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| Cultura e Società Problematiche sociali, culture diverse. Sezione in modalità solo lettura |
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#1 (permalink) |
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Nuovo ospite
Data registrazione: 12-03-2008
Messaggi: 6
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religione nel tribunale
Accade nella laicissima Francia:
un francese di religione musulmana scopre la prima notte di nozze che la moglie non è più vergine. Il mattino dopo si reca in tribunale per richiedere l'annullamento del matromonio e il giudice gli da ragione. Ora infuria la polemica tanto che pure il presidente Sarkozy è intervenuto dicendo che si deve modificare la legge. Movimenti femministi, politici, media e organizzazioni per i diritti civili insorgono sostenendo che è inammissibile che motivi religiosi possano venire usati per ripudiare una moglie. Che una Legge posa venire usata per abbassare lo status della donna. Come immediato effetto ora si teme un acuirsi, tra le donne musulmane, del ricorso alla chirurgia per "ripristinare" lo stato di verginità. E così ecco che pure in Francia c'è chi scrive al Presidente esprimendo vergogna: Elisabeth Badinter, a philosopher and pioneer of women’s legal rights, said that she felt shame for the French justice system. http://www.timesonline.co.uk/tol/new...cle4034908.ece Com'è possibile che questo succeda?
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La gente pensa che le brune siano più serie ed intelligenti.Così mi sono tinta di biondo! |
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#2 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 23-02-2008
Messaggi: 286
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Riferimento: religione nel tribunale
Ci sarebbe un'ipotsi suggestiva: pensa se questo matrimonio era stato organizzato dalle famiglie contro la volontà dei due sposi, che non si amavano e anzi non ne volevano sapere di sposarsi.
Così facendo hanno trovato un espediente imbattibile per fare di testa loro! Io trovo queste "tradizioni" molto folkloristiche. Sarebbe bastato farsi un taglietto al dito, o preparare un po' di sangue animale, per inzuppare un lenzuolo e soddisfare tradizione, onore, dignità e parentela. Strano poi che in un epoca di "relativismo" in cui c'è sicuramente una maggiore propensione a "capire" e giustificare, o quantomeno a non interferire con le atre culture, si additino certi comportamenti. Secondo me comunque vale la legge del paese in cui si abita e non la religione che uno professa. Se il giudice francese hadato ragione al marito imbrogliato, si vede che la legge francese lo prevedeva |
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#3 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 27-06-2007
Messaggi: 297
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Verginità e menzogne.
Caro Che Tensione,
riferisci: "Movimenti femministi, politici, media e organizzazioni per i diritti civili insorgono sostenendo che è inammissibile che motivi religiosi possano venire usati per ripudiare una moglie.”. Non mi pare che lo stato di verginità abbia più a fare con la religione d’un dio, che con la morale umana o con la buona fede degli sposi: qualunque sia l’opinione circa la verginità, che possiamo ciascuno avere, è difficile negare che, se alcuna donna afferma essere vergine e mente, non è cosa lieve ch’ella abbia mentito circa sé stessa a colui, col quale vorrebbe perpetuamente convivere; dunque mi pare che il marito non abbia torto a lamentarsene, se non per la verginità in sé, al meno per l’offesa della sua buona fede. D’altronde, è opinione comune dei giurisperiti che, quando una parte menta su cose stimate dall’altra parte essenziali, per la stipulazione d’un qualsivoglia negozio giuridico, questo possa essere dichiarato irrito e nullo per colpa del mentitore: si potrà lamentare che per alcun uomo la verginità della sposa sia cosa grave, ma, se pur fosse stimata cosa lieve, sarebbe pur sempre cosa grave il mentire circa sé stessi, carpendo l’altrui buona fede. Ciò vale quale che sia il dio che veneriamo ed anche se non ne veneriamo alcuno, perché essere in buona fede e non mentire sono, a ben considerare, tra i fondamenti del vivere civile. Anakreon. |
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