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#11 (permalink) | |
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Ospite abituale
Data registrazione: 15-03-2004
Messaggi: 75
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Riferimento: 1984
Citazione:
Il problema è che soprattutto la televisione e in particolare il servizio pubblico, la Rai, deve garantire un'informazione pluralistica e corretta a noi cittadini. In questo momento il nostro sistema televisivo è stato definito incostituzionale e non garante del pluralismo esterno e interno dalla Corte Costituzionale. Dice il il presidente della Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Corrado Calabrò: "Piaccia o no, la televisione è lo specchio in cui una società si riconosce. In certo senso, addirittura, la TV certifica, per molti cittadini, la realtà. Paradossalmente, si rischia che la verità reale diventi, rispetto a quella virtuale del mondo della TV, secondaria, irrilevante, da pagine interne, secondo il gergo dei giornalisti dei quotidiani. E’ in TV, dunque, che si misura il livello di democrazia di una società. Ed è in TV, altresì, che si riscontra il livello di civiltà di un Paese". I giornali già garantiscono un'informazione migliore e maggiormente pluralistica, ma non hanno un grosso potere di influenza perché si rivolgono ad un numero di persone largamente inferiore a quello che raggiunge la tv. Così internet. Se con la censura si fanno passare certe notizie ed altre no, si fanno parlare certe persone ed altre le si tengono a distanza dalla tv, penso sia già un modo di controllare in parte le coscienze. C'è un problema di indipendenza che deve essere risolto. Poi va bene che uno è schierato e ha una posizione. L'importante è che sia la sua posizione e non quella di qualcun altro che dall'"alto" gli suggerisce cosa è meglio dire e non dire. Come dice Enzo Biagi: "Anche perché vedo qualcuno che delle volte fa la figura del fesso in conto terzi. Allora, farla a titolo personale, va beh è un inconveniente, ma chi si offre spontaneamente per questi servizi - e c'è qualcuno che lo fa persino con insistenza - beh mi pare proprio sbagliato".
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"Perché ho accolto l'invito dell'amico Giorgio Rochat a raccontare quegli anni terribili? Perché ho voluto rivivere il mio fascismo, la mia guerra fascista, la mia guerra partigiana? Perché credo nei giovani. Perché voglio che i giovani sappiano". Nuto Revelli, Le due guerre. "Alla fine mentre ricostruivamo il passato (traversato da continui moniti a non dimenticare perché non succeda più) ci siamo resi conto che quel che ascoltavamo come esecrabile racconto del passato lontano era presente e vicino, continuava ad avvenire sulla scena del mondo. Così quelle memorie marginali sono oggi ancora dolorosamente al centro della scena della guerra, e della morte che ci accompagna e che segna anche il futuro, le nostre vite, quelle delle democrazie occidentali, quelle dei nostri nipoti, apocalissi quotidiane, il passato si è fatto futuro, ascoltando donne e uomini dimenticati ci siamo trovati nella frontiera più attuale del mondo". Pietro Clemente, Postfazione. A ora incerta. In "Poetiche e politiche del ricordo. Memoria pubblica delle stragi nazifasciste in Toscana", Carocci editore, Roma, 2005. |
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#12 (permalink) |
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Ospite
Data registrazione: 20-11-2004
Messaggi: 39
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Riferimento: 1984
**SPOILER**
E' il finale la chiave di 1984. E' nell'ultimo istante di vita di Winston Smith che si evince il vero pericolo derivante della società dell' Oceania... L'ultimo uomo d'europa, colui che avrebbe sfigurato un bambino o che avrebbe commesso ogni sorta di abominio contro il partito, proprio lui che sapeva come il partito controllava la storia e le notizie, alla fine tratterrà il fiato e gioirà per le battaglie, piangerà per le conquiste, ed amerà il Grande Fratello come un severo ma buon padre. Nonostante sia ben consapevole che è tutta un'illusione, una bugia fatta sistema. Vedrà il sorriso sotto i baffi. E ne sarà felice. Perchè se il Partito lo desidera, "2+2 è matematicamente 5". Incontrovertibile, perchè così è, anzi, così è sempre stato. E si può lievitare a mezz'aria, e la realtà si piega di fronte alla fede nel Partito. Perchè nulla potrà mai cambiare, perchè tutto ciò che circonda Winston Smith è cristallizzato in uno stato fluttuante fuori dal tempo. Il Partito protegge se stesso. Il Partito è imperituro. Nulla potrà MAI cambiare se non in forza alla decisione del Partito. E così anche nella realtà attuale, nulla può mai cambiare, il sistema è disegnato. Le ruote girano. Le ruote schiacciano qualcuno, ma che volete, è il prezzo per mantenere vivo il Partito. Chi può fermarle? Ma soprattutto, perchè fermarle? Dopotutto noi amiamo il sistema, pensiamo come il sistema, abbiamo fede nel sistema; ed anche quando vediamo che il sistema è pilotato, bhe, ci stupiamo comunque dei risultati e gioiamo delle vittorie. Piangiamo per le sconfitte. perchè "2+2 è matematicamente 4". Incontrovertibile, perchè così è, anzi, così è sempre stato. Ma che lo dico a fare, tanto noi siamo solamente i prolet del romanzo.... ![]()
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Ma io ho una bambina, negli intervalli, che mi accarezza i bianchi capelli. E gli anni si fanno docili al suo tocco mi bacia sulle guance crudeli e giochi pazienti di rami mi intreccia con le sue pupille da gatta. |
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