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Cultura e Società - Problematiche sociali, culture diverse.
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Vecchio 07-12-2007, 18.19.03   #21
Mary
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Citazione:
Originalmente inviato da miano
Hai ragione secondo me. Qualsiasi cosa facciamo è per stare meglio. Qualsiasi persona o animale o pianta si comporta così. E' inevitabile e facente parte delle regole della natura.
Il discorso allora mi porta in questa direzione:
Se penso di far parte di un organismo molto più grande di me e di esserne solo una piccola cellula allora la felicità dell'organismo sarà anche la mia. Esempio: se la società(organismo) in cui vivo(cellula) è sana allora mi porta grande felicità, perchè so di farne parte e che "riguarda" anche me. Altro esempio: se una persona(cellula) sta male, la mia felicità nel migliorare le sue condizioni è la felicità anche di tutto l'organismo.
Se invece penso di essere tutto l'organismo e che quello che c'è fuori non mi riguarda più di tanto...beh...allora della felicità di un altra cellula non me ne può fregare di meno.
Siamo tutti egoisti, solo che alcuni il proprio egoismo lo mettono a disposizione dell'organismo di cui fanno parte ed altri se lo tengono tutto per se.
ciao

Condivido pienamente e ti dico anche che io lo metto in pratica.

Aiutare gli altri (anche senza alcun sacrificio o martirio) comporta una immensa ricchezza per se stessi.

Esperienza mi insegna che coloro che stanno male dentro se stessi portano fuori la loro parte negativa e la "scaricano" sugli altri in modo estremamente naturale. Forse neppure se ne rendono conto.
Intanto chi riceve quel male, sta...... male. Resta amareggiato, avvilito, si sente offeso e se non trova qualcuno che allevi il suo malessere facilmente lo riverserà su altri, e altri su altri.

Giusto ieri mi è tornato in mente un episodio di alcuni decenni fa quando un tale mi aggredì verbalmente senza alcuna ragione: IO NON HO DIMENTICATO

A quel tempo era una piccola cosa timida e spaurita, incapace di qualsiasi autodifesa o reazione. Non ho dimenticato. Sono passati decenni.
Non ho rancore ma ancora il mio cervello possiede quel ricordo, ormai indelebile.

Così avviene per tutti, il male non si dimentica tanto facilmente.

Se tutti fossimo consapevoli di questo il mondo sarebbe diverso.

Immaginiamoci di entrare in un castello e che dalle nostre tasche fuoriescano petali di rose ed essenze profumate, anche quando saremo usciti resterà qualcosa di noi ancora per molto.
Pensiamo ora di spargere letame e vermi schifosi, resteranno anche dopo che ce ne siamo andati e a lungo troppo a lungo.

"chi semina vento raccoglie tempesta" diceva un vecchio proverbio.

E prima o poi ci torna indietro qualsiasi cosa abbiamo seminato, e se non in questa vita nelle prossime.
Mary is offline  
Vecchio 08-12-2007, 21.03.30   #22
veraluce
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Citazione:
Da kraMer:
Non volevo fare polemica ed effettivamente la mia considerazione pare un pò acida e me ne scuso. Non intendevo attaccarti.
Io comprendo la tua posizione ed è vera.
Semplicemente secondo me, nella tua considerazione, snaturi l'uomo. Mi spiego meglio.
Tu vedi l'amicizia e l'amore come essenzialità dell'uomo considerato come essere solamente razionale.
Se siamo d'accordo con la definizione di uomo come animale-razionale allora la tua considerazione vale per l'amicizia che può esserci fra due ipotetiche menti razionali sovrannaturali (Dei?) e non due uomini (considerati come animali e contemporaneamente come razionali), che, in quanto tali, posseggono anche una parte animale, istintiva, di autoconservazione egoistica e naturale detta interesse.
Non trovi?

Ciao kraMer!
Lo avevo immaginato che il tuo non era un attacco nei miei confronti, anch'io talvolta sono irruenta e mi esprimo in modo equivocabile
Penso che mi hai compreso benissimo... probabile che il mio cammino "spirituale" (se così posso dire...) personale mi faccia concepire l'uomo nel modo in cui ti avevo espresso... perché anche per me stessa cerco di essere coerente con ciò e alla fine, chissà, osservando tutto con i miei occhi vedo tutto così... tuttavia sarei ottusa se non ammettessi che è una cosa ardua...
ovvero io ho fiducia nelle potenzialità dell'essere umano (e questo l'avrai capito), ma sicuramente senza una certa "base" (ad esempio il credere nell'Amore, o cose simili ) l'uomo resta accalappiato nella sua sfera "animale"... quindi in questo senso la tua logica non fa una piega
e ti do pienamente ragione!

Pace a tutti!
veraluce is offline  
Vecchio 21-12-2007, 16.20.09   #23
espert37
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Amicizia,argomento molto interessante, per questo motivo, ho voluto leggere,molto attentamente e riflettere con calma su tutti gli interventi,e con grande piacere ho notato che la maggior parte ha colto nel segno,e come fine non si scostano molto de quelle "riflessioni di vita saggia in amore e felicità" che ho scritto poco tempo fa' sempre su questo blog di Riflessioni.
L'amicizia è un sentimento alimentato dall'amore e senz'altro anche sull'egoismo, se vogliamo chiamiamolo pure egoismo buono.
Io ho tanti amici e sento il BISOGNO di darmi con amore a loro, di far loro del bene perchè lì è la fonte della mia felicità. Ma a far del bene ad un amico è facile essendoci dell'affetto,perciò la felicità che ne ricevo è ralativa.Se avessi una mente più aperta,più capace, riuscirei a far del bene anche ad un non amico,qiundi,in base alla legge della relatività,la felicità che ne otterrei sarebbe molto maggiore.

(Gesù ha dato tutta la sua vita per salvare anche coloro che lo stavano uccidendo) Credete che qualcun'altro abbia provato maggior felicità di Lui?

Saluti e buone feste a tutti espert37
espert37 is offline  
Vecchio 21-12-2007, 20.46.08   #24
Mary
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Citazione:
Originalmente inviato da espert37
Amicizia,argomento molto interessante, per questo motivo, ho voluto leggere,molto attentamente e riflettere con calma su tutti gli interventi,e con grande piacere ho notato che la maggior parte ha colto nel segno,e come fine non si scostano molto de quelle "riflessioni di vita saggia in amore e felicità" che ho scritto poco tempo fa' sempre su questo blog di Riflessioni.
L'amicizia è un sentimento alimentato dall'amore e senz'altro anche sull'egoismo, se vogliamo chiamiamolo pure egoismo buono.
Io ho tanti amici e sento il BISOGNO di darmi con amore a loro, di far loro del bene perchè lì è la fonte della mia felicità. Ma a far del bene ad un amico è facile essendoci dell'affetto,perciò la felicità che ne ricevo è ralativa.Se avessi una mente più aperta,più capace, riuscirei a far del bene anche ad un non amico,qiundi,in base alla legge della relatività,la felicità che ne otterrei sarebbe molto maggiore.

(Gesù ha dato tutta la sua vita per salvare anche coloro che lo stavano uccidendo) Credete che qualcun'altro abbia provato maggior felicità di Lui?

Saluti e buone feste a tutti espert37

Per amare lo sconosciuto devi prima essere capace di amare il conosciuto.

Come partire dalle fondamenta per costruire i vari piani di un palazzo.

L'amicizia è il terreno più fertile per far crescere l'amore.

Ovviamente parliamo di semi d'amore non modificati geneticamente.

Quando hai acceso il fuoco allora puoi metterci anche un ciocco fradicio e farlo bruciare ugualmente.

Il dono di sé agli altri deve avvenire nella più completa libertà, quando le religioni ci impono di essere buoni stanno costruendo barricate per impedirci di amare.

Se vuoi che una persona provi disgusto per quel che gli piace basta obbligarla a provare quel piacere.

L'amicizia è come un prato fiorito che ti inebria di colori e profumi, l'amore verso lo sconosciuto è come una stella alpina che spunta su di una roccia tra la neve.

Ricambio il saluto e gli auguri.
Mary is offline  
Vecchio 22-12-2007, 10.55.54   #25
espert37
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Data registrazione: 05-12-2007
Messaggi: 498
Riferimento: De Amicitia

Carissima Mary,

Citazione:Il dono di sé agli altri deve avvenire nella più completa libertà, quando le religioni ci impono di essere buoni stanno costruendo barricate per impedirci di amare.

Se vuoi che una persona provi disgusto per quel che gli piace basta obbligarla.

Ho l'impressione che probabilmente si faccia confusione tra religione e chiesa.
Una chiesa mi può eventualmente imporre di essere buono per guadagnarmi il paradiso.Ma la religione,(la tradizione) non mi impone nulla, mi fa capire,mi fa maturare,fa entrare dentro di me il bisogno ragionato di essere buono con il mio prossimo, per provare (egoisticamente) quella felicità che è la mia meta. La chiesa è quella istituzione che si è addossata il lodevole compito di farci conoscere queste tradizioni, ma purtroppo lo ha fatto in modo non troppo ortodosso,in oltre ci è mancata per oltre cinque secoli.Auspicherei in essa una riforma RADICALE per una maggior efficenza.Penso che se GIUSTA,non esista uno strumento più grande e ben radicato della chiesa cattolica romana.
Spero di essere riuscito a farmi capire Tanti Auguri di buone feste.Espert37
espert37 is offline  

 



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