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Vecchio 06-08-2007, 18.04.19   #1 (permalink)
Ospite
 
Data registrazione: 20-10-2006
Messaggi: 29
Le "anomalie" di Eugenio Scalfari

Eugenio Scalfari ha scritto su "Repubblica" di domenica 5 agosto un lungo articolo che, fin dal titolo, rivela approssimazione.
"Ahi Costantin, di quanto mal fu madre" e' citazione dantesca errata, perche' Dante scrisse "matre". In ogni caso la pretesa donazione di Costantino a Papa Silvestro non fu ne' "matre" ne' zia d'alcunche', non essendo mai esistita. Dante non poteva saperlo, ma lo Scalfari dovrebbe esserne informato, essendo stata dimostrata la falsita' del documento che ne conteneva l'immaginario testo da Lorenzo Valla nel 1440.
Chi disapprova l'antico potere temporale dei Papi dovrebbe prendersela, casomai, con il popolo romano dell'alto Medioevo, che riconobbe di fatto i Vescovi della citta' come suoi governanti, con gli imperatori bizantini e i re longobardi, che lasciarono fare, con Pipino d' Heristal e con suo figlio Carlo Magno, che effettivamente stabilirono la sovranita' del Papato su una parte del territorio italiano, con tutte quelle potenze europee che, tra Carlo Magno e Napoleone, avrebbero ben potuto, in molte occasioni, eliminare lo Stato della Chiesa, e non lo fecero; con lo stesso Regno d' Italia, che non pretese mai di esercitare concretamente la propria sovranita' sul complesso urbanistico Vaticano e riconobbe al Pontefice lo status personale di capo di Stato. Per non parlare di tutti gli Stati e delle organizzazioni internazionali che hanno riconosciuto tranquillamente lo SCV. Ahime': difettava a tutti costoro l'illuminato consiglio d' Eugenio Scalfari! Al punto che non si sono preoccupati della felicita' dell'ex direttore di Repubblica, angosciato dalla prospettiva di dover chiudere (il piu' tardi possibile, ovviamente) i suoi giorni in quello che, per la presenza del Vaticano, sarebbe un paese non normale e non compatibile con la democrazia. Si consoli, Dottor Scalfari. Il fatto che molti cittadini siano influenzati da una determinata corrente di pensiero, non e' di per se' fenomeno incompatibile con la democrazia. Anche Lei, in fondo, non fa altro, da una vita, che sforzarsi di persuadere il prossimo delle Sue idee. Se il Papa, per ora, ha piu' successo di Lei, se sono di piu' quelli che riconoscono tesori di saggezza nell'insegnamento della Chiesa rispetto a quanti La scelgono a Mestro, che cosa vuole farci? Quanto all'anomalia dell'Italia, perche'ospita sul suo territorio la Santa Sede, e' un fatto. Ma ci sono, a questo mondo, anomalie sia negative, sia vantaggiose. Anche il nostro ricchissimo patrimonio di beni culturali e', obiettivamente, anomalo: a chi verrebbe in mente di lamentarsene? Ora, veda, Dottor Scalfari, molti italiani (ed anche moltissimi abitanti del resto del mondo) sono persuasi che la presenza della Santa Sede nel nostro paese sia per esso un bene prezioso, anzi un privilegio. La Roma odierna, Dottor Scalfari, e' famosa nel mondo non perche' vi ha sede il giornale da Lei fondato, ma perche' ci sta il Papa.
Saluti.
CESARE SANTUCCI
Cesare Santucci is offline  
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Vecchio 07-08-2007, 23.03.43   #2 (permalink)
Ospite abituale
 
L'avatar di VanLag
 
Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 2,990
Riferimento: Le "anomalie" di Eugenio Scalfari

Citazione:
Originalmente inviato da Cesare Santucci
Eugenio Scalfari ha scritto su "Repubblica" di domenica 5 agosto un lungo articolo che, fin dal titolo, rivela approssimazione.
"Ahi Costantin, di quanto mal fu madre" e' citazione dantesca errata, perche' Dante scrisse "matre". In ogni caso la pretesa donazione di Costantino a Papa Silvestro non fu ne' "matre" ne' zia d'alcunche', non essendo mai esistita. Dante non poteva saperlo, ma lo Scalfari dovrebbe esserne informato, essendo stata dimostrata la falsita' del documento che ne conteneva l'immaginario testo da Lorenzo Valla nel 1440.
Chi disapprova l'antico potere temporale dei Papi dovrebbe prendersela, casomai, con il popolo romano dell'alto Medioevo, che riconobbe di fatto i Vescovi della citta' come suoi governanti, con gli imperatori bizantini e i re longobardi, che lasciarono fare, con Pipino d' Heristal e con suo figlio Carlo Magno, che effettivamente stabilirono la sovranita' del Papato su una parte del territorio italiano, con tutte quelle potenze europee che, tra Carlo Magno e Napoleone, avrebbero ben potuto, in molte occasioni, eliminare lo Stato della Chiesa, e non lo fecero; con lo stesso Regno d' Italia, che non pretese mai di esercitare concretamente la propria sovranita' sul complesso urbanistico Vaticano e riconobbe al Pontefice lo status personale di capo di Stato. Per non parlare di tutti gli Stati e delle organizzazioni internazionali che hanno riconosciuto tranquillamente lo SCV. Ahime': difettava a tutti costoro l'illuminato consiglio d' Eugenio Scalfari! Al punto che non si sono preoccupati della felicita' dell'ex direttore di Repubblica, angosciato dalla prospettiva di dover chiudere (il piu' tardi possibile, ovviamente) i suoi giorni in quello che, per la presenza del Vaticano, sarebbe un paese non normale e non compatibile con la democrazia. Si consoli, Dottor Scalfari. Il fatto che molti cittadini siano influenzati da una determinata corrente di pensiero, non e' di per se' fenomeno incompatibile con la democrazia. Anche Lei, in fondo, non fa altro, da una vita, che sforzarsi di persuadere il prossimo delle Sue idee. Se il Papa, per ora, ha piu' successo di Lei, se sono di piu' quelli che riconoscono tesori di saggezza nell'insegnamento della Chiesa rispetto a quanti La scelgono a Mestro, che cosa vuole farci? Quanto all'anomalia dell'Italia, perche'ospita sul suo territorio la Santa Sede, e' un fatto. Ma ci sono, a questo mondo, anomalie sia negative, sia vantaggiose. Anche il nostro ricchissimo patrimonio di beni culturali e', obiettivamente, anomalo: a chi verrebbe in mente di lamentarsene? Ora, veda, Dottor Scalfari, molti italiani (ed anche moltissimi abitanti del resto del mondo) sono persuasi che la presenza della Santa Sede nel nostro paese sia per esso un bene prezioso, anzi un privilegio. La Roma odierna, Dottor Scalfari, e' famosa nel mondo non perche' vi ha sede il giornale da Lei fondato, ma perche' ci sta il Papa.
Saluti.
CESARE SANTUCCI
Beh a parte Scalfari e Lorenzo Valla, credo sia un bel po’ diversa una filosofia politico e sociale da una religiosa, La filosofia politico sociale dovrebbe solo curarsi della buona funzionalità della società, senza entrare in problemi di ordine morale che, per lo più, possono essere ricondotti alla coscienza del singolo individuo. La religione dovrebbe curarsi di indicare ai credenti la via verso la divinità e ad educare le singole coscienze, di quelle persone che, in contrasto con altre, hanno la fede.

A Cesare ciò che è di Cesare ed a Dio quello che è di Dio, diceva qualcuno.

Purtroppo secoli e millenni di Cesaropapismo e la pretesa dei credenti di essere in possesso della verità rivelata, ci hanno consegnato una società nella quale gli affari di Dio e quelli di Cesare, si sono confusi assai, al punto da fare ritenere ai più che le due cose si sovrappongono.
Il risultato è che viene imposto, a chi non crede, regole e norme proprie della coscienza del credente, come, ad esempio, che uccidere un embrione sia male in quanto in esso è già contenuto lo spirito o l’anima.

Assai più civile sarebbe permettere ai credenti di rispettare il loro credo lasciandoli liberi di non abortire ed ai non credenti di rispettare il loro credo permettendogli di abortire.

Purtroppo chi crede, un virtù del fatto di essere convinto di possedere la verità, ritiene di dover imporre il suo punto di vista a tutti ed ha quindi paura, che il non credente faccia altrettanto, cioè ha paura che il non credente possa costringere un credente, in determinate situazioni, ad abortire. Ma costringere gli altri, contro la loro volontà, su cose personali, per un non credente non ha senso.

Ora, non so esattamente cosa abbia detto Scalari ma vivere in un paese dove la chiesa pretenda di determinare le regole del vivere civile, fa stare male anche me.

__________________


Ma io sono fiero del mio sognare di questo etrno mio incespicare.... fare l'amore, tirare tardi, la fantasia .....

da "Quattro stracci" di Francesco Guccini
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