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#1 (permalink) |
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Ospite
Data registrazione: 26-01-2008
Messaggi: 29
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crisi discografia
Il 24 gennaio 2008 il pubblico ministero Paolo Giorgio Ferri chiede e ottiene l'archiviazione, da parte del giudice Carla Santese, di un inchiesat riguardante lo scambio di file mediante internet, il cosiddetto "peer to peer", per i meno profani il P2P. Ferri così giustifica la sua richiesta:
<<In assenza di una legislazione che crei una fattispecie ad hoc, non appare possibile dare rilevanza in questa sede ad un fenomeno assai diffuso, di difficile criminalizzazione ed avente accertamenti quasi impossibili in termini di raccolta della prova>>. Siamo in Italia, ovvio che le Majors non baderanno troppo a questa isolata decisione giudiziare contro corrente, ma mi piace pensarla come un bella rivincita contro queste famose "cinque sorelle": EMI, Warner, Universal, BMG e la Sony. Queste simpatiche etichette musicali fanno di tutto per contrastare il fenomeno del P2P, dalla creazione di Overpeer della LoudEye (ormai dismesso perché diventato semplice da bypassare), all'accanimento contro determinate piattaforme come Napster (in primis), Grokster, Kazaa, ecc... Come se non bastasse, hanno fatto lievitare il prezzo dei CD e DVD vergini, come se questo potesse fermare coloro che non hanno intenzione di pagare 20 euro per un album musicale originali, e come se tutte gli acquistatori di cd e dvd scarichino musica, film, giochi o quant'altro mediante il p2p. Robba da non credere! Le majors sono "potenti, ricche, grandi", ma sono anche stupide, così stupide da non riuscire a carpire il vero motivo della crisi discografica. I giovani (specialmente) stanno smettendo di comprare cd originali, perché sono stufi di dover pagare mediamente 15 euro per avere in mano cosa?? 2 o 3 pezzi belli, mentre magari gli altri 12-15 vanno dritti dritti nel dimenticatoio. Tuttalpiù che molte band autoproducendo un proprio album vanno a spendere mediamente sui 2,5 euro per album. Traslando i costi in scala maggiore e con un soggetto ben diverso da una sconosciuta band, i guadagni sarebbero comunque sorprendenti se le case discografiche abbassassero i prezzi riguardanti la vendita al dettaglio del 50%. L'azione del pubblico ministero Giorgio Ferri e del giudice Carla Santese sono una goccia in una palude in cui il mondo della musica difficilmente ne uscirà fuori, ma anche cosinderato ciò, lo ritendo un gesto di grande lungimiranza e intelligenza. Amanti della musica 1 - Majors 0. |
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#2 (permalink) |
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Ospite
Data registrazione: 26-01-2008
Messaggi: 29
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Riferimento: crisi discografia
Sull'onda di SpiralFrog ora arrivera' anche Qtrax, l'ennesimo tentativo delle case discografiche di arginare il fenomeno P2P. Questo software scaricabile gratuitamente, spero, permette di poter usufruire gratuitamente di brani musicali, solamente di bran musicali, scaricandoli sul proprio computer. Questo e' possibile attraverso la pubblicita', strumento usato in maniera snaturata anche da molti mass media, basti pensare a mediaset.
Questo sistema, come ovviamente si puo' capire, tagliera' fuori tutti quei gruppi minori che non godono dei benefici derivanti dall'essere famosi. Povera musica! |
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#3 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 02-04-2002
Messaggi: 2,627
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Riferimento: crisi discografia
Non si saziano mai, non gli bastano mai: i soldi, ovviamente.
Più ne hanno più ne hanno bisogno, di denaro intendo. La verità è che la creatività, la bellezza è andata a farsi benedire da un bel po'. Condividere la musica è molto bello, e se invece dei 20 euro le case discografiche facessero pagare pochi centesimi per scaricare tutta la musica che si vuole ne guadagnerebbero tutti. Le cose belle andrebbero avanti da sole, si vedrebbe da subito quel che piace e quello che non piace, senza passare dalla censura o decisione di tizio o caio. Si potrebbe fare più musica e con la spinta a farla sempre meglio, avendo un guadagno sicuro con meno spese per la distribuzione. Ovviamente se uno vuole un cd se lo compra a 20 euro.
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mery |
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