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#1 (permalink) |
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Ospite
Data registrazione: 07-04-2006
Messaggi: 33
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Leopardi? uhm...
che idee vi siete fatti di una personalità come quella di Leopardi? e della sua poesia? io personalmente la trovo bella. bella ma... ripetitiva. insomma, mi sembra un pò sopravvalutata. in ogni suo componimento si ritrovano gli stessi temi e le stesse conclusioni, è proprio ripetitivo, ti fa venir da dire "che p... 'sto Leopardi!". e non è una lettura superficiale perchè viene da un'attenta analisi delle sue opere. Insomma, secondo me ha espresso molto meno di quello che in realtà con la sua poesia avrebbe potuto esprimere.
voi cosa dite? ![]()
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'Beauty is truth, truth beauty'; that is all ye know on earth, and all ye need to know. J. Keats - "Ode on a Grecian Urn" (vv 49-50) |
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#2 (permalink) |
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...cercatore...
Data registrazione: 15-03-2006
Messaggi: 657
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...secondo me un genio assoluto....
...e le sue opere lo dimostrano in pieno... ![]()
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"Anche se detesto quello che dici, difenderò fino alla morte il diritto a farlo"...Voltaire "L' anima libera è rara, ma quando la vedi la riconosci, soprattutto perchè provi un senso di benessere quando gli sei vicino"......C. Bukowski |
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#3 (permalink) |
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silenzio-sa
Data registrazione: 01-04-2002
Messaggi: 157
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se dovessi definirlo in una parola direi *delicato.
probabilmente è nella sua stessa sincerità la causa della *ripetività di certi temi. ognuno è ossessionato da particolari sfumature. tu no? ![]() un saluto a tutti ![]()
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...e fà in modo che non mi considerino un dio...sono solo un gabbiano, e mi piace volare... |
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#4 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 08-03-2006
Messaggi: 299
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Leopardi ,vorrei ricordare, è stato il più grande poeta lirico del nostro Ottocento.
La sua poetica è contrassegnata dalla profonda nostalgia del passato,lui guarda al suo passato con malinconia,non ha vissuto con pienezza la sua gioventù. Beh, sicuramente conosciamo tutti la vita di Leopardi, le sue sofferenze fisiche e di conseguenza anche d'animo. Anche questo ha dato vita alla sua lirica. Lirica che per altro è per Leopardi,canto che sgorga, trovando ordine ,armonia al suo interno, rifiutando la metrica precostituita. Dire di Leopardi "che noia...! Che ripetitivo" , mi sembra un pò superficiale, ma questa è una mia opinione. Leggere le poesie di Leopardi per me è come ascoltare una sinfonia di un musicista stuggente. ![]()
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Manù
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#5 (permalink) | ||
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ad maiora
Data registrazione: 02-01-2005
Messaggi: 388
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Citazione:
Concordo in pieno: hai centrato anche la mia opinione. Inoltre questo è proprio vero: Citazione:
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“e quando miro in cielo arder le stelle; dico fra me pensando: a che tante facelle? che fa l’aria infinita, e quel profondo infinito seren? Che vuol dir questa solitudine immensa? Ed io che sono?” (Giacomo Leopardi, Canto di un pastore errante dell’Asia, vv. 84-89) |
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#6 (permalink) | |
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Ospite
Data registrazione: 07-04-2006
Messaggi: 33
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Citazione:
insomma, non è che ci siano stati molti altri poeti lirici in Italia nell'Ottocento... quel che intendo dire che le sue opere sono ripetitive, ed è innegabile, dai! gli stessi sentimenti erano anche in Foscolo, ma nessuna delle sue opere è ripetitiva. anzi, pur nel suo profondo sentimento nichilismo riesce a comporre opere che vanno oltre, non si barrica(come invece fa Leopardi) dietro alle sue ossessioni.
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'Beauty is truth, truth beauty'; that is all ye know on earth, and all ye need to know. J. Keats - "Ode on a Grecian Urn" (vv 49-50) |
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#7 (permalink) | |
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Ospite abituale
Data registrazione: 08-03-2006
Messaggi: 299
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Citazione:
Anche Foscolo mi piace molto,io però non mi soffermo sulla ripetitività delle opere, in generale, ma cerco di capire il risultato finale,la sintesi che ne scaturisce. Poi scusa Foscolo era bello e seduttivo,a differenza di Leopardi che ha sofferto per la sua fisicità. Bisogna tener conto anche delle personalità e del carattere per capire in pieno anche l'opera. ![]()
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Manù
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#8 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 11-01-2005
Messaggi: 879
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L'arido vero di Leopardi non è pessimismo ma realismo, accettato coraggiosamente. Il suo "io poetante" lo aiuta a superare il dolore (piu' che il male, dato che un Maligno non c'e'): ecco la centralita' e la modernita' di Leopardi non solo in letteratura ma nella storia del pensiero, in quel suo intenso umano, troppo umano interrogarsi:
"dimmi: ove tende Questo vagar mio breve, Il tuo corso immortale?" Le sue contraddizione e la coscienza del limite sono la sua grandezza, che sfocia nella solidarietà comunitaria de "La ginestra".
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Il sapere è quella parte della nostra ignoranza che abbiamo ordinata e classificata. (Ambrose Gwinnett Bierce) |
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#9 (permalink) |
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Nuovo ospite
Data registrazione: 29-04-2006
Messaggi: 5
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Ognuno di noi - come persona, prima che come artista - ha i suoi "chiodi fissi", quelli che in psicologia si chiamano "motivi o situazioni ricorrenti"...sono anche quelli su cui ognuno di noi si deve soffermare se vuole capire se stesso, e spesso sono anche quelli che costituiscono nodi problematici.
Leopardi, nella sua ripetitività di tematiche, non si allontana dalla maggiornaza degli altri artisti e poesi che conosco...la sua "ripetitività" dà forse più nell'occhio perché è drammatica, angosciante, come dire "scomoda", a volte...e naturalmente molto influisce lo stile, che non è troppo variato non per incapacità sua (con la cultura che aveva, Leopardi possedeva una varietà di lessico tale da fare le scarpe agli artisti di mezzo mondo) ma perché aveva scelto di usare "parole indefinite", che dessero senso di indeterminatezza e di soavità. Tra l'altro, trovo che leopardi sia anche uno dei poeti che invece mostra una evoluzione notevole...dalla nostalgia, le speranze (deluse ma sempre "ultime a morire") all'accettazione dell'arido vero...da una sorta di "fuga" dall'umanità per rifugiarsi nella poesia ad un desiderio di alleanza e di comunità per combattere conto la natura crudele. Idea che, per quanto espressa in modo così pessimista e drammatico, è anche di una potenza grandiosa...e forse l'unica che permetterebbe di superare certe prove che la vita ci impone comunque, e che non dipendono da noi, come le malattie, il dolore, la morte... Lo trovo uno dei più grandi non solo dell'Ottocento ma di tutta la letteratura in genere. E niente affatto sopravvalutato...semmai, sottoposto ad essere presentato nelle scuole con un taglio un po' troppo scontato e unilaterale.
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"Libertà è partecipazione" |
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#10 (permalink) |
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ad maiora
Data registrazione: 02-01-2005
Messaggi: 388
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E poi anche Foscolo (che amo, stimo e adoro) non è un po' ripetititvo (il termine non mi piace: come si può dire? gli erano cari certi argomenti.)? Dopo tutto mette il tema della patria, precursore del Romanticismo, anche "In morte al Fratello Giovanni", oltre che in "A Zacinto" e le "Ultime lettere di Jacopo Ortis" ne sono pregne.
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“e quando miro in cielo arder le stelle; dico fra me pensando: a che tante facelle? che fa l’aria infinita, e quel profondo infinito seren? Che vuol dir questa solitudine immensa? Ed io che sono?” (Giacomo Leopardi, Canto di un pastore errante dell’Asia, vv. 84-89) |
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