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Cultura e Società - Problematiche sociali, culture diverse.
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Vecchio 17-05-2004, 10.47.47   #81
visechi
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Citazione:
Ma sull'Islam occorre por fine ad alcuni luoghi comuni, che nel loro voler essere espressione di buon senso, dimenticano che il senso comune si applica, per sostanziale definizione, solo a ciò che cade dentro la nostra esperienza consueta e quotidiana.
Questo concetto l’ho quotato solo per un motivo: mi è piaciuto, non riesco però a capire bene se riesco pure a condividerlo o meno, dovrei rifletterci su.

Citazione:
Perchè, se diamo per acquisita la prima tesi (ed è del tutto da dimostrarsi che lo sia)
questo, invece, l’ho trascritto solo per affermare che la storia, quella nota, afferma che sia così. Ora mi dirai che la storia è una costruzione soggettiva, ma non essendo io uno storico, essendo quindi impossibilitato a comporla per conto mio attraverso studi di documenti originali, in assenza di questa possibilità non posso far altro che confidare nella storia a me, e un po’ a tutti, nota… mi dicono che di solito ci si comporta così.

Citazione:
Ma quando parliamo di cultura araba, noi non parliamo di islam.
Credo che in parte tu abbia ragione, nel senso che non tutta la cultura araba può essere fatta coincidere ‘sict et simpliciter’ (anch’io qualche volta mi cimento in citazioni latine, senza peraltro sapere mai se la citazione è corretta) con la cultura islamica. Ma mi darai atto che è noto che l’Islam ha rappresentato per il mondo arabo e per i popoli a questo riconducibili un importantissimo collante e una ragione di crescita sociale, culturale e politica che non può essere sottovalutata. Non potrai che convenire con me se ora affermassi che rappresentare il coagulo e la ragione di amalgama di un qualche evento o movimento culturale o spirituale sia di per sé una ragione sufficiente per valutare sotto un’ottica meno restrittiva questo strano, inquietante ed esaltante al tempo stesso movimento culturale, religioso, spirituale e sociale. E’ noto, perché così raccontano i testi di storia, testi seri e non orientati politicamente (sarei in grado di ricopiarne ampi stralci, ma ti scongiuro di evitarmi questa fatica), che nella Spagna in cui l’Islam s’installò a seguito di una cruenta conquista, le tre religioni monoteistiche convivevano in assoluta armonia e le lettere e la cultura prosperava, mentre nella restante parte della Spagna e dell’Europa intera regnava il più ottuso oscurantismo medievale… ma questa è un’altra storia e convengo con te che poco vale rivangare la storia trita e ritrita di secoli e secoli fa, ma se non altro da queste considerazioni storiche emerge che la pulsione alla morte, Thanatos, non è parte fondante dell’Islam, o perlomeno lo è nella stessa misura in cui potrebbe apparire per il Cristianesimo se solo si volessero leggere alcuni libri del Vecchio Testamento in maniera disattenta… si potrebbe dunque affermare che la cultura occidentale, fondata in primo luogo sul cristianesimo, sia anch’essa permeata del medesimo sentimento volto ad esaltare la morte? No! Io questa idiozia non l’affermerò mai, spero che nessuno si sogni, dunque, di affermare l’altra.

Citazione:
Oggi, dopo il II Concilio Vaticano, noi non possiamo più parlare di "integralismo" in ambito cattolico e cristiano in genere, a pena di essere tacciati di ignoranza.
Ma tu ritieni possibile, in ambito musulmano, qualcosa di simile alla Riforma ?
Ritieni che un Concilio possa costituirsi in quell'ambito culturale ?
Qui poni dei quesiti a cui io, poco incline ad occuparmi dei fatti della Chiesa, ben difficilmente saprei fornire una risposta seria e concreta… semplicemente non lo so, anche se rilevo che il sufismo, noto anche come la “Via del Cuore” o la “Via del puro”, mistico cammino dell'Islam, non indugia sul concetto di sharia, privilegiando, viceversa, quella dell’incontro fra fedeli e di riconoscimento spirituale….. come vedi non sempre le cose sono così come noi vorremmo che siano. Per quanto attiene al Concilio Vaticano II° posso solo ricordare di aver letto l’intervento dissacratore di qualche amico del forum… ancora una volta ciò che comunemente è portato come esempio di lungimiranza, da qualcuno è visto come evento su cui lanciare anatemi e ‘scomuniche’…. La storia è una strana bestia che ben difficilmente si fa imbrigliare dai nostri desiderata.


Citazione:
L'Uebermensch niciano è quanto di più lontano dal supereroe si possa immaginare: il noto verso di Brecht "fortunata la terra che non ha bisogno di eroi" è quanto di più prossimo al pensiero di Nietzsche si possa immaginare.
E siamo ora al ‘Superuomo’ di N., anzi, all’Ultrauomo’, se non ricordo male. Nel passato dedicai io un intero thread a questo fine pensatore, le cose non andarono nel modo migliore, la discussione trascese, anche molto per colpa mia. Il tema è affascinante e piuttosto complesso, io ho un mio personalissimo concetto che mi fa ritenere che N. semplicemente sbagliasse e che, inconsciamente, fosse un po’ l’alimento principale di una cultura estremamente pericolosa, ma su questo tema non voglio e non posso dilungarmi oltre, non c’è spazio sufficiente… se ritrovo il thread in argomento te lo quoterò, ma sappi che in questa snervante attività saono piuttosto maldestro.

Citazione:
Ma altrettando idiota è l'antitesi proposta dalle opposizioni, unite alle maggioranze nel più essenziale degli aspetti: l'essere cioè più stupide dei cittadini di cui si fanno voce.
Intendo la persuasione della caccia al petrolio, secondo il più stantio dei copioni analitici del marxismo, per cui la politica sia leggibile scientificamente nella dialettica dell'economia.
Personalmente ritengo che il mondo occidentale vi sia finito dentro per quella razionalità intrinseca alla realtà che supera le ragioni per cui ci disponiamo ad agire, e che attendono in realtà il tempo in cui saranno chiarite ed il senso per cui lo saranno.

Ottimo concetto che in parte condivido. Già in altra occasione, proprio nel corso di una discussione con te, ebbi modo di affermare che a parer mio la cornucopia petrolifera sia stata una delle concause che hanno determinato la conflagrazione che tiene occupate le attuali cronache del mondo. Fu una concausa, come lo fu l’odio genetico che la famiglia Bush nutriva nei confronti del dittatore iracheno. Ma entrambe non furono né le uniche cause, né tantomeno le più importanti. Se osservi una cartina politica geografica della zona che direttamente o indirettamente è interessata alle vicende belliche, balza immediatamente agli occhi e alla ragione che incuneare un governo forte, solo perché sostenuto dalla soperchiante pre-potenza delle armi yankee e di sua maestà britannica, in quell’area geografica rappresenta una leccorniosa occasione per spezzare ed inibire, chissà per quanto tempo, l’eventualità che in quelle aeree, scomparso e sconfitto definitivamente l’unico vero avversario del vicino Iran degno di considerazione (guarda caso la stessa considerazione che per diversi anni le amministrazioni yankee gli accordarono), una pericolosissima alleanza fra mondo sciita, fondamentalista ed integralista in chiave antioccidentale e, ancor peggio, antisraeliana. Forse le cause sono ancor di più, ma questa mi pare sia la più razionale, la più semplice (non semplicistica), la più coerente con l’atteggiamento tenuto dal Libertador yankee nelle lande più prossime alla sua opulenta terra nel corso di ben due secoli (XXIX° e XX°)... ancora storia, schifosissima e bellissima storia.
In chiusura esprimi un concetto già espresso in altra occasione: la storia non la si giudica in fieri, ma solo a conclusione degli eventi che l’hanno determinata. Anche in questo caso, per esplicitare il mio pensiero in merito, non posso far altro che rimandarti ad una rilettura di una nostra vecchia discussione… ma chi se la ricorda?
Ciao
visechi is offline  
Vecchio 17-05-2004, 11.07.40   #82
bomber
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come mai alcuni chiamano la guerra di religinoe qui in iraq mentre cio non è successo quando erono in Vietnam ??
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Vecchio 17-05-2004, 12.03.55   #83
alexmexxomalex
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informazione

Ma come si fa a sotenere ancora la tesi del comlotto americansionista??? la denucia delle torture dimostra proprio che non esiste nella compagine istituzionale americana (come di qualsiasi altra democrazia checked and balanced) quella compattezza solfurea che le si vuole attribuire! Un complesso burocratico non è mai tutto tutto cattivo o tutto tutto buono, esistono poteri e contropoteri.
sapete come è venut fuori la faccenda? 1 dal rapporto della croce rossa internazionale 2 dal rapporto di un ufficiale americano adetto all'ispezione carceraria!! Non credo che esista un'eminenza grigua su cui gravi l'intera gestione della crisi irachena , piuttosto ne esitono moltissime che spesso si ignorano pure a vicenda.
Purtroppo (per gli iracheni prima di tutto) le foto e un'informazione tendenziosa tipo al jazeera rinfocoleranno ulteriormente i consensi alla gurriglia
alexmexxomalex is offline  
Vecchio 17-05-2004, 12.40.43   #84
r.rubin
può anche essere...
 
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hai ragione alex, sicuramente scontri e incontri si ritrovano anche tra le parti che compongono lo stato americano, non dico di no senz'altro; la questione poi è sorta come dici tu dal rapporto della CRI.
però vedi una sfumatura: le foto sono state consegnate ai responsabili statunitensi come prova fondante le accuse dirette alle loro milizie, ma il via libera alla distribuzione internazionale di quelle foto (che sicuramente producono un impatto emotivo molto maggiore di quanto lo produrrebbe un articolo di giornale) è stato dato dalle istituzioni americane (così è, almeno se quanto ho letto sul giornale non è falso...).
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Vecchio 17-05-2004, 12.48.11   #85
r.rubin
può anche essere...
 
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Re: informazione

Citazione:
Messaggio originale inviato da r.rubin
ma il via libera alla distribuzione internazionale di quelle foto (che sicuramente producono un impatto emotivo molto maggiore di quanto lo produrrebbe un articolo di giornale) è stato dato dalle istituzioni americane (così è, almeno se quanto ho letto sul giornale non è falso...).

istituzioni americane, specifico, dal Pentagono.
r.rubin is offline  
Vecchio 17-05-2004, 13.36.14   #86
dawoR(k)
Utente bannato
 
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Ma come ?

Davvero siamo in guerra ?

"Certi vostri discorsi mi suonano strano; penso: - ma forse non vi rendete conto che è guerra? Ma secondo voi in guerra devi chiedere "perpiacere" prima di sparare a qualcuno? - ma non oso dirlo."

M'avevano detto
che si trattava
di una missione di pace
ed io ci avevo quasi creduto...

Allora siamo in querra ?
proprio come 50 anni fa ?
"frateeeelli d'itaaalia
l'itaaalia s'è deeesta...
dell'eeeelmoooo..."
e stavolta magari si vince ?
speriamo di sì,va...
l'irak è nostro !
o irak o morte !!!
ta-taaaaa...

<<<w.>>>

...però il berlusca
avrebbe dovuto dircelo ...magari
con un bel proclama
dal balcone di piazza venezia
alla folla festante
dawoR(k) is offline  
Vecchio 17-05-2004, 13.45.24   #87
alexmexxomalex
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io invece so che si deve all'invenzione della macchina fotografica digitale e dalla diffusione istantanea delle sue immagini via e-mail e internet se lo scandalo è venuto alla luce e si deve all'economia computerizzata di mercato se queste immagini sono state vendute per somme ingenti: in un singolo caso è stato raggiunto il prezzo di 125mila dollari. Sicuri non solo del'impunità, ma anche orgogliosi del dovere compiuto, i torturatori di Abu Ghraib le hanno poste in vendita a partire dallo scorso gennaio e quando i loro superiori se ne sono resi conto era ormai troppo tardi.

Ora al pentagono si parla di damages control , tanto è vero che il Pentagono sta pensando di diffonderle in proprio, per il momento ai soli senatori usa. Non per nulla si accunaso, gli operatori dell'informazione negli Stati Uniti di essere venuti meno alla loro deontologia professionale per più di sette mesi perché le notizie, non le voci, sulle torture in tutti i centri di detenzione iracheni hanno incominciato a circolare, con allegate testimonianze delle vittime e denunce delle organizzazioni per i diritti umani, sin dal settembre dello scorso anno. Erano tutti embedded questi giornalisti, anche fuori dai campi di battaglia, e solo ora alcuni di essi ammettono di aver taciuto per il timore di essere tacciati di antipatriottismo.

Lo stesso Bush si è lamentato sul times di essere venuto a sapere delle foto -almeno cosi' dice lui- solo dai media. La confusione è gande al pentagono visto che l'unica strategia di damage control adottata è quella del cover your ass (del coprirsi il culo) con l'utilizzo dei ragazzini torturatori come capri espiatori dell'intera vicenda, anzichè far cadere chi doveva controllare e non ha controllato a suo tempo.

E' troppo audace dedurre dalla faccenda che la stamba americana funziona molto bene a differenza delle pericolose falle nell'amministrazione bush?

ke dici?
alexmexxomalex is offline  
Vecchio 17-05-2004, 14.15.06   #88
leibnicht
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Ancora sull'islam

Rispondo in estrema sintesi, perchè mi trovo coi tempi stretti.
La storia della Spagna, al tempo che tu citi, non fu affatto improntata all'armoniosa e incruenta convivenza delle tre grandi religioni.
Fino circa al 1000, la Spagna fu pressochè interamente colonizzata dagli arabi, in forza dei principi islamici (islam, letteralmente, significa "sottomissione").
Nei quattro secoli seguenti si svolse la cosiddetta "reconquista", un brulicante pullulare di eccidi, guerre e massacri che condusse, lentamente, alla progressiva espulsione dei califfi ed alla riunificazione dello stato.
Quando l'opera fu compiuta, fu il turno degli ebrei, a loro volta massacrati ed espulsi, con un novero di morti e di distruzioni in confronto al quale lo stesso nazismo e stalinismo appaiono come dei pallidi epigoni.
I libri che citi, nell'antico testamento, sono probabilmente quelli che, come sai, sono assolutamente comuni alle tre scritture delle tre grandi religioni.
Come sai, infatti, anche il ceppo musulmano si stacca dall'unica teologia monoteista.
Non vi è dubbio alcuno, a mio parere, che una stessa radice mortifera e sanguinaria caratterizzi l'imprinting di tutte e tre le ideologie.
Compreso il cristianesimo che, infatti, prima della riforma e, in misura minore anche dopo, dette esempi drammatici dell'oscurantismo che lo impronta.
Ma, e questo è il punto, in europa il germe si scontrò con i cospicui anticorpi di un sentire diverso, di una cultura che non semplicemente recepì e raccolse l'eredità classica, ma vi trovò il proprio naturale rispecchiamento, riconoscendovisi.
Il concilio vaticano secondo rappresenta solo il punto finale di arrivo di un percorso culturale e storico avviato già nel tardo medio evo.
Già Agostino distinse con passione la civitas dei peregrinans dalla città dell'uomo: gettando il seme della distinzione tra la politica, intesa come agire dell'uomo nella società in vista dei fini di questa, e la religione, intesa come agire dell'uomo nella società in vista della propria crescita interiore e del proprio farsi testimone di fini trascendenti il contesto sociale.
I secoli seguenti furono sempre pervasi, in europa, dalla dialettica storica stato-chiesa, interpretata in forme via via diverse.
Che nel grande alveo dell'islam alberghino anche tensioni diverse è fuori di discussione.
Ma esse, purtroppo, non caratterizzarono mai l'agire sociale e politico dei (e nei) paesi islamici.
Allo stesso modo, come sai, esistono in ambito cattolico correnti "tradizionaliste" di impronta preconciliare, ma esse non improntano per nulla la politica sociale della chiesa.
A te.
leibnicht is offline  
Vecchio 17-05-2004, 16.06.03   #89
visechi
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Ciao, ho apprezzato molto il tuo ultimo intervento che però mi costringe a quotare alcuni cenni storici recuperati da Internet tramite un semplicissima ricerca effettuata con il motore di ricerca Google. Te l’ho detto che sono estremamente pigro e copiare lunghi commenti tratti da parecchie riviste o testi storici, privi di alcun orientamento politico (te lo assicuro), è un’attività che non mi si confà, per cui solo tre semplici copia/incolla tratti da Internet, ti assicuro che ho preso i primi tre che ho trovato, ho avuto solo cura di evidenziare i passaggi più significativi:

1.
Cenni Storici:
La Spagna fu conquistata all'Islam da Tareq, luogotenente del governatore del Maghreb, Musa, il quale era stato incaricato dal Califfo al-Walid, della famiglia degli Omayyadi, di fare una ricognizione nel territorio al di la' dello stretto. L'audace Tareq attraverso' lo stretto nel luglio del 710 con alcune navi, a bordo delle quali si trovavano 400 cavalieri e 400 fanti. La Spagna versava in condizioni catastrofiche, a causa delle violenti lotte religiose e a causa della profonda crisi economica che la travagliava. Tareq ebbe ragione in poco tempo degli eserciti avversari e con una sola battaglia, in poco meno di un anno, riusci' a conquistare al-Andalus, come gli arabi denominarono il nuovo territorio.
Toledo fu conquistata addirittura senza combattere. La civilta' moresca di Spagna e', non a torto, considerata un faro di civilta' in un'Europa imbarbarita dalle incursioni dei popoli del Nord e piegata dalle lotte religiose e politiche. Nell'Andalusia I musulmani seppero creare sistemi di civilta' e di convivenza pacifica mai piu' raggiunti: le citta' andaluse risplendevano di vita, di arte, di scienza, il commercio era fiorente, l'agricoltura, grazie ad ingegnosi sistemi d'irrigazione importati dagli arabi, florida. Dovunque era un rifiorire di attivita' artistiche e scientifiche, e non a caso Cordova, capitale dell'Andalusia, era la piu' colta e la piu' fiorente tra le citta' europee. Con l'inizio di dissidi interni all'impero islamico, per l'Andalusia inizio' la parabola discendente: il dominio islamico sul territorio si assottigli? sempre piu' e solo la citta' di Granada resistette alla riconquista portata avanti dai principi cattolici. Granada cadde nelle mani di Ferdinando d'Aragona ed Isabella di Castiglia nel 1492: comincio' la caccia spietata ai musulmani ed agli ebrei, che furono massacrati dai "matamoros", espulsi o costretti alla conversione forzata. Si chiudeva per sempre l'epoca dorata della civilta' moresca di Spagna.




Dal 9° al 13° secolo, Cordova, in Andalusia, era il più grande centro culturale d'Europa, l’Est non era separato dall’ Ovest, nè I Musulmani dai Cristiani o dagli Ebrei. E’ da Cordova che è cominciato il Rinascimento Europeo, e da li’ si è propagato.
Sono trascorsi più di 500 anni da quando l’ Islam à stato sradicato dalla Spagna, e, durante questo lasso di tempo, la storiografia ufficiale si è affannata a farci credere che la Spagna attuale si è formata attraverso secoli di lotte contro gli invasori musulmani che colonizzarono, malvisti dal popolo, la penisola iberica.
Nulla di più falso. La moderna storiografia ha messo in evidenza il carattere profondamente originale della penetrazione islamica in Spagna ed il fatto che l’accettazione dell’ Islam da parte degli spagnoli fu pressocché spontanea : dando un’occhiata alla espansione islamica in Spagna si rimane colpiti dalla sua velocità e dai suoi aspetti generalmente pacifici e civili. Ai musulmani ci vollero meno di tre anni (dal 711 al 714) ed una battaglia ( a Guadalete, vicino Cadice) per propagarsi in Spagna.
W.Montgomery Watt sottolinea cio' in “Storia della Spagna Islamica”, affermando che, mentre la maggior parte dei neoconvertiti lo fece spontaneamente, i Cristiani e gli Ebrei che restarono tali costituirono il famoso “gruppo protetto” che gli Islamici si impegnavano a tutelare, nei beni e nella persona.
Non bisogna dimenticare i travagli che viveva la Spagna pre-islamica. Come molti paesi europei del tempo, era attanagliata dalle lotte di religione, e particolarmente acceso era il conflitto tra Cristiani Trinitari ed Antitrinitari. L’autorità dell’ultimo re, Rodrigo,imposto dai trinitariani, non era riconosciuta da tutti; i contadini erano ridotti allo stato di schiavi ; povertà, corruzione, instabilità, ignoranza erano estremamente diffuse. Gli stessi Ebrei soffrivano di forti persecuzioni, causate dai Visigoti e dal decreto da essi emanato nel 694, che prevedeva la riduzione in schiavitù per tutti coloro che rifiutavano il battesimo. Ovvio quindi che i Musulmani venissero salutati da tutti come i liberatori, e non è un caso che durante gli otto secoli del loro governo non si verifico' una sola rivolta.
Lo storico francese Dozy afferma che l’evento costitui’ un’importante rivoluzione sociale: i Musulmani avviarono una riforma agraria che ridistribui’ le terre tra padroni e contadini, il commercio fu liberalizzato, le alte tassazioni che lo limitavano furono abolite. Il grande scrittore spagnolo Blasco Ibanez parla di “una spedizione di civiltà”, più che di una conquista. Egli dice: “Il principio della libertà di coscienza era caro ai Musulmani. Nelle città che governarono accettarono le chiese dei Cristiani e le sinagoghe degli Ebrei.”
Godfrey Goodwin, in “La Spagna Islamica”, afferma: “Gli emiri omayyadi ambivano alla prosperità, agli splendori di una corte ricca ed intellettualmente stimolante. Permisero a chiunque di convertirsi all’Islam e intrattennero ottimi rapporti con i regni cristiani. Talvolta furono celebrati dei matrimoni, come nel caso di Musa, che sposò una principessa di Navarra. Nel X° sec. Cordova era una delle più splendide città d’Europa, ed il suo mercato il più vasto.”
Gli emiri possedevano grandi biblioteche e si circondavano di poeti, musici ,matematici e filosofi; le loro corti, veri fari di cultura, nutrivano interessi ben maggiori del cibo raffinato e degli spettacoli di effetto. Una dignità innata porto' alla ricercatezza delle buone maniere, riflesse nei poemi di corte e nelle opere d’arte e letterarie. Ci fu anche una forma di poesia popolare che influenzo' I trovatori provenzali e quindi tutta la tradizione letteraria dell’Europa occidentale.

La distruzione delle biblioteche che segui’ la “reconquista” privo' la cultura islamica delle sue più belle realizzazioni in Spagna, con rare eccezioni quali I manoscritti conservati nella biblioteca dell’Escorial. La calligrafia, strumento attraverso il quale Dio trasmise la verità all’uomo, fu l’espressione somma dell’arte musulmana, cosi’ come la miniatura, arte figurativa islamica per eccellenza, ma I capolavori prodotti in Spagna andarono anch’essi distrutti negli incendi. Due secoli dopo la riconquista di Toledo, le opere di Avicenna, Averroè ed Ibn Arabi avrebbero influenzato il pensiero occidentale.
La scienza conobbe una fioritura senza precedenti: Abu Abbas realizzo' a Cordova il primo tentativo di volo. Al-Zahrawi, nato presso Cordova nel 936, fu uno dei più grandi chirurghi di tutti I tempi: la sua enciclopedia di chirurgia fu usata come testo di riferimento nelle università europee per oltre 500 anni. Al-Zarqali rese perfetto l’astrolabio, strumento usato per misurare la distanza delle stelle sull’orizzonte. Esso rese possibile determinare la posizione nello spazio, le ore del giorno, la navigazione, e il richiamo alla preghiera in determinate ore del giorno. Al-Idrisi, nato a Ceuta nel 1099, disegno' mappe geografiche per re Ruggiero II di Sicilia, in cui adopero' metodi di proiezione per passare dalla forma sferica della Terra al planisfero molto simili a quelli usati da Mercatore quattro secoli dopo.
I metodi agricoli e di irrigazione dei Musulmani di Spagna furono rivelati dall’ingegnere italiano Turriano, che studiò le tecniche idrauliche ed agricole della Spagna del XI secolo per risolvere I problemi del XVI secolo in Italia.
Cordova fu il gioiello del X secolo. Fu la prima città ad avere l’illuminazione stradale in Europa e portava la torcia della civiltà e della scienza in un periodo in cui I Normanni saccheggiavano Parigi ed in cui l’ Inghilterra era devastata dai Danesi e dai Vikinghi. Il suo simbolo era la magnifica moschea, il più famoso monumento della Spagna islamica, dopo il palazzo dell’Alhambra a Granada. Nel XVI secolo, dopo la reconquista e dopo la spaventosa trasformazione della moschea in cattedrale con la creazione di una gigantesca struttura al centro delle magiche vedute, l’imperatore Carlo V osservo', in tono di rimprovero, che cio' che era stato costruito si poteva trovare dovunque, ma cio' che era stato distrutto era unico al mondo.
visechi is offline  
Vecchio 17-05-2004, 16.07.34   #90
visechi
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L 'epoca d'oro dell'Islam, con il fiorire straordinario della scienza, dell'arte, della cultura, rappresenta una delle ere piu' importanti per lo sviluppo del pensiero umano. La religione islamica ha avuto il grande merito storico di avere sempre incoraggiato l'uomo a perseguire il sapere e la scienza in ogni campo dello scibile. I dotti musulmani erano spinti a raggiungere questi traguardi dai versetti del Corano e dalle parole del Profeta, che asseri': "Cercate la conoscenza fino in Cina". L'Islam, dunque, dette un impulso straordinario alla scienza ed alla cultura in generale e mai, in nessun momento dell'epoca islamica, alcuno scienziato fu perseguitato per le sue teorie. La prova di cio' e' data dallo stupefacente progresso raggiunto dai musulmani durante il medioevo, epoca in cui, mentre l'occidente brancolava nell'oscurantismo e si richiudeva in se' stesso, sconvolto dalle invasioni barbariche e dalle lotte di religione, le citta' islamiche erano veri e propri fari di civilta', brulicanti di fervore scientifico, di studi, di ricerche e scambi culturali. L'uso della carta, che gli Arabi avevano importato dalla Cina, determino' la diffusione dei libri in tutto il mondo islamico. La biblioteca di Cordova, nell'800 d.C. contava 500.000 volumi, i quali rappresentavano la summa dell'umano sapere. Gli Arabi eccelsero soprattutto in astronomia, matematica, medicina ed i libri scritti dagli scienziati musulmani costituirono testi di riferimento per le Universita' europee fino al 1600. Ecco una breve panoramica dei piu' importanti scienziati appartenenti all'epoca d'oro dell'Islam:



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