzelletta cosmica. (Osho) |
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#2 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 21-09-2003
Messaggi: 623
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A mio parere potrebbe essere, ma non è una condizione essenziale.
Intanto credo che il talento per un'arte sia innato e che vada coltivato con perseveranza, per alcuni forse la sofferenza potrebbe diventare un ostacolo a questo, per altri un modo per sublimare. Picasso ad esempio non mi pare abbia avuto una vita sgradevole. Un'altra cosa che mi sembra importante è: oggi mancaano le condizioni per coltivare l'eccellenza artistica? Penso alla pittura... il bombardamento di immagini e la tecnologia e la riproducibilità degli oggetti hanno tolto importanza a un'unica opera sulla quale magari si debba lavorare per anni. |
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#3 (permalink) |
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iscrizione annullata
Data registrazione: 09-05-2002
Messaggi: 2,973
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Ni. Forse c'è un legame tra arte e sofferenza nel senso che chi non ha mai sofferto forse (e dico forse) non si guarda dentro abbastanza per arrivare alla profondità dell'arte, ma non tutte le opere d'arte sono espressione di sofferenza, anzi! E non sempre la sofferenza porta alla profondità dell'arte. C'è chi dalla sofferenza si lascia tranquillamente divorare.
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#4 (permalink) |
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silenzio-sa
Data registrazione: 01-04-2002
Messaggi: 157
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assolutamente si
![]() o meglio,a mio parere sicuramente la sofferenza è un passaggio obbligatorio dell'esprimersi attraverso l'arte. la gioia che tante opere trasmettono è tanto più intensa e sincera quanto più sentito e sorprendente è stato il percorso per il suo raggiungimento. questo sebbene io non sia mai stata investita emotivamente da un'opera che trasmettesse *solo sensazioni positive, giacchè in tutto ciò che mi sorprende non c'è mai totalità di un sentimento. (può esserci? Lo stesso "M'illumino d'immenso" a voi mortali non inquieta nemmeno un pò, dopo la logica sensazione di benessere e pace?Magari sono strana io )d'altra parte, non credo che Picasso fosse felice, al di là della sua esistenza evidentemente poco difficile sono d'accordo con Fragola quando dice che non tutta la sofferenza porta alla profondità, soprattutto artistica, ma il merito dell'artista è proprio quello di convertire certe emozioni in un linguaggio, manifestarle. se così non fosse, sarebbe un uomo comune. che si dispera chiuso nella sua stanza. e si lascia divorare ![]()
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...e fà in modo che non mi considerino un dio...sono solo un gabbiano, e mi piace volare... |
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#5 (permalink) |
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NeveLaSole
Data registrazione: 08-02-2004
Messaggi: 1,224
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Sofferenza e pittura
Ciao Mr,
bellissimo spunto di riflessione. Io scelgo di parlare di pittura, che tra le arti è forse quella che conosco di più. La sofferenza credo renda ciò che crei più vero, più capace di trasmettere emozioni. Qualcuno ha citato Picasso. Io parlo di Guernica, il quadro che rappresenta la strage compiuta in (scusatemi) ma non so più quale evento bellico che distrugge un intero paese (Guernica appunto) e uccide i suoi abitanti. La prima cosa che colpisce, nell'immensità del dipinto (fatto relativamente insolito per Picasso) è l'assenza di colore. Lui che aveva avuto tanti periodi con colori diversi sceglie tutti i toni del grigio, fino al nero: perché questo è la morte, specie se ingiusta e senza spiegazione. Mi viene poi in mente il percorso evolutivo di artisti come Michelangelo o Tiziano che partono in una ricerca tesa al raggiungimento della perfezione espressa dall'opera d'arte e terminano la loro esistenza con opere abbozzate e indefinite che potrebbero tranquillamente essere scambiate per "arte moderna". Cambia il modo di esprimersi perché il percorso dell'uomo lo indirizza, in un certo qual modo verso la fine della vita, verso la revisione dell'idea che l'uomo sia al centro e tutto diviene confuso e abbozzato, drammatico ma bellissimo. Tutto è meno perfetto ma è maggiormente capace di trasmettere quella sofferenza che ci accomuna e che quindi recepiamo. Ricordo che anni fa dipingevo molto più ispirata per "scaricare" la tensione e, perché no, la sofferenza del momento. Parlando con altri appassionati d'arte mi dicono che è comune, anche se una sofferenza troppo viva o accompagnata da senso di impotenza molto forte può totalmente uccidere l'ispirazione. Probabilmente dipende anche dal carattere dell'artista, certo l'arte è un modo per canalizzare la sofferenza e superarla. Ciao Neve |
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#6 (permalink) |
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eternità incarnata
Data registrazione: 23-01-2005
Messaggi: 2,572
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grazie per le risposte.... io sono partito dalla musica perché è l'argomento che conosco maggiormente, tra quelli artistici. A me, invece, piace scrivere. Qualche anno fa scrissi la mia biografia. Sentivo il bisogno di scaricare la mente dagli innumerevoli problemi che la disabilità mi aveva creato. Avevo bisogno di liberarmi da certi fantasmi del passato. Per esempio l'istituto in cui fui ricoverato per 6 anni, proprio mentre a casa nasceva e cresceva mio fratello. Il periodo era quello delle elementari... Scrivendo, scoprii che stavo riabilitando mio padre e, al contrario, mia madre ne uscì un po' ridimensionata. Forse perché nel periodo drammatico dell'istituto, mi sentivo abbandonato proprio dalla persona di cui avrei avuto maggiormente bisogno... ah, i casi della vita, a volte giocano certi scherzi!
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Fabrizio La risata è il fenomeno più sacro che esista sulla terra, perchè esso è la vetta più alta della consapevolezza. La vita intera è una grande barzelletta cosmica. (Osho) |
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#7 (permalink) | |
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Ospite abituale
Data registrazione: 06-06-2005
Messaggi: 626
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sofferenza
Citazione:
..Mr Bean...mi hai ricordato con questo 3d che quando vidi Shine..ti ricordi il film,parlando con una mia amica salto fuori che spesso nella storia di grandi artisti ci fu questa presenza di padre strasevero.. una infanzia infelice...so che era uscito un libro che trattava questo tema..volevo procurarmelo ma poi me lo sono scordata...se ti interessa cerchero questo titolo... P.S...non ti ha deluso il concerto,quindi ,klara |
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#8 (permalink) | |
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eternità incarnata
Data registrazione: 23-01-2005
Messaggi: 2,572
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Re: sofferenza
Citazione:
Shine? Sì, l'ho visto e me lo ricordo anche... li la musica era nientemeno che il 3 concerto di Rachmaninov. Se trovi qualcosa e me lo segnali... prenderò nota. Ok?
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Fabrizio La risata è il fenomeno più sacro che esista sulla terra, perchè esso è la vetta più alta della consapevolezza. La vita intera è una grande barzelletta cosmica. (Osho) |
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#9 (permalink) | |
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Ospite abituale
Data registrazione: 06-06-2005
Messaggi: 626
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Re: Re: sofferenza
Citazione:
..ok..devo ricontattare questa amica...abbi un po di pazienza.. ciao,mr Bean ![]() |
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#10 (permalink) |
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eternità incarnata
Data registrazione: 23-01-2005
Messaggi: 2,572
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grazie Klara
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Fabrizio La risata è il fenomeno più sacro che esista sulla terra, perchè esso è la vetta più alta della consapevolezza. La vita intera è una grande barzelletta cosmica. (Osho) |
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