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Cultura e Società - Problematiche sociali, culture diverse.
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Vecchio 25-05-2003, 21.21.32   #41
deirdre
tra sogno ed estasi...
 
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Data registrazione: 21-06-2002
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Citazione:
Messaggio originale inviato da Attilio
Le vecchie abitudini hanno poca efficacia nel guidare un mondo nuovo.

L'uomo è grande e cresce perchè capace di cambiare.

Parere mio.

Pienamente in accordo con te gemellino, nel cambiamento c'è evoluzione, chiaro, le antiche "teorie" possono essere utili, anzi, lo sono...ma il fossilizzarsi su alcuni schemi, comporta una staticità inutile.




Ciao Blu, si...direi proprio di si....
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Vecchio 03-06-2003, 15.23.36   #42
Paola
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Data registrazione: 19-03-2003
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Ho letto con moltissimo interesse i vostri post.... la famiglia è un tema così delicato...a maggior ragione in questi tempi, in cui è vero, si formano e si sfasciano con apparente facilità. Apparente perchè, come qualcuno ha già notato, sfiderei chiunque a trovare qualcuno che si è divertito o che ha vissuto questa rottura con leggerezza.Forse è vero che ciò che accade con leggerezza sono alcuni errori che si commettono, ma anche in questo senso non penso si possa e si debba giudicare aprioristicamente.
Nonostante la crisi che tutti notiamo, sono convinta che la famiglia sia e resti un'istituzione fondamentale, primariamente per i figli che vi nascono. Crisi di valori, ritmi di vita stressanti e da delirio non facilitano la coppia che ne è la base, ma a prescindere da questi elementi, è anche vero che è tra i due che si deve costituire quella comunione necessaria a sopportare e superare insieme le difficoltà che fanno parte della famiglia da sempre e quelle nuove. Si pensi al ruolo della donna: spesso ci troviamo a fare come i giocolieri del circo, che devono far girare 5 o sei birilli insieme. La donna è moglie, mamma, lavoratrice, amante, amica, figlia....in passasto il fatto di poter/voler non lavorare le lasciava una porzione di tempo ed energie non indifferente, il non avere una vita sociale molto "sganciabile" dal marito, idem. E l'uomo oggi è investito di aspettative altrettanto impegnative. Se non si negoziano e se non si trova un equilibrio, come può la famiglia reggersi in piedi?
Equilibrio e sintonia che non si creano da soli...
Se a questo si aggiunge il fatto di essere "incompiuti", nel senso di non maturi abbastanza per guardarsi con occhio benevolo e critico insieme... Ovviamente nessuno arriva a conoscersi perfettamente ma non è pensabile relazionarsi con qc senza conoscersi quanto basta per sapere quali sono i pregi e talloni d'achille personali...occorre farci i conti per poter accettare quelli altrui....
Io sono convinta, cara Medea, che esista ancora la famiglia...e sono convinta abbia in sé un valore inestimabile per la ricchezza potenziale che rappresenta. Sono tutto fuorchè idealista in questo, anzi mi rendo perfettamente conto di quanto sia ardua impresa riuscire a costruirne una solida, vera, che non sia la prigione e la tomba delle individualità che la compongono. Forse oggi si dà un po' per scontata la sua solidità quando invece più che mai va difesa, ne va alimentato l'amore che la tiene insieme e soprattutto occorre , forse, continuamente ribadirne il senso...è laddove si è perso che nascono i dolori e i conflitti. Costa sacrificio e non sempre si ha la forza e l'energia di continuare a lottare, o forse succede di restare soli in questa fatica, si resta soli a vederci del buono e allora che senso ha continuare a percorrere quella strada che per natura non è solo individuale?!
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Vecchio 03-06-2003, 16.29.28   #43
rodi
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Messaggi: 1,952
La risposta che dò al tuo '...che senso ha...?' e personale.

L'unico motivo che vedo io è portare chi non è autonomo ad essere tale, consentendogli di crescere all'interno di una struttura che gli faciliti questo compito.
Ed è da valutare caso per caso, sia perchè non è detto che tutte le famiglie siano il luogo più idoneo per far questo, sia perchè la scelta è umanamente pesante e nessuno deve essere spinto a farla, se non se la sente.

Quando si tratta di adulti credo sia il caso di andare ognuno per la propria strada, a cercare situazioni più confacenti alle proprie esigenze interiori, sia che si tratti di famiglia costruita da noi che da famiglia di origine.

La famiglia può diventare un ergastolo quando non ci sono i presupposti di dialogo e di scambio tra le parti.

Ripeto è personale il commento.
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Vecchio 03-06-2003, 16.39.10   #44
Paola
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a rodi

sono perfettamente d'accordo con te.
Infatti è un senso soggettivo che va trovato, e anche volendo generalizzare ....impossibile standardizzare quella motivazione intrinsecamente personale che crea il legame.

Mi trovo d'accordo anche sul fatto che non tutte le famiglie sono il luogo ideale per crescere, con tutto ciò che questo termine implica ma occorre anche dire che anche laddove palesemente emerge un disagio tale da portare a definire quella famiglia inidonea, per un figlio niente e nessuno potrà mai sostituirsi in toto ad essa. D'altra parte il legame di sangue è indissolubile e lo dimostra anche l'adozione, per tanti versi....Con questo non sono qui ad affermare che una famiglia in difficoltà e violenta vada cmq difesa, tutt'altro....dico che non si può ignorare il peso del legame che rappresenta per un figlio, violenta o no. Il diritto ad una famiglia e alla propria famiglia è chiaramente sancito, non a caso!
Paola is offline  
Vecchio 05-06-2003, 21.14.36   #45
Mary
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La famiglia un tempo cellula importante ed essenziale per la società che voleva consolidarsi, oggi credo non abbia più alcun senso se non per i politici e i religiosi.
I divorzi e le convivenze aumentano semplicemente perché la famiglia come struttura non funziona più. L'amore dovrebbe essere l'unico collante per due o più persone che intendono camminare insieme. Ma il matrimonio, quasi sempre, uccide ogni sentimento. Si resta insieme per comodità, per non restare soli. per interesse, per necessità, per combattere una guerra. Ed i figli diventano oggetti da plasmare a piacimento, da utilizzare per sentirsi amati, per soddisfare l' ego. Nessuno insegna cosa sia l'amore. Si fa un gran parlare di amore ma quanti ne conoscono il pieno significato?!

Dovremmo imparare ad essere indipendenti e capaci di amare prima di avviare una qualsiasi convivenza. E prima ancora di mettere al mondo dei figli.

L'attuale società ha trasformato gli esseri viventi umani e animali in cose. Usa e getta. E se non lo puoi usare gettalo subito. La famiglia ne è una cellula.

Dovremmo rivedere tutto ed evitare di andare avanti commettendo sempre gli stessi errori. Errori che si perpetuano di generazione in generazione.
"Le colpe dei padri ricadranno sui figli" sta scritto. Un tempo credevo fosse una sciocchezza o una palese ingiustizia. Oggi mi rendo conto che è la verità. Gli errori dei genitori ricadono inevitabilmente sui figli. Una generazione dopo l'altra. Se vogliamo interrompere questa maledizione cerchiamo di vedere la realtà per quella che è.
Ciao
Mary
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Vecchio 06-06-2003, 09.10.01   #46
rodi
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Mi ha fatto piacere leggere il tuo intervento,
Qualcuno deve provare a spezzare quella catena di malessere.
Trovo anch'io fondamentale l'indipendenza personale e la capacità di amare, prima di intraprendere qualcosa con gli altri.
Secondo me è prova di maturità e di coscienza, per non creare rapporti che debbano colmare un vuoto interiore personale.
Altrimenti poi dove si trova la forza per far fronte ad eventuali fallimenti?
Non si trova e a pagarne le conseguenze sono principalmente i figli, che vengon spesso 'usati' dai genitori per colmare i loro bisogni.

E non è un bel bagaglio con cui crescere in maniera autonoma.

rodi is offline  
Vecchio 06-06-2003, 15.55.10   #47
Paola
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educare all'amore

In effetti in un contesto così complesso e articolato, frenetico e spersonalizzato, privatizzato a tal punto che non si riesce nemmeno a guardare negli occhi chi si ha di fronte, risulta davvero un'impresa ardua costruire, nutrire e mantenere viva quel legame di amore che alimenta la motivazione del legame stesso.
A volte credo che si usi impropriamente questa parola, perchè in reatà non si sa cosa significa e non si sa quello che comporta. Amore=perfezione, facilità e semplicità ma, pur non essenso sposata, mi sento dire che non è così. L'amore è un sentimento che attraversa differenti fasi e che ognuno vive in forma molto personale perchè coniugato con gli aspetti tipici e irripetibili del proprio modo unico di essere; amore vuol dire anche sacrificio e solidarietà verso l'altro, vuol dire saper accantonare se stessi per l'altro quando è necessario farlo...accantonare in senso sano non masochistico ovviamente. Una coppia che concepisce un figlio dovrà pui fargli posto nel cuore e nella mente innanzitutto e questo implica rinunciare a una serie di desideri e bisogni personali.
In un contesto chiuso come quello attuale, in cui non si è più una società di individui che si integrano e che inter-agiscono, abbandonare la prospettiva individualistica ed egoistica è davvero difficile, anche perchè il contesto stesso la incita e la alimenta. Allora forse la chiave sta nel recuperare quell'insieme di valori che tengono insieme aspetti che al momento sembrano in conflitto tra di loro (io/tu-gli altri)....forse vi farà sorridere pensare un'educazione all'amore ma è più attuale e urgente che mai pensare un'azione di questo tipo. Addirittura, uno studioso italoamericano anni fa ha organizzato un ciclo di lezioni universitarie, all'interno del corso di Scienze politiche e pedagogia, intitolato "Amore"; erano seminari in cui si dibatteva e ci si confrontava sul significato e sull'esperienze che possiamo definire di amore e tra tutte quelle emerse la famiglia è stata quella che si posta al vertice.
Già il fatto che se ne discuta, che ci si interroghi sul cosa e come fare per recuperare la ricchezza insita in questo nucleo fondamentale, è un buon inizio...certo che dobbiamo interrompere la catena degli errori e delle ipocrisie ma partendo da noi stessi, dai nostri modi porci in relazione. Connotandoli di altro rispetto alla dipendenza e dall'ipocrisia, anche perchè nel momento in cui ci sono dei figli siamo noi a fungere da specchio e modello e non assolveremmo la nostra funzione educativa! Il problema è che è la famiglia stessa, teoricamente, ad essere chiamata all'educazione all'amore....e ce ne sono tante che hanno colto queste carenze e ci lavorano sopra, nel desiderio di essere autenticamente nucleo di amore e affetto per i loro figli....addirittura ci sono le Scuole per Genitori e corsi di preparazione al matrimonio che mirano a far emergere quegli aspetti di criticità superabili solo quando questo sentimento è di qualità ed è VERO.
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Vecchio 06-06-2003, 16.42.33   #48
ancient
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Re: educare all'amore

Citazione:
Messaggio originale inviato da Paola
...addirittura ci sono le Scuole per Genitori e corsi di preparazione al matrimonio che mirano a far emergere quegli aspetti di criticità superabili solo quando questo sentimento è di qualità ed è VERO.

c'è una cosa che mi lascia perplesso: si può insegnare ad amare? o è come un diapason che entra in risonanza con un altro che vibra alla stessa frequenza, così, spontaneamente?
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Vecchio 06-06-2003, 16.57.01   #49
rodi
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Secondo me: no.
Si può cercare un miglior approccio di tipo psicologico, fornire una metodologia per affrontare i problemi, tutto quello che vogliamo.
Ma credo che nel momento stesso in cui un impulso di amore viene in qualche modo incanalato in un metodo gli si toglie qualcosa di basilare.

Si può forse aiutare a manifestare l'amore già esistente e renderlo più comprensibile agli altri, farlo emergere nella maniera più profiqua, etc.

Ma crearlo in un corso proprio no.

Sono anche io io dell'idea che, spesso in queste realtà, ciò che realmente avviene è un fenomeno di 'risonanza dei bisogni reciproci'.
Discente- discepolo.

E mi brontola lo stomaco...


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Vecchio 06-06-2003, 17.26.02   #50
ancient
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Citazione:
Messaggio originale inviato da rodi
Sono anche io io dell'idea che, spesso in queste realtà, ciò che realmente avviene è un fenomeno di 'risonanza dei bisogni reciproci'.
Discente- discepolo.

E mi brontola lo stomaco...



veramente non mi riferivo a quel tipo di risonanza, ma ad una sorta di positivo contagio prodotto da un amore spontaneo, non "costruito"...
come quando un tuo sorriso ne suscita un altro, come un'eco, su un viso fino allora chiuso nei suoi pensieri...
ancient is offline  

 



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