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| Cultura e Società Problematiche sociali, culture diverse. Sezione in modalità solo lettura |
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#11 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 24-04-2006
Messaggi: 514
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Riferimento: l'italia e la femminilita svenduta
Ho trovato molto interessante l'articolo, soprattutto mi ha portato ad affrontare alcune riflessioni.
Riflessioni su come in Italia la ricerca di un risultato estetico sia addirittura fine a se stessa, slegata da un preciso fine. Non saprei spigare diversamente la proporzionalità inversa che esiste tra la smania di mostrarsi e la disibinizione nei comportamenti. Spesso incontro ragazze italiane che più appaiono svestite, per essere provocanti o che altro, più in realtà conoscendole mi accorgo di come la libertà dei costumi abbia inciso solo sulla lunghezza dei loro tacchi e non sui comportamenti reali. In molto altri paesi, Inghilterra, Germania, Francia, per esperienza personale questo contrasto è risolto in favore del carattere e dell'atteggiamento, non dell'esteriorità. La televisione, che come al solito è riflesso di una realtà e cassa di risonanza della stessa, facilita lo scontro dialettico, in senso hegeliano, della donna-padrone e della donna-servo, che raggiunge autonomia coi movimenti femministi ma poi torna ad essere schiava nel suo rapporto con l'uomo, addirittura schiaccia la sua dignità per mantenere una parvenza di potere che ormai è ridotto ad un puro velo che vuole nascondere questa contraddizione.
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"Quando tutti vogliono essere qualcosa l'unica scelta dignitosa è essere nulla." N. Gomez Davila, Escolios |
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#12 (permalink) |
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Utente bannato
Data registrazione: 22-05-2007
Messaggi: 363
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Riferimento: l'italia e la femminilita svenduta
Giusto un paio di osservazioni, spero non risultino eccessivamente paradossali, quanto al mezzo della esibizione (la tv e limitrofi) e l'oggetto della esibizione (la femminilità svenduta).
La esibizione, televisiva o mediatica, delle nudità femminili fa crepare dal sonno persino chi - come me - è sempre stato grandemente attratto dalle donne, e dal loro corpo nella vita di tutti i giorni. La esibizione ripetitiva del corpo non è più deplorevole, ridicola, stucchevole, inelegante o che altro. E' sonnifero puro. Chi monta i palinsesti o scrive gli spot pubblicitari dice che funziona così? Boh, a me sembra una stupidata... quasi che il sistema dei media si sia accartocciato, intestardito a riproporci la solita sbobba, come un vecchio prestigiatore che ripropone sempre lo stesso numero, quello del mazzo d fiori che esce dal cilindro. Tant'è che la tv è in crisi, come prodotto anzitutto. Tra poco non la guardermo più. E morirà, la tv come la conosciamo oggi. Evviva, direi da un lato. Da un altro punto di vista, sarei forse dispiaciuto per coloro che non avranno più da lavorare, una volta seppellita la tivì. Non sono affatto dispiaciuto invece alla idea che - chi ha replicato il modello donne-nude-e-telequiz per anni, forse decenni - venga mandato a casa, quel giorno là. Quanto all'oggetto, che dire? La velina è un pupazzo soporifero. Le sospiranti telefoniste del programma notturno sulla tv privata, sono automi che mettono prima paura, e poi - quando la paura è passata - sonno. Le giornaliste-tv ammiccanti (se esistono ancora) intrigano per 3 minuti, poi viene subito sonno. Le attrici mogli del chirurgo plastico immanicato brillitrilli, o le presentatrici che stanno con l'ex produttore di cavi, non le ho viste più; si vede che dormivo. La bella e il calciatore? me la dormo 10 ore! Non si tratta di discutere dell'avvilimento del genere famminile. Si tratta piuttosto di arginare il problema della sonnolenza, casomai non degenerasse un flatulenza, ove andassero avanti a propinarci ste cose ancora per molto. L'Italia e la femminilità svenduta? Direi meglio: l'Italia dei morti di sonno. |
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